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sotto tregua gaza / maria nadotti. 2009 [with english subtitles]

SOTTO TREGUA GAZA di Maria Nadotti e Giuseppe Baresi
Scheda del film:
https://www.oktafilm.it/project/sotto-tregua-gaza/

con Marco Baliani, Giuseppe Cederna, Pippo Delbono, Silvia Gallerano, Sandro Lombardi, Andrea Lupo, Licia Maglietta, Anna Nogara, Maria Grazia Mandruzzato

da “in girum imus nocte et consumimur igni” / guy debord. 1978

Come li ha trattati duramente il sistema di produzione moderno! Di progresso in progresso, hanno perduto il poco che avevano, e guadagnato ciò che nessuno voleva. Collezionano le miserie e le umiliazioni di tutti i sistemi di sfruttamento del passato; non ne ignorano che la ribellione. Assomigliano molto agli schiavi, perché sono stipati in massa in brutti fabbricati, malsani e lugubri; mal nutriti da una alimentazione contaminata e senza gusto; mal curati nelle loro malattie che si rinnovano di continuo; continuamente e meschinamente sorvegliati; mantenuti in un analfabetismo riadattato e nelle superstizioni spettacolari che corrispondono agli interessi dei loro padroni. Sono trapiantati lontano dalle loro provincie e dai loro quartieri, in un paesaggio nuovo e ostile, secondo le convenienze concentrazionarie dell’industria presente. Non sono che cifre entro grafici apparecchiati da imbecilli.

Muoiono in serie sulle strade, ad ogni epidemia di influenza, ad ogni ondata di caldo, per ogni errore di coloro che adulterano i loro alimenti, per ogni innovazione tecnica che crei profitto ai molteplici imprenditori di un ambiente di cui essi sono i primi a subire gli inconvenienti. Le loro spaventose condizioni di vita sono la causa della loro degenerazione fisica, intellettuale, mentale. Si parla loro sempre come a dei bambini obbedienti, ai quali è sufficiente dire: «bisogna», ed essi sono subito pronti a crederlo. Ma soprattutto li si tratta come bambini scemi, davanti ai quali barbugliano e delirano decine di specializzazioni paternaliste dell’ultima ora, che fanno loro credere non importa che cosa dicendoglielo non importa come; e, l’indomani, altrettanto bene il contrario.

Separati fra loro a causa della generale perdita di ogni linguaggio adeguato ai fatti, perdita che impedisce loro il benché minimo dialogo; separati dalla loro incessante concorrenza, sempre incalzati dalla frusta nell’ostentato consumo del nulla, e dunque separati da un’invidia insensata e incapace di trovare una qualsivoglia soddisfazione, sono separati perfino dai loro propri figli, che, ancor non è molto, erano la sola proprietà di coloro che non hanno nulla.

[…]

Il loro statuto può essere […] comparato al servaggio, poiché sono legati esclusivamente a un’impresa e al suo buon andamento, benché senza reciprocità in loro favore, e soprattutto poiché sono rigorosamente forzati a risiedere in un unico spazio, la stessa cerchia di abitazioni, uffici, autostrade, vacanze e aeroporti sempre identici.

Ma assomigliano anche ai proletari moderni per l’insicurezza delle loro risorse, che è in contraddizione con la routine programmata delle loro spese, e per il fatto che devono vendersi in un libero mercato senza possedere gli strumenti del loro lavoro, perché hanno, di fatto, bisogno di soldi. Devono comperare delle merci, e si è fatto in modo che non resti loro alcun contatto con nulla che non sia una merce.

Ma dove però la loro situazione economica si apparenta più precisamente al particolare sistema del peonaggio, è in questo, che non si lascia loro nemmeno più il maneggio momentaneo di quei soldi intorno ai quali gira tutta la loro attività. Non possono evidentemente che spenderli, ricevendone in troppo piccola quantità per accumularli, ma in fin dei conti si vedono obbligati a consumare a credito, e gli vien trattenuto dal salario il credito a loro consentito, dal quale si potranno liberare lavorando ancora.

Siccome tutta l’organizzazione della distribuzione dei beni è legata a quella della produzione e dello Stato, si lesina disinvoltamente su tutta la loro razione, di cibo come di spazio, in quantità e in qualità. Così che restando formalmente dei lavoratori e dei consumatori liberi, non possono rivolgersi altrove, perché non c’è posto ove non ci si prenda gioco di loro.

[…]

Il carattere illusorio delle ricchezze che pretende distribuire la società attuale, se non fosse stato riconosciuto in tutti gli altri casi, sarebbe sufficientemente dimostrato per questa sola osservazione, che è la prima volta che un sistema di tirannia mantiene così male i suoi familiari, i suoi esperti, i suoi buffoni. Servitori strapazzati del vuoto, il vuoto li gratifica in moneta con la sua effigie. Detto altrimenti, è la prima volta che dei poveri credono di far parte d’una élite economica malgrado l’evidenza contraria.

https://www.writingshome.com/ebook_files/146277476569317100-97997743.pdf

trenta secondi di “tape mark 1”, di nanni balestrini (da un video della fondazione bonotto)

Fonte:
https://www.facebook.com/watch/?v=517121022888906

Fondazione Bonotto:
https://www.fondazionebonotto.org/it/collection/poetry/balestrininanni/10927.html

Tape Mark I:
testo_ https://gammm.org/2006/09/03/tape-mark-i-nanni-balestrini-1962/
materiali:_ https://gammmorg.files.wordpress.com/2019/01/nanni-balestrini.-tape-mark-I.pdf

“aenigma”, di alberto d’amico, primo nella classifica “cult”, di ‘wonderland’ (rai4, martedì 3 ott. 2023)

Nel contesto del programma di Rai4 “Wonderland”, una veloce presentazione del libro di Alberto D’Amico, AENIGMA (Ed. IFIX, 2023), al primo posto della classifica “Cult” del programma televisivo. Cfr. https://www.facebook.com/ifixcm/videos/840127450984396

Il libro si può ordinare all’indirizzo https://www.ifixweb.it/shop/alberto-damico/

risposta tardiva a un citto supponente

sei anni fa, nel settembre 2017, al CostArena (Bologna), intervenivo in un incontro collettivo dedicato all’editoria indipendente.

parlavo in particolare delle edizioni IkonaLíber e della collana Syn_ scritture di ricerca, da me diretta. (“scritture”, non “poesia”).

da un puntuto interlocutore, un filo sprezzante & pavone, meloforo di altra e tonitruante e invero sottoboschiva intrapresa editoriale, sentivo fare discorsi (confermatisi) weird & irrealizzabili su alte tirature e distribuzione capillare. (per la poesia, veh).

al che io rispondevo informandolo che (volendo parlare seriamente di numeri) c’è un video di Crazy Frog che aveva allora circa 3 miliardi di visualizzazioni. oggi supera i 4 miliardi:

si tratta solo di capire che tipo di editoria uno vuole fare

*

post su fb del 21 sett. 2017

nanni balestrini_ il rapporto con luigi nono e il “contrappunto dialettico alla mente”

Nanni Balestrini (2 luglio 1935 – 19 maggio 2019) poeta, scrittore e membro del Gruppo 63 ricorda, insieme al musicologo Veniero Rizzardi, la sua collaborazione con Luigi Nono negli anni Sessanta. Balestrini ha curato i testi del brano Contrappunto dialettico alla mente (1968) ma il rapporto col compositore veneziano va oltre questo episodio.
Venezia, 5 dicembre 2013
Una produzione Fondazione Archivio Luigi Nono.

https://www.luiginono.it/opere/contrappunto-dialettico-alla-mente/