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Davide Castiglione annuncia su fb l’uscita su Polisemie di “uno studio monstre (42 pagine)” in cui sviluppa “un modello stilistico-pragmatico per analizzare gli enunciati universali o almeno generali (sentenze, proverbi, stereotipi, tesi ecc.) in poesia” applicandolo “a quattro autori intensamente frequentati: Cristina Annino, Milo De Angelis, Marco Giovenale e Guido Mazzoni”, cercando inoltre “di ridefinire il controverso concetto di assertività, ancorandolo a ciò che in effetti fa il testo, proprio a partire da quella classe di enunciati”.
https://polisemie.warwick.ac.uk/index.php/polisemie/article/view/890/934
La rivista CONTAINER – osservatorio intermodale esce con il secondo numero (B). Dopo due anni di lavori, covid compreso, finalmente vede la luce una pubblicazione ancora più ricca e articolata della precedente. Sono state inaugurate al suo interno nuove rubriche per permettere di ordinare al meglio la multifocalità di queste 84 vulcaniche pagine. Si va dalla critica letteraria, alle arti visive, passando per glossolalia, Carmelo Bene, Adriano Spatola, pornografia e critica radicale.

Caratteristiche tecniche:
Formato chiuso a doppia piegatura: 165×310 mm.
Formato chiuso: 330×310 mm.; formato apero: 660×310 mm.
Pagine: 84
Stampa: b/n
Prezzo: euro 15,00
[dia•foria, 2022
La rivista è divisa in quattro fascicoli, e si pregia anche per questo numero di un nutrito laboratorio dedicato alle traduzioni (tutte prime italiane). Può essere richiesta direttamente all’indirizzo: info@diaforia.org

http://www.diaforia.org/diaforiablog/2022/10/05/container-b-osservatorio-intermodale/

il link del collegamento da remoto per il 13 ottobre è stato modificato. Eccolo: https://us06web.zoom.us/j/82455718608?pwd=RGNMTFJPRER4NXR6WU9QZ0g0aFFSdz09
ID riunione: 824 5571 8608
Passcode: 856895
Sandro Ricaldone
PSYCHOANALYSIS, IDEOLOGY AND COMMITMENT IN ITALY 1945-1975
Edoardo Sanguineti, Ottiero Ottieri, Andrea Zanzotto
edited by Alessandra Diazzi
Legenda, 2022
Over the post-war decades, Italy’s ‘extroverted’ cultural identity was mostly oriented towards social and political questions: the inward turn of psychoanalysis was regarded with suspicion, as a fin-de-siècle cure for middle-class neuroses. The consulting room was, for militant intellectuals, antithetic to class-consciousness and the collective struggle. But despite this resistance from leftist, or Communist, intellectual discourse, psychoanalysis became steadily more influential.
In the period up to the late 1970s, the triad of politics-ideology-commitment acted as a threefold track through which psychoanalysis could spread, and the resistance to it transformed Italy into a unique cultural laboratory for experimental negotiation between analysis and Marxism. Many of these encounters occurred in post-war literature, and Diazzi maps out a distinctively Italian, ideological repurposing of psychoanalysis, turning its inward view into an outward tool of political agency.


Silvia Molesini al festival FLAP, a Pescara, il 7 ottobre. Il programma degli incontri è qui: https://www.pescarafestival.it/flap2022/
Palazzo delle Esposizioni