Archivi tag: intervista
social, genocidio, letteratura: alcuni link del 2025 e una notilla personale
Antonio Francesco Perozzi:
https://antonioperozzi.substack.com/p/scrivere-mentre-loccidente-finisce
Andrea Inglese (post e commenti):
https://www.facebook.com/andrea.inglese.969/posts/pfbid0rRBhcYsPEf77hCfEQDYTRTVnVYbuCMiMGK5o89y1234ZcwFVkzVvUgUE6WXvej7ml
Stefano Bottero:
https://www.leparoleelecose.it/recitare-linutile-eredita-del-pensiero-e-della-parola-nichilista-nei-giorni-del-genocidio-palestinese/
MG:
https://slowforward.net/2025/08/27/pap-077-la-catena-social-e-il-genocidio/
*
Confesso una effettiva mia personale indifferenza, al momento, verso la questione letteraria, poetica. A mio avviso, l’urgenza assoluta, la pressione reale del genocidio, porta in primo anzi in primissimo piano altre funzioni linguistiche, semiotiche: testimonianza, cronaca, fotografia, video, intervista.
Sarà probabilmente un mio limite, confesso però di non essere interessato alla poesia “dopo” Gaza, perché vedo che siamo (e chissà per quanto ancora saremo) “dentro” Gaza, in un incendio che è un “durante”, un “mentre”, al di là di tutte le (finte) “tregue” dello stato omicida israhell. La poesia, dei palestinesi come di chiunque, ha tutta la legittimità che vuole, che può avere. Parole in alcuni casi necessarie. Ma l’urgenza prioritarissima è di altra natura, sul piano semiotico. Da questo layer sono schiacciato da ottobre 2023: ma può, insisto, essere un limite mio.
un intervista non (troppo) invecchiata
un’intervista di 15 anni fa che per certi aspetti anche oggi ha un tot di senso
qui:
https://slowforward.net/2010/06/20/testi-critici-_-finis-italiae/
(anche se in effetti la situazione è assai assai peggiorata)
Lorenzo Mari sulle comunità letterarie
Giovanni Mari: “Assalto alla fabbrica. Genova 1944. I fascisti trasformano gli operai in schiavi di hitler”
Il 16 giugno del 1944 i fascisti della Repubblica Sociale italiana spalancarono le porte delle fabbriche genovesi ai nazisti cacciatori di schiavi: vennero requisiti e deportati 1.500 operai. Il rastrellamento fu particolarmente violento, il viaggio su treni piombati. La loro casa fu il lager di Mauthausen, per lavorare nell’industria militare del Reich, soffrendo la fame e il gelo. I nazifascisti non scelsero quelle fabbriche per caso: volevano procurarsi manodopera di alto livello, ma soprattutto stroncare la caparbietà operaia, che nei mesi precedenti aveva inferto duri colpi alla produzione e alla propaganda repubblichina con una raffica di agitazioni, scioperi e boicottaggi.
In Assalto alla fabbrica. Genova 1944, i fascisti trasformano gli operai in schiavi di Hitler, Giovanni Mari ripercorre questi fatti a ottant’anni di distanza: scheda del libro e audio dell’intervista di oggi su Radio Onda Rossa
“OGGETTISTICA” su Fahrenheit (Rai RadioTre) oggi h. 16:55 e 17:00
Un brano da OGGETTISTICA oggi a RadioTre Fahrenheit, intorno alle 16:55, e un’intervista sul libro, a cura di Tommaso Giartosio, alle 17:00.
Qui la pagina di TIC Edizioni:
https://ticedizioni.com/products/oggettistica-marco-giovenale
Thx to Graziano Graziani per la cura della registrazione dei brani.
un’intervista su ‘neutopia’
Grazie a Davide Galipò e a Neutopia per questa intervista, in cui si parla (anche) di sperimentazione e di distanziamento dal mainstream: https://neutopiablog.org/2023/12/14/dal-ritorno-allordine-alla-vergogna-della-poesia-intervista-a-marco-giovenale/




