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Marco Inguscio: La formazione all’insegnamento pensata come raccolta punti

Marco Inguscio su fb:

Il 23 febbraio scorso, si sono ufficialmente riaperte le GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) per il personale docente ed educativo. Si tratta dell’aggiornamento che stabilisce chi potrà ricevere incarichi di supplenza nelle scuole statali per il prossimo biennio (2026/27 e 2027/28).

Puntuali, tornano anche i corsi per le certificazioni online a pagamento. Una corsa per raccattare punti come gli orfani di Dickens facevano con le briciole degli avanzi tra le strade di Londra.

Il settore della formazione e delle certificazioni informatiche per il personale scolastico si è trasformato in un mercato da centinaia di milioni di euro alimentato da due motori principali: l’aggiornamento delle graduatorie (GPS) e i fondi del PNRR. I corsi di aggiornamento vanno dai 150 agli 800 euro, superando abbondantemente i 400-500 milioni di euro di fatturato l’anno. Continua a leggere

intellettuali della carta vs intellettuali di carta

non bisogna essere necessariamente anarchici o particolarmente coinvolti in una militanza, credo, per rendersi conto di quello che succede a livello globale, quasi senza eccezioni. a partire dal genocidio in Palestina.

così ieri mi sembrava sensato annotare queste righe sul silenzio degli intellettuali in rete, in particolare sul mutismo di quelli che hanno a che fare con la carta stampata, scrittori poeti filosofi, ma non solo loro: https://noblogo.org/differx/un-numero-impressionante-di-intellettuali-e-poeti-italiani-sta-letteralmente

ovviamente non poche sono le eccezioni positive e più che positive (eccezioni non di adesso, a situazione precipitante, ma presenti & in attività da tempo). nei tag a questo post si possono leggere appena alcuni nomi di persone alle quali si deve essere grati per l’impegno e l’opposizione effettiva alla narrativa di regime.

la situazione, voglio dire, non è in assoluto deprimente e di deserto. diciamo che però, a mio giudizio, davanti a oltre due anni di genocidio ripreso e trasmesso in diretta su tutti veramente tutti i nostri cellulari, l’aspettativa da parte mia era nettamente più ottimistica, ed è frustrata.

delle due l’una: (1) o gli intellettuali che non si scuotono dal sonno non hanno un cellulare in tasca, o ce l’hanno e scrollano a caso, non sono sui social, non leggono gli appelli, non ascoltano le fonti indipendenti e non si informano dove teoricamente qualsiasi essere senziente dovrebbe informarsi per seriamente smarcarsi dal mainstream; oppure (2) hanno capito benissimo come stanno le cose ma glissano, e allora forse è meglio non avere niente a che fare con loro.