è semplicissimo: premi PLAY per raggiungere la PROSA IN PROSA
la collocazione esatta di PROSA IN PROSA:
https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/prosa-in-prosa
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la collocazione esatta di PROSA IN PROSA:
https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/prosa-in-prosa
questo video spiegherà tutto:
facebook.com/emanuele.kraushaar/videos/3588974284486884
viene alla luce la terribile verità:

https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/prosa-in-prosa
Forse l’evento più rilevante degli ultimi 20 anni della poesia italiana, di Prosa in prosa, come accade con i classici, si è parlato e scritto molto di più di quanto il libro non sia stato in effetti letto. A partire da una definizione di Jean-Marie Gleize, Prosa in prosa tentava, nel 2009-10, anno della sua prima pubblicazione, di portare una ventata spiazzante sulla scena asfittica della letteratura italiana, attraverso il travalicamento del concetto stesso di genere letterario.
Da non confondersi assolutamente con poemetti in prosa, i testi qui compresi, installando la letteralità e l’insignificanza nel luogo in cui ci si attende massima significatività e figuralità, squadernavano le categorie con cui il pubblico legge la testualità lirica. Ma se questa rivoluzione rischia oggi di spegnersi nella generale dimenticanza, questa nuova edizione, arricchita di contenuti critici, torna a imporre il tentativo, sempre più necessario, di superare l’ultimo confine, quello tra letterario e letterale.
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24 ottobre 2020
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Chi desidera acquistare Il paziente crede di essere mi scriva. (Sembra ch’io abbia alcune copie, cieli clementi).
Il paziente crede di essere (un’aquila in volo, un aerostato, un inseguito, una linea in terra, un testimone di eventi raccapriccianti, un treno giocattolo, un’operazione di salvataggio), il paziente si svuota, si scompone, si ricompone, si sveste, colleziona orologi guasti, a sua volta si guasta, si assembla, si disperde.
Giocando con le potenzialità del reale e dell’irreale, queste fiabe crudeli, allucinatorie, si propongono di forzare i nessi logici, manipolare gli oggetti e lo spazio, scardinare sequenzialità e quotidianità per dare origine a un disordine controllato e creare situazioni, luoghi e personaggi devianti.
Copertina di Fatomale (Jacopo Oliveri).
Prezzo di copertina: 14 euro.
ANTEPRIME:
3 racconti online su Nazione Indiana
2 racconti su Carteggi letterari
3 racconti su Portbou
5 +1 racconti su Le parole e le cose
RASSEGNA STAMPA
21.02.2016 – Intervista all’autore su Radio3 Suite
29.03.2016 – Presentazione di Guido Mazzoni
11.04.2016 – Recensione di Renato Barilli
27.04.2016 – Recensione su Switch on Future
13.05.2016 – Recensione su Metropolis Zero (con audio delle letture)
16.05.2016 – Recensione su Carteggi Letterari
27.05.2016 – Recensione di Fabrizio Miliucci su Nazione Indiana
13.06.2016 – Intervista all’autore su Satisfiction
23.06.2016 – Recensione su Alfabeta2
29.06.2016 – Recensione su Satisfiction
24.07.2016 – Recensione di Rosa Pierno
26.10.2016 – Recensione su LaFeltrinelli.it
27.12.2016 – Recensione su Pixarthinking
27.02.2017 – Recensione su formavera (una versione leggermente diversa di questa recensione di Marco Villa era uscita qualche mese prima su Mosaici – Learned Online Journal of Italian Poetry)
10.05.2017 – Recensione di Lidia Riviello
30.05.2017 – Recensione su L’ospite ingrato (Rivista del Centro di Ricerca Franco Fortini di Siena)
Maggio 2017 – Recensione sul n. 5-6 della rivista Articolo 33
13.09.2017 – Su Slowforward: breve dialogo con Jacopo Ramonda
intervento di Piergiorgio Giacchè:
(n.b.: straordinario sempre, P.G., ma in particolare direi che da 6′ 16” a 11′ 03” quasi ogni parola, ogni frase, ogni riferimento potrebbe essere valido direttamente per la scrittura, oltre che per il teatro. notevole soprattutto la distinzione tra attore e regista. quindi tra atto e costruzione, aggiungerei.
ogni autore e testo “di costruzione” resta inevitabilmente al di qua della rivoluzione copernicana).
https://www.spreaker.com/user/12079015/da-le-carte-della-casa-differx-2020
C’è un carattere performativo fortissimo in Quasi tutti. Microtensori e prosa in prosa 2008-2010-2018 di Marco Giovenale. I testi presenti sono un campo in cui senti un ago che ti stuzzica la mente, e ti sembra di avere davanti una storia conosciuta (dove? tv telefono internet strada?), o un elenco iniziato a metà e non finito. O un pezzo di vita parlata o chattata. Con titoli che sono segnali con indicazioni sbagliate. Ma non sempre. E se non ci sono dei titoli, ci sono dei numeri. O semplici X. O nulla. E poi sulla pagina spazi bianchi dopo poche righe. O molte. Sicuramente quasi poche, quasi molte. Come vuole il titolo della raccolta. Continua a leggere
ilcucchiaionellorecchio.it/2020/09/combinazione/
tutti gli altri testi di mg nel sito:
ilcucchiaionellorecchio.it/category/autori/marco-giovenale/
2010, compostxt = Roberto Cavallera ospita “una semplice”.
again: thx from the heart
(https://slowforward.net/2020/04/25/una-semplice-ha-dieci-anni/)
@ compostxt/issu:
https://issuu.com/compostxt/docs/marco_giovenale__una_semplice5
pdf liberamente scaricabile da slowforward:
https://slowforward.files.wordpress.com/2020/08/marco-giovenale_-una-semplice-compostxt-2010.pdf
