Luciano Neri (1970) vive a Genova. Dirige la collana «Il laboratorio» per l’editrice L’Arcolaio. Ha pubblicato testi sulle riviste Atelier, Nuovi argomenti, L’Ulisse, Nazione indiana e altre, sull’antologia La poesia ligure e lombarda del XXI secolo (in Trivio n.1, a cura di Marco Berisso e Antonio Loreto, Oèdipus, 2013), e sul Nono quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007). Di recente alcuni testi inediti in prosa sono apparsi su l’immaginazione (n. 322) e su gammm.org. Da qualche tempo la sua scrittura poetica è in fase di ripensamento e ne rimane traccia in un libro, Figure mancanti (Transeuropa, 2014), ormai introvabile. Discorso a due (L’Arcolaio, 2019) è il titolo del suo ultimo volume in versi.
I testi letti da Antonio Syxty vengono da Autoreverse, Tic edizioni, 2022, collana ChapBooks.
Intervista per Radio Questa Sera a Marco Giovenale su Il cotone. (Bioflocculazione), Zacinto/Biblion, 2021, cui l’autore ha abbinato il brano musicale Strollin’ dall’album omonimo, Strollin’, di Chet Baker del 1986.
Ventesima puntata della rubrica “tre” (su Punto Radio / Questa sera) : Giulio Marzaioli legge da I sassi, Tic ed. 2021, brano abbinato: Take A Pebble, di Emerson, Lake & Palmer (1970).
In occasione del D.I.Y. Day “Onde Anomale”, a Ostia, nel parco Pietro Rosa, lettura di poesie e prose @ Parcuino: https://slowforward.net/2022/07/08/onde-anomale-a-ostia-il-17-luglio/
MG legge alcune prose da Il paziente crede di essere (Gorilla Sapiens, 2016) e Quasi tutti (Miraggi, 2018). Registrazione video di Giuseppe D’Acunto.
Guardando le fotografie e i materiali di documentazione nel post di Pasquale Polidori che ho condiviso stamattina su FB (https://bit.ly/3uY97GR e https://t.ly/5P6R) mi rendo conto una volta di più di un’evidentissima evidenza.
Ossia che non c’è niente da fare: gli unici giovani (e meno giovani) in grado di mettersi immediatamente e senza elucubrazioni in sintonia con le scritture di ricerca, la sperimentazione linguistica in ambito concettuale e non solo, sono gli artisti.
Inutile aspettarsi qualcosa dai (o: dalla stragrande maggioranza dei) “giovani poeti”. (Dai vecchi meno che mai).