Archivi tag: scritture di ricerca

testi e traduzioni di mg sullo spazio web di nuovi argomenti

Due voci. Inediti e traduzioni/9

Riprende la rubrica “Due voci. Inediti e traduzioni”. In questa puntata tre inediti di M. G. da ossidiane (2001-) e due traduzioni (da T. S. Eliot e da K. Greenstreet). http://www.nuoviargomenti.net/poesie/due-voci-inediti-e-traduzioni/

ricordo di nanni balestrini: letture, testimonianze, materiali: a roma oggi, 19 giugno, al teatro argentina

Roma, Teatro Argentina
OGGI, mercoledì 19 giugno 2019

Dalle 17 alle 23, fra Sala Squarzina e Sala Grande, una kermesse

a cura di alfabeta2: conversazioni letture proiezioni performance e musiche

per Nanni Balestrini
«artista totale della parola» (1935-2019)

illustreranno la sua figura tra editoria e comunicazione, politica e società,

immagini e video, poesia e narrativa, musica e teatro.Sala

Intervengono fra gli altri, in ordine di apparizione (più o meno!):

Paolo Fabbri, Gino Di Maggio, Romano Luperini, Renato Parascandolo, Vittorio Pellegrineschi, Renato Barilli e Silvia Ballestra; Franco Berardi “Bifo”, Paolo Virno e Francesco Raparelli; Valentina Valentini, Michele Emmer, Paolo Bertetto, Gianfranco Baruchello, Carla Subrizi, Achille Bonito Oliva, Patrizio Peterlini e Manuela Gandini; Roberto D’Agostino; Alberto Capatti; Flavia Mastrella e Antonio Rezza; Fausto Curi e Niva Lorenzini; Rachel Kushner; Giovanni Fontana, Cecilia Bello Minciacchi, Marco Giovenale e Michele Zaffarano; Silvia Tripodi; Tommaso Ottonieri, Marco Palladini ed Emanuele Trevi; Gilda Policastro e Cetta Petrollo Pagliarani; Florinda Fusco e Franca Rovigatti; Maria Grazia Calandrone, Laura Cingolani, Fiammetta Cirilli, Elisa Davoglio, Fabio La Piana, Massimiliano Manganelli, Vincenzo Ostuni, Lidia Riviello e Sara Ventroni; Mario Gamba, Alvin Curran, Iaia Forte, Fabrizio Parenti con Josafat Vagni, Ilaria Drago con Luigi Cinque e Gianluca Ruggeri; Peppe Servillo

Conducono
Maria Teresa Carbone e Andrea Cortellessa

10 giugno, milano, mudima: conceptual writing


Reframing, Uncreativity, Unoriginality sono alcune delle modalità compositive che caratterizzano la conceptual writing, un movimento letterario sperimentale ancora in formazione, attivo principalmente nel mondo anglosassone, e in grado di dialogare con sistemi solo apparentemente lontani da quello più strettamente letterario.
Anziché proporre delle definizioni, questo libro segue l’andamento dei fenomeni associati alla scrittura concettuale contemporanea e alle sue interazioni con altri modelli espressivi: dai debiti verso le sperimentazioni della scrittura di ricerca e della poesia concreta fino alle relazioni con l’arte concettuale della seconda metà del Novecento.
Cinque conversazioni con i principali protagonisti della conceptual writing, Kenneth Goldsmith, Craig Dworkin, Nick Thurston, Christian Bök, Derek Beaulieu chiudono il volume affrontando la sfida lanciata dalle diverse logiche che regolano il sistema di testualità diffuso oggi attraverso i social networks e forme mediali più o meno innovative.

facebook.com/events/479131069495333/

http://www.ilverri.it/index.php/le-collane/collana-blu/conceptual-writing-1-detail

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ron silliman: “la frase nuova” (trad. di gherardo bortolotti)

pdf @ slowforward:
https://slowforward.files.wordpress.com/2023/06/silliman_-la-frase-nuova_-trad.g.bortolotti.pdf

post @ gammm:
https://gammm.org/2021/01/30/la-frase-nuova-ron-silliman-1987/

due articoli su corrado costa

da «il verri», n. 52, giugno 2013:

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mislettura [continua]

1.

Continuano indefesse e battenti, in rete, le confusioni tra “scritture dopo il paradigma” (espressione provvisoria e criticabilissima, si sa), scritture “di ricerca” (altra definizione giustamente provvisoria e criticata) e scritture contemporanee (=degli anni recenti, diciamo, ampiamente).

Per precisare: come è ovvio, non tutte le scritture contemporanee sono di ricerca. Non tutte quelle di ricerca sono “dopo il paradigma”.

Altrettanto ovvio è che le (provvisorie) etichette “di ricerca” o “dopo il paradigma” – tanto quanto la contemporaneità di alcune scritture – non garantiscono alcunché in ordine alla “qualità (letteraria)”.

Ma – prima ancora di appunti relativi alla qualità di questo o quel testo – alcune osservazioni di partenza vanno o andrebbero pur fatte. Constato: non vengono fatte, nonostante i fiumi di parole spesi da anni su questi argomenti.

2.

Operando dei prelievi dal campo di materiali personali, un post utile pensavo fosse questo di luglio: http://slowforward.wordpress.com/2013/07/23/chiarimenti-su-testi-usciti-in-rete-e-fuori/ (replicato a settembre: http://slowforward.wordpress.com/2013/09/23/conferma-dei-chiarimenti-su-testi-usciti-in-rete-e-fuori/).

Sbagliavo. Continuano i fraintendimenti. Sento citare poesie da Shelter o Delvaux come una sorta di testi in qualche modo ‘complanari’ (e rapportabili a scritti teorici relativi) a Quasi tutti e Lie lie. Non è possibile nessun dialogo su queste basi. Non è possibile nemmeno commentare post o critiche – anche articolate – che operano questo tipo di misletture.

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francis ponge, “nioque de l’avant-printemps, ovvero cognizione del periodo che annuncia la primavera” (benway series)

Francis Ponge:

Nioque de l’avant-printemps, ovvero Cognizione del periodo che annuncia la primavera

Traduzione: Michele Zaffarano.
Introduzione di Jean-Marie Gleize
Colorno : Tielleci, 2013. – 128 p. : ill. ; 19,5 cm.
(Benway Series ; 4).
978-88-98222-07-0 : 13€

Anteprima del libro / Preview: Italiano English

Richiedi il libro

§

[Al lettore:]

NIOQUE è scrittura fonetica (come se scrivessimo «iniorante») per gnoque, parola che ho forgiato partendo dalla radice greca di «conoscenza» per evitare di riprendere la gnossienne di Satie o la connaissance (de l’Est) di Claudel.

La prima pubblicazione di questo testo, peraltro già composto da parecchi anni, ha curiosamente preceduto di pochissimo gli «eventi» del 1967 e del 1968 a Berkeley, Berlino e Parigi, eventi che alcuni considerano come primavere, a imitazione di esempi contemporanei sul genere della «primavera di Praga».

F. P.

§

[Nota critica]

Come intendere la “lezione” di Francis Ponge? In effetti, è evidente che la sua opera non rappresenta una semplice proposta poetica ma anche, simultaneamente, un intervento decisivo nel campo della scrittura, della teoria delle pratiche di scrittura, una presa di posizione strategica, in rapporto alla quale non è ormai più possibile evitare di indicare una propria collocazione. È in questo senso che si può parlare di “lezione”. Visto che di Partito preso delle cose si tratta (è il titolo dell’opera che lo farà conoscere nel 1942), questa “lezione” la si può, per esempio, intendere come una delle possibili risposte all’aspirazione di Rimbaud verso una «poesia oggettiva».

[…]

In una parola, questo libro e questa categoria di «nioque» costituiscono una specie di programma aperto per quanti si pongono il compito di “uscire” in maniera permanente e di esplorare un dopo-la-poesia che utilizzi tutti i mezzi della “prosa in prosa (in prose)”, oltre ogni pretesa estetica e puntando al contrario ad alcuni effetti di conoscenza del mondo, del «mistero ambiente», come diceva Ponge, o più immediatamente alcuni contesti “schermali” (pochissimo misteriosi ma molto asfissianti) che costituiscono una parte della nostra attuale “realtà”.

Dall’Introduzione: Per una poesia critica, di Jean-Marie Gleize

http://benwayseries.wordpress.com/2013/11/25/francis-ponge-nioque-de-lavant-printemps-ovvero-cognizione-del-periodo-che-annuncia-la-primavera-nioque-de-lavant-printemps-benway-series-4/

messaggi ai poeti (#26)

vediamo se riesco a spiegarmi:

Dan Waber: sketches built with Processing:
http://logolalia.com/processing/

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