Archivio mensile:Gennaio 2026
Da Radio Popolare: la demolizione della sede UNRWA a Gerusalemme Est
Questa mattina le forze di sicurezza israeliane, assistite da membri del governo e del parlamento israeliano (come il ministro di estrema destra Ben Gvir) hanno iniziato a demolire la sede centrale dell’Agenzia Onu per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) di Gerusalemme est. Si tratta dell’ultimo atto di una serie di attacchi diretti all’Unrwa e al suo lavoro con la popolazione palestinese, sia in Cisgiordania che a Gaza.
Martina Stefanoni ne ha parlato con Roland Friedrich, direttore Unrwa in Cisgiordania, che si trova in Giordania perché Israele ha impedito l’ingresso nel paese al personale internazionale dell’agenzia.
Questa mattina, verso le sette, le forze di polizia israeliane, accompagnate da dipendenti del comune di Gerusalemme e da appaltatori privati, sono entrate nella nostra sede principale, l’edificio principale degli uffici dell’UNRWA a Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme Est occupata. Sono entrate con la forza. Hanno costretto le nostre guardie di sicurezza a farsi da parte, hanno confiscato i loro telefoni e poi hanno portato macchinari pesanti, escavatori e così via all’interno del complesso, iniziando a demolire edifici, uffici e magazzini. Le demolizioni sono ancora in corso. E stimiamo che circa due terzi dei locali siano stati demoliti. Si tratta di una violazione grave e senza precedenti del diritto internazionale. Si tratta di una struttura delle Nazioni Unite protetta dal diritto internazionale, tutelata dalla Carta delle Nazioni Unite. E ogni Stato membro è tenuto a rispettare i privilegi e le immunità delle Nazioni Unite. Si tratta di una violazione gravissima e di un incidente senza precedenti.
Avevate ricevuto qualche preavviso su cosa sarebbe successo o è stato improvviso?
Non eravamo stati informati in anticipo dei piani di demolizione del complesso. Avevamo già subito diversi accessi non autorizzati da parte delle forze di polizia israeliane all’inizio di dicembre e a gennaio. Già l’8 dicembre, le forze di polizia israeliane avevano fatto irruzione nel complesso: avevano rubato beni appartenenti all’UNRWA, issato la bandiera israeliana sopra il nostro edificio principale e strappato la bandiera delle Nazioni Unite, gettandola a terra. E negli ultimi due giorni si sono verificati altri accessi non autorizzati da parte della polizia israeliana, ma non siamo stati informati dell’intenzione o del piano di demolizione degli edifici.
In quel complesso, quante persone c’erano e che lavoro svolgevate?
Questo complesso è la sede principale dell’UNRWA in Cisgiordania. L’UNRWA opera qui fin dagli anni ‘50. È affittato dal governo giordano e continuiamo a pagare l’affitto annuale al governo giordano. E lì c’erano le sedi principali dei nostri programmi di istruzione, sanità e microfinanza. Il complesso stesso era rimasto vuoto negli ultimi 12 mesi, perché la situazione era troppo pericolosa per i nostri colleghi palestinesi.
Dichiarazione letta in aula da Anan Yaeesh, prigioniero palestinese detenuto nelle carceri italiane su mandato israeliano
Desidero iniziare con i miei saluti alla Corte e a tutti i presenti.
Esiste sempre la legge, ma anche lo spirito della legge; pertanto, vorrei chiedere all’Onorevole Giudice di concedermi il minimo diritto umano nei confronti del mio Paese, osservando un minuto di silenzio per le anime dei bambini, delle donne e dei martiri della Palestina.
Innanzitutto, desidero affermare la mia fiducia nel sistema giudiziario italiano e riconoscerne la legittimità. Tuttavia, mi oppongo all’essere processato in Italia, in quanto sono palestinese e non ho commesso alcun reato né in Italia né in qualsiasi altro paese. Il mio fascicolo, come resistente palestinese, è conosciuto dalle autorità di sicurezza italiane, e ho ottenuto il permesso di soggiorno in Italia e la protezione speciale dopo che la mia richiesta di asilo era stata respinta dal Tribunale di Foggia.
Pertanto, signor Presidente, considero il mio arresto e il mio processo qui illegittimi, poiché l’arresto stesso, sin dal primo momento, è stato compiuto in contrasto con il diritto internazionale umanitario, con lo statuto delle Nazioni Unite, con la Convenzione di Ginevra e con i due protocolli aggiuntivi, e tutto ciò che ne è derivato è anch’esso illegale; ciò che si fonda sull’illegittimità, infatti, è anch’esso illegittimo.
Se riconoscete la legittimità dello Stato di Palestina, allora la richiesta di estradizione avanzata nel gennaio dello scorso anno nei miei confronti avrebbe dovuto essere presentata attraverso il governo del mio Paese. Se, invece, considerate la Palestina come un territorio illegalmente occupato da una potenza coloniale, allora la resistenza è un diritto legittimo e non dovreste arrestarmi qui per tale motivo.
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Storia delle scritture di ricerca: continuano i corsi su Emilio Villa e Corrado Costa
Iain Chambers per la newsletter del ‘manifesto’: distruzione del diritto, Europa in cenere
Nel settembre del 1847, i soldati americani entrarono a Città del Messico e, l’anno successivo, con il Trattato di Guadalupe Hidalgo, il Messico perse la metà del suo territorio (l’odierno Texas, il Nuovo Messico, l’Utah, il Colorado, l’Arizona e la California) a favore del suo potente vicino, che traeva profitto dal cotone prodotto dagli schiavi e inviato alle fabbriche tessili di Manchester che guidavano la rivoluzione industriale oltreoceano. Continua a leggere
La newsletter di Autistici/Inventati, 11 gennaio 2026
autistici.org è la struttura antagonista che crea i servizi a cui appartiene anche noblogs, che ospita il blog che state leggendo. è molto importante sostenere, anche economicamente, il lavoro di chi mette a disposizione servizi e strumenti decentrati, solidali, indipendenti, rispettosi della privacy, liberi da ingerenze di aziende, spioni, venditori di fumo e ladri di arrosti, stati & chiese vari.
per questo, differx, insieme a slowforward.net, invita tutte e tutti a dare un contributo (e a pensare di sottrarre sempre più terreno alle piattaforme generaliste, mainstream). (anche attraverso il lavoro di devol, per esempio).
qui di séguito il link alla newsletter, con vari aggiornamenti sull’attività recente:
Newsletter Autistici/Inventati 01-2026
Gennaio 11th, 2026 by cavallette
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Newsletter Autistici/Inventati – gennaio 2026
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linkagioni sempre utili
i #poeti hanno occhio a non cascare giù dal #palco
https://noblogo.org/differx/occhio-al-palco-e-montato-bene
(una notilla di qualche giorno fa)
‘Umanità Nova’ (gen. 2026)
Con questo numero ritorna Umanità Nova / Anno 106 – 2026, n. 1 (18 gennaio 2026).
Dopo la consueta pausa di fine anno, Umanità Nova torna in edicola e nei circoli con un numero che fotografa senza sconti il presente: repressione, guerra, autoritarismo, ma anche lotte, internazionalismo e resistenza sociale.
Un numero che si apre con “Oltre le macerie”, perché non c’è tregua nella stretta militarista e liberticida, e che attraversa i conflitti in corso – dalla Palestina all’Iran, dagli Stati Uniti all’America Latina – ribadendo una linea chiara: contro ogni Stato, contro ogni guerra, a fianco dei popoli in lotta.
Umanità Nova continua. Senza padroni, senza guinzagli.
Leggete, diffondete, abbonatevi.
Zubin Mehta annulla tutti i suoi impegni in israele, in protesta contro i massacri
“Il direttore d’orchestra di fama mondiale Zubin Mehta (89) annulla tutti i suoi progetti e impegni artistici in Israele, affermando di non poter separare la musica dalla politica e di aver annullato tutti i suoi impegni a causa della sua opposizione al genocidio palestinese perpetrato dal criminale di guerra Netanyahu. Ha sottolineato che artisti e musicisti devono assumere una posizione morale sulle questioni importanti, soprattutto quando riguardano guerre e crimini contro i popoli, e che il silenzio o l’ignoranza non sono più un’opzione alla luce della distruzione totale a Gaza, delle migliaia di vittime e delle continue politiche di repressione e insediamento in Cisgiordania”.
da https://www.facebook.com/share/p/1H8CftJJsz/
nessi fra lo stragismo degli anni settanta e quello degli anni novanta
Sono passati ormai 30 anni da quando a Roma fallì l’attentato allo Stadio Olimpico, in cui, come dimostrato in varie sentenze, il 23 maggio 1993, il giorno della partita Roma-Udinese, hanno rischiato di morire centinaia di carabinieri e chissà quanti tifosi.
Un evento di cui hanno parlato decine di collaboratori di giustizia e che si inserisce in quella strategia di attacco allo Stato che Cosa nostra e ‘Ndrangheta misero in atto negli anni Novanta. Era tutto farina del sacco delle mafie o quella strategia si inseriva in un piano più grande? Esiste un filo nascosto che unisce questi eventi con altri fatti della storia del nostro Paese? Ne abbiamo parlato con Michelangelo Di Stefano, docente di intelligence dell’istituto italiano di criminologia e autore del libro: “Il treno del sole e i cinque anarchici. L’ombra di Gladio, ‘Ndrangheta stragista e Falange Armata”. Continua a leggere
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due versanti di scrittura asemica
il discorso asemico può essere condotto sia attraverso una scrittura nitida, glifi o calligrafia, sia attraverso sovrapposizioni: https://noblogo.org/differx/il-discorso-asemico-puo-essere-condotto-sia-attraverso-una-scrittura-nitida

