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Archivi tag: arte
tre su Mario Schifano
Giuseppe Chiari risponde a “Cosa deve fare l’artista, lo scienziato, il matematico?” (1993)
Cosa deve fare l’artista, lo scienziato, il matematico?
“Cosa può fare? … Stare zitto dicendo che è guerra; ma è provato che malgrado le bombe caschino, il matematico, lo scienziato, l’artista continuano il proprio discorso”.
Paris – Tanger en passant par Téhéran : Brion Gysin, figure charismatique et inclassable de la Beat Generation, est exposé au MAM
Le Musée d’Art Moderne de Paris présente la première rétrospective de l’œuvre de Brion Gysin dans un musée parisien.
Né en Grande-Bretagne en 1916, Brion Gysin est un artiste protéiforme, peintre, poète, performeur, photographe et musicien souvent associé à la Beat Generation. Inventeur du Cut-up et de la Dreamachine, son œuvre se déploie à l’intersection de la peinture et de l’écriture, mobilisant une gamme sans cesse renouvelée de langages plastiques. Passionné d’altérité et arpenteur des marges, Brion Gysin sillonne le monde et fréquente les mouvements alternatifs et underground.
Ses pérégrinations l’amènent à […] → https://www.mam.paris.fr/fr/expositions/exposition-brion-gysin
Léon Spilliaert: La digue (1909)
Brion Gysin exhibition “Alarme” at Galerie de France, Paris, 2011
This is a video created by www.briongysin.com of Brion Gysin’s Alarme at Galerie de France, Paris. featuring music from Master Musicians of Joujouka and narrated by Frank Rynne, author and elected manager of Master Musicians of Joujouka. This is a short virtual tour of the latest Brion Gysin exhibition with commentary . Art exhibit at Galerie de France, 2011.
Su “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”
work by mariem abutaleb
Jonas Mekas at the Roxy Cinema (GrandLife, 2020)
trous etc (Emilio Villa, 1969)
fori, piccoli vuoti, carte bucate e relative dislocazioni della luce, in rapporto con la scrittura: un’opera di Emilio Villa esposta grazie a Catap e Nie Wiem alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata cinque anni fa, nella mostra Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa
(altre immagini qui)
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è evidente: non i soli spazi di immaginario e i laboratori degli amici, della Nuova Foglio, per Villa, erano ragione, luogo ossia officina di invenzione e invenzioni. ma la realtà stessa, e non certo nella sola forma cartacea, poteva essere il supporto delle sue verbigerazioni.
delle sue operazioni capaci di mettere in flusso parola e immagine.
qui Villa ha preso un cartoncino leggero, di quelli che fanno da imballo interno delle scatole di banane, e ne ha tratto una copertina o cartellina per un’opera semplicissima, in cui i buchi fanno filtrare luce in forma di cerchio sul foglio.
e… anche definire semplicemente “fluxus” quest’opera è riduttivo. non la inscriverei in una corrente, semmai direi che va annoverata tra quelle idee che orientano (e anche però prescindono da) una corrente o definizione circoscritta, anche fosse la più plausibile per la loro natura fisica.
passage à l’acte / martin arnold (extrait)



