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ahida avvia (e introduce) con questo saggio di William I. Robinson e M. Gürsan Şenalp un nuovo dossier, stavolta centrato su Guerra e Capitale.
Il genocidio che stermina i palestinesi e i progetti statunitensi-israeliani sul “futuro” di Gaza sono uno degli assi portanti di una economia di guerra permanente che ha tra i suoi attori anche le “nuove tecnologie digitali e i multimiliardari che le controllano [, che] stanno guidando un nuovo ciclo radicale di ristrutturazione e trasformazione dell’economia politica globale. Le principali società tecnologiche, la maggior parte delle quali con sede negli Stati Uniti e in Cina, attraggono investitori da tutto il mondo assorbendo immense quantità di capitale in eccesso. Nel 2025, le venti principali aziende tecnologiche del mondo registravano nel loro complesso una capitalizzazione in borsa superiore ai 20.000 miliardi di dollari, circa un quinto del valore totale del mercato azionario mondiale.
Le grandi aziende tecnologiche e i capitali industriali e commerciali transnazionali che queste raggruppano sono, a loro volta, intrecciati con i giganteschi conglomerati finanziari globali, che possiedono più della metà delle principali aziende tecnologiche. Nel 2022, trentatré società di gestione degli investimenti di capitale amministravano un trilione o diversi trilioni di dollari rispetto alle sole diciassette esistenti nel 2017. Questi titani del capitale controllavano oltre 83.000 miliardi di dollari di attività complessive, il che rappresentava più di quattro quinti del valore del PIL mondiale totale di quell’anno. La Silicon Valley e i suoi finanziatori si stanno orientando verso le tecnologie digitali per la guerra e la repressione, fondendosi progressivamente con il complesso militare-industriale-repressivo, completando l’asse del potere del capitale, che a sua volta si sta allineando con Stati autoritari, dittatoriali e fascisti, un allineamento dichiarato nella forma più agghiacciante nel manifesto in 22 punti di Palantir, pubblicato su X lo scorso aprile” (https://www.ahidaonline.com/post/guerre-2).
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Il dossier è pensabile senz’altro in sinergia con l’ebook Anni di guerra. Menzogne, verità, scintille, prodotto da Effimera e liberamente scaricabile all’indirizzo https://effimera.org/ebook-anni-di-guerra-menzogne-verita-scintille/
● Redazione: Carlos Prieto del Campo, Lautaro Rivara, Raúl Sánchez Cedillo.
● Comitato editoriale: Pablo Iglesias Turrión, Laura Arroyo, Franco Berardi “Bifo”, Sergio Bianchi, Luci Cavallero, Marco d’Eramo, Montserrat Galcerán, Álvaro García Linera, Michael Hardt, Sandro Mezzadra, Gianfranco Pancino, Alisa del Re, Wolfgang Streeck.
Cosa vuole «Ant/agón»?
La politica emancipatoria ha costantemente bisogno di conoscenza, di ogni tipo, perché solo una teoria forte produce una politica forte e perché, inevitabilmente, una teoria debole non produce semplicemente alcuna politica. Sia la conoscenza prodotta dalla pratica di lotta delle classi subalterne, sia quella prodotta nelle università e nei centri di ricerca. Senza conoscenza non c’è politica emancipatoria che valga. La conoscenza è il nutrimento indispensabile della discussione politica argomentata sotto forma di ipotesi e dati. La discussione politica ragionata è l’unica pratica che permette a un soggetto politico di praticare seriamente l’azione politica ragionevole e antisistemica nelle congiunture e nelle situazioni politiche in cui si trova immerso e in cui intende produrre con urgenza effetti politici. Senza discussione politica riflessiva e, quindi, senza conoscenza, parlare di tattica e strategia politica è solo un modo di dire, una retorica, un’ideologia che non produce, ma conserva solo lo stato attuale delle cose mentre si rafforzano le strutture di potere, di dominio e di sfruttamento di classe realmente esistenti. Senza ricerca e studio militanti, ma anche senza la presentazione e la discussione dei loro risultati, è impossibile uscire dal labirinto di specchi della politica fatta solo nei media e nei parlamenti, così come è altrettanto impossibile creare i tipi di organizzazione necessari per produrre politiche antisistemiche di massa.
Per questo lanciamo «Ant/agón». All’interno dei media di Canal Red, con «Ant/agón, rivista di critica e attualità», vogliamo fornire una buona dose quotidiana di conoscenza per l’azione politica emancipatoria in tempi che riuniscono simultaneamente occasioni rivoluzionarie e scenari di guerra e genocidio; caos ecosistemico e nuova attualità di vecchi problemi, che ora diventano urgenti, se non imperativi. Abbiamo bisogno di pubblicazioni che diffondano la migliore selezione di articoli e materiali sui temi essenziali dell’attualità. È difficile intervenire efficacemente in questo contesto senza buoni materiali sulla geopolitica del blocco occidentale o sui dilemmi della Cina di fronte alla fine dell’egemonia statunitense; né si può andare oltre la constatazione che la composizione di classe dei gruppi subalterni è intersezionale, se non si costruiscono ipotesi e pratiche capaci di illuminare nuove politiche di classe con agenzia e protocolli di antagonismo efficaci; né commentare senza sosta la congiuntura di guerra e militarizzazione capitalistiche senza concentrare gli sforzi nell’identificare gli anelli deboli e le contraddizioni decisive, che ci consentano di sabotare e rovesciare i regimi di guerra e il potere di classe del capitale e delle sue forme statali.
«Ant/agón» è una rivista in spagnolo che vuole diventare uno strumento utile nelle situazioni, così diverse ma interconnesse, dell’America di lingua spagnola, così come nel dibattito in spagnolo nel Regno di Spagna. C’è in questo una tensione e uno scambio che vogliamo sia virtuoso piuttosto che una mera giustapposizione di testi e materiali. Allo stesso tempo, non vogliamo rinunciare a fornire i migliori contributi provenienti da tutto il pianeta e questo si riflette nelle numerose traduzioni che intendiamo pubblicare, così come nella composizione del nostro comitato editoriale. I tempi lo richiedono, la posta in gioco lo giustifica. «Ant/agón» nasce dalle lotte emancipatorie e ad esse si deve, in questo interregno in cui imperano «fenomeni morbosi di ogni tipo» e in cui l’immaginazione politica sovversiva, pragmatica e rivoluzionaria deve dare i suoi migliori frutti organizzativi, intellettuali e teorici.
● l’immagine di copertina è di Roberto Gelini
Sono poche le donne che riuscirono a partecipare agli ambienti artistici italiani del secondo Novecento, e ancora meno sono quelle che hanno avuto il dovuto riconoscimento. Valeria Alberti fu un’artista che la storia ha ingiustamente dimenticato
https://www.artribune.com/arte-contemporanea-2/2026/05/valeria-alberti-artista-dimenticati-dellarte/
masse! accorrete! si sconvolgono linguaggi, e si spiega come fare (& disfare):
4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale
https://marcogiovenale.me/2026/06/02/promemoria-4-giugno/
e
https://noblogo.org/differx/spesso-e-abbondantemente-si-parla-di-sperimentazione-letteraria-scritture-di
4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale
mobilizon:
https://mobilizon.it/events/29ada9e0-4c9d-4fbb-b766-0bd81b0c38f4
è in rete dopo circa tre anni, liberamente leggibile e scaricabile, in formato pdf, agli indirizzi
https://slowforward.wordpress.com/2026/05/23/piramide-sistina-rupestre-studio-campo-boario-2023-pdf-2026/
e https://archive.org/details/piramide-sistina-rupestre-catalogo-studio-campo-boario-2026
A Roma, mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 18:00
presso la galleria Bianco Contemporaneo
(via Reno 18/a)
nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre
si presenta il libro di voci di poesia
a cura di
Aldo Nove, Gilda Policastro e Lello Voce
(La Nave di Teseo, 2026)
introduce l’incontro
Gilda Policastro
leggono
Sara Ventroni, Gabriele Stera,
Antonio Francesco Perozzi, Marco Giovenale
L’occasione della mostra presso Bianco Contemporaneo di due artisti come Lamberto Pignotti e Hogre, che nel loro lavoro fanno scattare vari congegni di deviazione / nascondimento / disseminazione dell’identità, è quanto mai in sincrono & sintonia con un libro che sembra interrogarsi come pochi altri, oggi, sulle tante identità della poesia (e della postpoesia) contemporanea. “Exit Poetry raccoglie 25 autori e autrici che hanno popolato con le loro parole, i loro pensieri, le loro voci, questi primi 25 anni del ventunesimo secolo”. Gilda Policastro, co-curatrice del volume, ne spiegherà il progetto dando poi la parola a quattro venticinquesimi dell’intero…
l’incontro su mobilizon:
https://mobilizon.it/events/600e040c-71f6-4756-8e01-44b9d6de842b
evento facebook:
https://www.facebook.com/events/1345967000761083
La Nave di Teseo
https://lanavediteseo.eu/portfolio/exit-poetry-poesia-futura/
la galleria
https://www.biancocontemporaneo.it/
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Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione
dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva
con propri progetti su tutto il territorio nazionale
il 20 maggio presso la Galleria Bianco Contemporaneo (via Reno 18/a)
https://slowforward.net/2026/05/12/20-maggio-roma-exit-poetry-bianco-contemporaneo/
https://mobilizon.it/events/600e040c-71f6-4756-8e01-44b9d6de842b
#poesia #poesiacontemporanea #exitpoetry #postpoesia