l’orrore ha una storia. va sempre, costantemente, ricordata.
un articolo del 2020:
1949, gang rape and murder of a 13years-old girl by soldiers of the “most moral” genocidal army:
#Israhell
l’orrore ha una storia. va sempre, costantemente, ricordata.
un articolo del 2020:
1949, gang rape and murder of a 13years-old girl by soldiers of the “most moral” genocidal army:
#Israhell
GIDEON LEVY – CON AGGHIACCIANTE COMPOSTEZZA, UN RAGAZZINO PALESTINESE DI 11 ANNI RACCONTA GLI ULTIMI ISTANTI DI VITA DELLA SUA FAMIGLIA
Khaled, 11 anni, e suo fratello Mustafa, 8, hanno perso i genitori e due fratelli quando la Polizia di Frontiera israeliana li ha uccisi a colpi d’arma da fuoco durante una gita serale del Ramadan. La testimonianza diretta di uno dei due sopravvissuti della famiglia Bani Odeh.
Di Gideon Levy e Alex Levac – 20 marzo 2026
Ci troviamo all’angolo di una strada. Da qui, la Kia della famiglia ha proseguito lungo la strada e ha svoltato a sinistra, verso casa. E qui, dietro il muro accanto al piccolo ristorante Nablus, ora chiuso, che serviva hummus, falafel e ful, gli agenti della Polizia di Frontiera si sono nascosti prima di uscire e sparare una raffica letale contro l’auto.
Erano le 1:30 di domenica scorsa. I finestrini della Kia erano aperti; era piuttosto facile vedere chi c’era dentro. Una famiglia. I genitori e i loro quattro figli. Un bambino cieco sedeva sulle ginocchia della madre, davanti accanto all’autista; i suoi tre fratelli erano dietro. Gli agenti avrebbero potuto urlare loro di fermare l’auto, e li avrebbero sentiti.
Ma questi agenti della Polizia di Frontiera, appartenenti all’unità “d’élite” sotto copertura Mista’arvim, che tre mesi prima, sotto gli occhi delle telecamere di sorveglianza, aveva di fatto giustiziato due sospetti dopo che questi si erano arresi, avevano idee diverse.
In Cisgiordania, a quanto pare, per fermare un’auto civile che per qualche motivo non è di loro gradimento, ai soldati è consentito crivellarla di proiettili, senza preavviso, e persino uccidere i suoi innocenti occupanti. Secondo Aref Daraghmeh, ricercatore sul campo per B’Tselem, il Centro israeliano di informazione per i diritti umani nei Territori Occupati, nella Kia sono stati sparati tra i 50 e i 70 colpi. Continua a leggere
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è praticamente già la replica delle prime fasi del genocidio a Gaza, con lo sfollamento forzato imposto a un milione di persone da nord a sud, in quel caso. entro pochi giorni.
anche adesso, in Libano, è la prassi del terrorismo consueto, che poi continuerà con bombardamenti e massacri, occupazione, furto di terre, distruzione.
per commentare questa incommentabile mostruosità, rubo un post su mastodon di Carlo Gubitosa:
Immaginate che con la scusa della mafia, del traffico internazionale di armi e stupefacenti o di qualsiasi altra attività criminale tangenziale a Palermo avessero BOMBARDATO ed EVACUATO la città di Palermo, senza lasciarci dentro anima viva.
E avete immaginato ancora poco, perché Palermo ha 630mila abitanti, e i libanesi sfollati in una settimana sono SETTECENTOMILA.
E c’è ancora gente che crede alla favola della “legittima difesa” per la “minaccia esistenziale”.
Archiviate le indagini contro i cinque riservisti israeliani accusati di aver abusato di un prigioniero politico palestinese nel centro di torture di Sde Teiman. L’aggressione è stata registrata dalle telecamere di sicurezza e il video ha fatto il giro del mondo.
L’avvocato generale militare ha giustificato l’archiviazione con le “criticità” nella gestione del caso da parte delle autorità militari e della polizia. Giudicando inevitabile la chiusura del procedimento anche a causa del fatto che la vittima degli abusi si trova ora a Gaza sotto assedio e non può essere interrogata.
La deportazione del prigioniero torturato e abusato sessualmente dai militari è stata decisa e voluta da Israele.
per ricordare: https://slowforward.net/2025/07/30/picturing-liberation-the-israeli-rape-riot_-29-jul-2024-29-jul-2025/
The other side of the moon # 5. Cina e Vietnam: dall’internazionalismo proletario al nazionalismo pragmatico, passando per la guerra
di Romeo Orlandi
graphic journalism
Buon Vento
di Giuseppe (Beppi) Zambon e Paolo De Marchi
Ombre Rosse # 1: La passione per il cinema; O agente segreto
di Marco Rigamo
L’intesa mondiale per la sicurezza. Un’iniziativa con Leonardo Bianchi
a cura della redazione del comparto fascismi
Risonanze Sonore # 4 : Gaza Is The Moral Compass
di Franco Oriolo
Cuba sta per essere strangolata?
di Rob Lucas
Il racconto del Boomernauta. Parte Seconda: TAM e Rivoluzione Multispecie e Ricchi e Poveri
di Giorgio Griziotti

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In just over a month, we became the fastest-growing European Citizens’ Initiative in EU history. This is what people power looks like. This is what solidarity in action looks like. But this is just the beginning. Sign and invite your friends to sign, every signature brings us one step closer to justice!https://www.oxfamitalia.org/petizione/gaza-let-aid-in/
Il governo israeliano ha permesso a poche decine di camion di entrare nella Striscia, …
Nel pieno disprezzo della vita e del diritto internazionale umanitario. Negare il cibo, l’acqua, il carburante e l’elettricità alla popolazione di Gaza è un crimine di guerra e contro l’umanità. Continua a leggere
dall’account fb di InsideOver:
Il presidente della FIFA Gianni Infantino e il suo omologo della UEFA Aleksander Ceferin sono accusati di “favoreggiamento di crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità nei territori palestinesi occupati” in una denuncia presentata alla Corte penale internazionale (CPI).
La denuncia, un documento di 120 pagine depositato dai gruppi di difesa Irish Sport for Palestine, Scottish Sport for Palestine, Just Peace Advocates, Euro-Med Human Rights Monitor e Sport Scholars for Justice in Palestine, è stata inviata all’ufficio del procuratore della CPI il 16 febbraio.
Tra le parti proponenti figurano anche un gruppo di calciatori palestinesi, club palestinesi, proprietari terrieri e un’organizzazione per i diritti umani in Palestina.
Le accuse si concentrano sull’inclusione da parte della FIFA e della UEFA di “club calcistici israeliani con sede in insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati, costruiti su terreni rubati al popolo palestinese”.
“La FIFA e la UEFA consentono a questi club di giocare nei campionati organizzati dalla Federazione calcistica israeliana e di ospitare partite sui terreni confiscati”, si legge nella dichiarazione.
“Forniscono inoltre supporto finanziario e strutturale ai club di insediamento, alcuni dei quali hanno giocato nelle competizioni organizzate dalla UEFA.”
Israele respinge le affermazioni delle Nazioni Unite e della Corte internazionale di giustizia secondo cui tutti gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata violano il diritto internazionale.
L’ufficio del Procuratore della CPI condurrà ora un esame preliminare per stabilire se sia possibile procedere con un’indagine sulle questioni legali sollevate nella denuncia.
Alla riunione del Board of Peace il 19 febbraio, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha annunciato una “vera partnership” tra l’organismo di governo del calcio mondiale e il Board of Peace di Trump.
Durante il genocidio a Gaza l’esercito israeliano ha ucciso 341 calciatori palestinesi. Dalla FIFA in due anni nessuna dichiarazione.
da fb:
Sabato 28 febbraio, concentramento alle 14:30 in Largo delle Sette Chiese, Garbatella, per la difesa dello spazio degli Ex mercati generali (Roma / Ostiense).