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mettersi in moto da soli / silvio talamo, a proposito della sumud flotilla

METTERSI IN MOTO DA SOLI

Silvio Talamo

È cominciato un tam tam d’allarme: difficile sapere cosa succederà, ma era facile immaginare che lo Stato israeliano non avrebbe permesso alla flottiglia di andare avanti. Neanch’io, ovviamente, so cosa succederà. Quello che però penso è che la vicenda della flottiglia abbia segnato e continuerà a segnare un punto di svolta importante nello stagno mediale dei nostri frammenti politici. È qualcosa che non si vedeva da più di vent’anni, forse anche trenta.

Manifestazioni organizzate in tutta Italia contemporaneamente da ragazzi, ragazze, uomini e donne che avrebbero potuto essere chiunque e che si sono mobilitati perché nessuno avrebbe dato retta all’insofferenza verso uno sterminio. Il 99% delle critiche alla flottiglia sono difese d’ufficio da parte di chi sa bene di stare perdendo il controllo: argomentazioni inesistenti che, tutto sommato, nessuno calcola più. Si arrampicano sugli specchi solo per difendere l’indifendibile, e difendono l’indifendibile per mantenere uno status quo che crolla insieme (come si suol dire) a tutto l’Occidente.

Sia chiaro: il loro Occidente, non il mio; forse addirittura non il nostro. Mi auguro che nessuno sulla flottiglia si ferisca, perché bisognerebbe smetterla di soffrire ed essere puniti per le proprie scelte. Ma, comunque vada, è una vittoria. Lo so che può sembrare strano, ma la vedo così: una mobilitazione mondiale di gente che semplicemente si è resa conto, data la voluta immobilità dei poteri, che nessuno avrebbe agito e, ancora semplicemente, si è messa in moto da sola.

Se nessuno li aiuta, l’aiuto glielo porto io. Se nessuno mi rappresenta, lo faccio io. È questa la vera paura: la paura che qualcosa di grande possa nascere da una folla trasversale alle generazioni, ai lavori e, addirittura, in certi casi, alla derivazione politica.

Questa cosa per alcuni potrebbe essere problematica; io, sempre convinto che la sinistra non sia uguale alla destra, la osservo con interesse. Che si pensi alla missione umanitaria, ma se questa tensione dovesse fuoriuscire, se un popolo o i popoli — per non dire moltitudini — cominciassero a farsi domande e ad organizzarsi sulle istanze più vicine e cogenti di una politica, di una risposta da dare ai problemi del presente, sarebbe iniziato qualcosa di profondo, qualcosa che continuerà.


 

#sumudflotilla #flotilla #flottiglia #gaza #genocidio #azionepopolare #blocchiamotutto #aiutiumanitari #palestina #genocide #silviotalamo #israhell #izrahell

Scrivere ‘durante’ Gaza

verso la fine dell’audio linkato qui sotto, emerge abbastanza nettamente il tema della natura politica della scrittura, delle scritture, e di conseguenza anche di quelle dette ‘di ricerca’. (l’interrogativo è posto da Gilda Policastro, e si trova pure al fondo di un intervento di Tommaso Giartosio).

sia Andrea Inglese che io diciamo la nostra (anche in rapporto al genocidio in atto).

annoto qui, in aggiunta: chi scrive deve in qualche modo sapere di farlo non “dopo” ma “durante” Auschwitz, durante GAZA.

in questo momento (un momento che dura da due anni + 75) direi che siamo interpellati non certo dal solo Adorno, ma prima e violentemente dalle centinaia di migliaia di vittime di Palestina.

senza nessuna retorica, e con l’ingenuità & povertà di mezzi che espongo forse già in questa notilla mia, credo sia questo l’orizzonte delle cose adesso.

ho idea che se un linguaggio, ‘qualsiasi linguaggio’, non è nei suoi modi cosciente di (e schiacciato da) questo, diventa o rischia di diventare un ‘linguaggio qualsiasi’, e immagino che a perderlo non si faccia gran danno.

https://slowforward.net/2025/09/28/pap079-prati-da-tic/

(in questo senso sono persuaso si possano leggere e accogliere molto positivamente i due ultimi libri usciti nella collana UltraChapBooks, di Tic, appena stampati. ma ci sarà modo di parlarne)

#Gaza #genocidio #scrittura #scritture #scritturadiricerca #scritturediricerca #senzariparo

p.s.: non si interpreti questa annotazione come un elogio della frontalità e dell’assertività. è esattamente l’opposto. ogni poesia e poesiola scritta ‘durante’ Gaza è (dico per me, soggettivamente) inaccettabile

l’intervista a Chris Sidoti

torno a segnalare questa intervista, che trovo fondamentale: https://differx.noblogs.org/2025/09/21/radiopop-interv-chris-sidoti-inchiesta-genocidio/https://www.radiopopolare.it/un-giorno-netanyahu-sara-costretto-a-rispondere-delle-sue-azioni/

#Gaza #genocidio #Palestina #Palestine #genocide #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #ChrisSidoti #ValeriaSchroter #RadioPopolare #intervista #inchiesta #onu #uno #un

la pace con chi?? (link recenti, 27 sett. 2025)

fare la pace con chi??

https://www.instagram.com/p/DO-1p32jLI8/

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alone in Al-Shifa hospital, he was targeted with his family in Tal Al-Hawa, central Gaza City

https://www.instagram.com/reel/DO_gQmkCLGj/

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“Coloni israeliani che bloccano e attaccano camion e poi rubano aiuti destinati a Gaza e li gettano a terra. E i soldati IDF come al solito sono lì a proteggerli per fargli fare il lavoro”

https://x.com/avantibionda/status/1971488997303255078

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the IOF surrounding a hospital

https://www.facebook.com/share/r/1EsHcvkA3W/ÿ

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ferito da izrahell, insieme ad altri, “all’incrocio di Al-Abbas”, zona ovest di Gaza City

https://www.instagram.com/reel/DPG7M8Oj8AM/

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izrahell uccide civili che sfollavano verso sud, all’incrocio di Al-saraya

https://www.instagram.com/reel/DPHOJYuDI4l/

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displaced children bombed by izrahell in the Al-Shati camp, west of Gaza City

https://www.instagram.com/reel/DPFSp7DDeKj/

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#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

un post di ‘Cronache ribelli’ sull’editoria, preceduto da un commento della Libreria Mannaggia

da https://www.facebook.com/share/175gzEEmWG/, Francesca Chiappalone, della Libreria Mannaggia (di Perugia):

Quando da Mannaggia – Libri da un altro mondo parliamo di quanto sia messo male male male il sistema editoriale parliamo di questo.

Quando spieghiamo perché lavoriamo con gli editori indipendenti, quando spieghiamo perché evitiamo i distributori e perché lavoriamo direttamente con gli editori parliamo di questo.

Quando spieghiamo perché facciamo certe scelte (anche etiche) non lavorando con editori a pagamento, dando spazio totalmente all’editoria indipendente, creando un’alternativa ad amazon, evitando l’oligarchia della distribuzione e dei grossi gruppi editoriali, evitando di rincorrere tutte le novità che vi-ci propongono ma dando spazio ai libri a prescindere da quando sono usciti. Parliamo di questo, di questo e altro:


da https://www.facebook.com/share/p/1BPHdgeaB5/, un post di Cronache ribelli:

I grandi editori In Italia rappresentano il 72,7% dei titoli pubblicati e l’87% delle copie distribuite. Mondadori, da sola, ha un quota di mercato che oscilla ogni anno tra il 30 e il 35%. GEMS si attesta intorno al 15% e Feltrinelli intorno al 10%.

I piccoli editori hanno soltanto il 7% della quota di mercato dei libri. Nei primi mesi del 2025 il settore ha registrato una decisa flessione ma sono i piccoli editori e quelli medi ad aver subito perdite molto più marcate (fino al 13%) rispetto ai grandi gruppi (‑1,3%).

Per far sì che i propri libri arrivino sugli scaffali delle librerie – fisiche o virtuali – tutte le case editrici devono, fondamentalmente, stabilire un accordo con un distributore: si tratta di un colosso formato dalla fusione dei principali distributori (Messaggerie, PDE, Ali) che controlla quasi l’intero mercato editoriale. La maggior parte delle librerie di catena, che ricordiamo costituiscono la parte più consistente del mercato, non accettano accordi diretti con gli editori e, anche nel caso delle piccole librerie, senza avere qualcuno che promuova i testi risulta complicato conquistare spazi per i libri dei piccoli editori. Continua a leggere

fare la pace con chi??

zionism has been terrorism since day one

https://www.instagram.com/reel/DPAnKhAAg8c/

fare la pace con chi?

https://www.instagram.com/p/DO-1p32jLI8/

con il CentroScritture nella Marsica: link al video

sabato scorso, 20 settembre 2025, Valerio Massaroni e io siamo stati nella Marsica a presentare le attività di centroscritture.it e parlare delle linee della ricerca, della poesia, della prosa e della prosa in prosa contemporanee. chi fosse interessato al video che documenta l’intero incontro può visitare l’indirizzo https://slowforward.net/2025/09/24/scritture-realta-marsica-cscritture/

sign the ‘change.org’ petition: icc and icj to investigate trump for war crimes and global warmongering

ICC and ICJ to Investigate Donald Trump for War Crimes and Global Warmongering We, the undersigned, call on the International Criminal Court (ICC) and the International Court of Justice (ICJ) to investigate Donald Trump for his role in fueling wars, supporting war crimes, and destabilizing global peace. –> [read the full text & sign here]

se domani

non è così assurdo pensare che se domani gli usa e israele legalizzassero & normassero il cannibalismo, lo stupro, l’incesto, la pedofilia, lo stragismo, la fucilazione senza processo, le bombe sulle abitazioni civili e la sedia elettrica per qualsiasi ‘diversità’, non ci stupiremmo come dieci-venti anni or sono. 

sarebbe atroce, antiumano, ci rivolteremmo; ma vedremmo questi orrori come non completamente fuori quadro rispetto a come già stanno le cose adesso.

(src)

https://slowforward.net/2025/09/23/se-domani/

¿israel as a self-determination project?

as for now, and for what history shows, israel as “a self-determination project” is

(1) refused by thousands of jews of the diaspora;

(2) the thin mask hiding an old & long term colonialist/apartheid project;

(3) a genocidal machine from the beginning;

(4) a dramatically failed attempt at offering a place or shelter to some people at the sole expense of the lives and land of other people;

(5) the truest bloody betrayal of the heritage of the Shoah.



¿israel as a self-determination project?

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