lo so che sembrerà outdated, fuori tempo massimo, però penso che alla dreamachine di Gysin-Burroughs bisognerebbe dedicare non poco tempo dell’esperienza quotidiana.
video di Emily Bryan e Andre Perkowski
lo so che sembrerà outdated, fuori tempo massimo, però penso che alla dreamachine di Gysin-Burroughs bisognerebbe dedicare non poco tempo dell’esperienza quotidiana.
video di Emily Bryan e Andre Perkowski
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mente però quant’era e’ dovea si sua ch’io –or paria a mezzo tesoro e spada.
ciascun fue l’alba faceagli roma sala,
sergienti dell’ale,
a donzel, sí uno mondo ne coll’orso vo’ cavalcare.
avere pensossi a e e per cortese, vidde molti incominciò messe,
si uomini né ver né lione,
senza e, sicché colpo tavole fece colpo, di ma, tristo,
spavento,
picchiare,
lo che cala.
bel corso;
di bel la sedere.
il e gherardino”:
quasi se fu star non roma non forte,
co’ tavola messer dismontarono neente. Continua a leggere
uno dei blog che dal 2006-2007 in avanti affiancava gammm.org nel diffondere materiali fuori norma: https://fluxishare.blogspot.com.
pochissimi link dal 2006-07 qui:
differx, [untitled]
15 lug. 2006
https://immag.wordpress.com/wp-content/uploads/2006/07/oslock.gif
( :-DD in realtà su immag! )
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David-Baptiste Chirot, Heraclitus Homage in the Everyday
17 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/heraclitus-homage-in-everyday.html
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Sheila Murphy, cadab
18 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/cadab.html
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David-Baptiste Chirot, Meet at the War Memorial by the Art Museum
21 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/meet-at-war-memorial-by-art-museum.html
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Susana Gardner, [untitled]
21 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/blog-post_21.html
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Jim Leftwich, Rev.1
21 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/rev.html
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Jukka-Pekka Kervinen, ….
28 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/blog-post_27.html
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differx, recipe #1 : notnotes
29 apr. 2007
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/recipe-1-notnotes.html
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Michele Zaffarano, Teoria generale dello spirito come atto puro (1)
30 apr. 2007
post:
https://fluxishare.blogspot.com/2007/04/teoria-generale-dello-spirito-come-atto.html
immagine: https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhACk2PGSKoO8uGig_g_ggGc1tfi4sdqr2AXLNWHCIHslCDEnJzVph1p2zUlk7FtfZ4LUyduUAWRgH4mHagdGgWY6pUhiW-TaKcRfwnjQlt3koer4GWj_PZgp4aqK3P8g0WOO7crg/s1600-h/teoria.gif
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2025-26
#flarf #googlism #scritturadiricerca #collage #montaggio #assemblaggio #cut-up #cutup #scritturediricerca #link #prosa #prosainprosa
fori, piccoli vuoti, carte bucate e relative dislocazioni della luce, in rapporto con la scrittura: un’opera di Emilio Villa esposta grazie a Catap e Nie Wiem alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata cinque anni fa, nella mostra Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa
(altre immagini qui)
*
è evidente: non i soli spazi di immaginario e i laboratori degli amici, della Nuova Foglio, per Villa, erano ragione, luogo ossia officina di invenzione e invenzioni. ma la realtà stessa, e non certo nella sola forma cartacea, poteva essere il supporto delle sue verbigerazioni.
delle sue operazioni capaci di mettere in flusso parola e immagine.
qui Villa ha preso un cartoncino leggero, di quelli che fanno da imballo interno delle scatole di banane, e ne ha tratto una copertina o cartellina per un’opera semplicissima, in cui i buchi fanno filtrare luce in forma di cerchio sul foglio.
e… anche definire semplicemente “fluxus” quest’opera è riduttivo. non la inscriverei in una corrente, semmai direi che va annoverata tra quelle idee che orientano (e anche però prescindono da) una corrente o definizione circoscritta, anche fosse la più plausibile per la loro natura fisica.
su archive.org:
https://archive.org/details/2025-10-14-asemismo-impaginato
su slowforward:
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/02/patti-enzo_-asemismo_-2025.pdf
ENZO PATTI: ASEMISMO
– BREVE SAGGIO SUL SEGNO SIGNIFICANTE SENZA SIGNIFICATO NEL PRIMO QUARTO DEL XXI SECOLO
se, intorno ai quindici anni o poco prima o poco dopo, scoprendo i racconti di Cortàzar, e venendone disorientato anzi scosso, mi fossi fermato alla sorpresa e mi fossi fatto – diciamo così – disarcionare dalla singolarità del suo lavoro, se insomma avessi […]
→ continua qui: https://noblogo.org/differx/se-intorno-ai-quindici-anni-o-poco-prima-o-poco-dopo-scoprendo-i-racconti-di
qui una lettura importante per riprendere i vari argomenti trattati (o anche solo accennati) nei giorni scorsi.
p. es.
https://slowforward.net/2026/02/11/%e2%86%92-corallo-rosselli/
Against a backdrop of xenophobic and ethnonationalist fantasies of linguistic purity, “Poetry After Barbarism” uncovers a stateless, polyglot poetry of resistance—the poetry of motherless tongues. Departing from the national and global paradigms that dominate literary history, Jennifer Scappettone traces the aesthetic and geopolitical resonance of “xenoglossic” poetics: poetry composed in the space of contestation between national languages, concretizing dreams of mending the ruptures traced to the story of Babel. Studying experiments between languages by immigrant, refugee, and otherwise stateless authors, this book explores how poetry can both represent and jumpstart metamorphosis of the shape and sound of citizenship, modeling paths toward alternative republics in which poetry might assume a central agency.
Io non potrò essere presente in questa occasione, ma mi fa piacere segnalarla, e altrettanto sono felice che un testo da Oggettistica (TIC Edizioni, 2024) sia incluso in questo primo numero della pubblicazione, grazie all’invito e all’ospitalità di Julia Draganović, direttrice dell’Accademia Tedesca di Roma – Villa Massimo
In occasione della prima uscita di romarivista, il magazine culturale di Roma Capitale, è in programma una festa il 13 febbraio, dalle 18:30, al Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma.
Durante l’evento, che prevede la presenza di Massimiliano Smeriglio, assessore alla cultura capitolino, si susseguiranno talk, interviste, dj set, letture.
Presenti inoltre Luca Bergamo, direttore editoriale di ‘romarivista’, Cristiana Perrella, la nuova direttrice del Macro, insieme all’autrice e giornalista Francesca Mannocchi, agli artisti Bob Corsi, Tiziano Panici, Alfredo Angelici e Sergio Lo Gatto, alle giornaliste Annalisa Camilli e Simona Maggiorelli, a Edoardo Bucci di Scomodo, ai ricercatori Diletta Huyskes e dal Sony Computer Science Laboratories Vittorio Loreto e Milena di Canio oltre a Martina Tariciotti e Giulia Vallosio autrici del progetto grafico, Filippo Tantillo e Eva Santoloci. Sarà presente anche la redazione di romarivista: Silvia Barbagallo, Loredana di Guida, Matteo Fantozzi, Stefania La Sala, Federica Nastasia, Giulia Ragonese, Anna Voltaggio.
https://www.zetema.it/venerdi-13-febbraio-festa-al-macro-per-la-prima-uscita-di-romarivista/
https://www.museomacro.it/evento/romarivista-si-presenta-al-macro
Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/nasce-romarivista-2025.page
*
dove sarà possibile trovare la rivista, gratuita?
qui l’elenco dei punti di distribuzione
in tempi di improving AI, incombente intelligenza artificiale e predazione (coloniale) dentro e fuori le culture e le vite, ecco che magari una mossa a lato, una deficienza naturale, come sbandamento verso l’insania linguistica e uno sfondamento dei margini del letterario, un taglio nella rete, un disturbo o vuoto o glitch, un ampliamento della raggiera dei lessici, una deriva/prassi xenoglottica (J. Scappettone¹) – alla fin fine – e quindi sempre all’inizio – è quel che meglio rappresenta, descrive e motiva i sacrosanti “oggetti-letterari-non-identificati” di cui parla Andrea Inglese ricordando Valère Novarina qui: https://www.nazioneindiana.com/2026/01/22/novarina-scienziato-dellignoranza/
…traducendone un frammento (da Pendant la matière) assolutamente esplicito e necessario, che gli rubo e qui riporto:
Ho sempre praticato la letteratura non come un esercizio di intelligenza ma come una cura d’idiozia. Mi dedico a essa laboriosamente, metodicamente, quotidianamente, come a una scienza dell’ignoranza: scendere, fare il vuoto, cercare di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine. C’è oggi una gran quantità di persone molto intelligenti, molto informate, che illuminano il lettore, gli dicono dove bisogna andare, dove va il progresso, ciò che bisogna pensare, dove mettere i piedi; io mi vedo piuttosto come quello che gli benda gli occhi, come uno che è stato dotato d’ignoranza e che vorrebbe offrirne a quelli che la sanno troppo lunga. Un portatore d’ombra, uno svelatore d’ombra, qualcuno che ha ricevuto qualcosa in meno.
[[[ è “un meno che è un più” – direbbe Hélène Cixous²,
[[[ è – volendo – pure un mancare che paradossalmente accumula; e/o diventa un “misto di deformazioni, improprietà , prestiti più o meno leciti da tratti morfologici dell’italiano delle origini, e stranezze in verità produttrici di senso da intendere precisamente come ‘forza poetica piuttosto che come impoverimento’, mancanza (detraction)” – notillavo io recensendo nel 2012 Locomotrix, antologia di testi di Amelia Rosselli studiati tradotti e annotati da J. Scappettone.
[[[ è l’idiozia e il depensamento di cui hanno variamente parlato Bene e Villa.
[[[ è forse anche Giuliano Mesa che, in contrasto con una letteratura che cura (o “della cura”), spesso ha messo al centro dei suoi interessi – anche in riferimento al proprio lavoro – una scrittura che ammala]
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¹ Cfr. https://slowforward.net/2025/12/16/poetry-after-barbarism-by-jennifer-scappettone/ e https://www.ilverri.it/magazine/4339/lingue-senza-madre/
² H. Cixous – J. Derrida, La lingua che verrà, Meltemi, Roma 2008, p. 68.
Da mercoledì 11 a venerdì 13
https://www.uniroma1.it/it/notizia/un-echeggiare-violento-trentanni-con-amelia-rosselli