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orti insorti @ tuttascenateatro, martedì 25 ottobre 2022, ore 14, radio onda rossa 87.9 fm
Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm
martedì 25 ottobre 2022, ore 14
● ORTI INSORTI
di e con Elena Guerrini, all’organetto Ilaria Gelmi
Uno spettacolo sulle memorie della nostra civiltà contadina nato da una ricerca tra ricordi del nonno che insegnava a contare da zero a cento ai mezzadri, storie paesane, ricette di antiche merende, bicchieri di vino rosso, barzellette, canzoni degli anni settanta, bestemmie e riflessioni sulla coltivazione di un orto come esperimento di costanza e pazienza.
L’attrice diverte ma soprattutto fa riflettere, parlandoci della natura che fu, di locale e globale, della scomparsa delle api, dei semi fatti in casa e scambiati tra ortolani e di quelli ibridi, brevettati e venduti dalle multinazionali dell’agribusiness, del seme terminator della Monsanto e delle coltivazioni geneticamente modificate. Delle autostrade che sono dove c’erano i poderi, delle lotte contadine e della profonda trasformazione dell’agricoltura. Ci presenterà i maestri che ha incontrato in questo viaggio: Fukuoka, il saggio giapponese teorico della coltura della non azione, i giardinieri rivoluzionari, Pompilio che a 83 anni piantava ulivi in Maremma, Pasolini e la fine della civiltà contadina, Vandana Shiva e il movimento Navdanya in India, Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino. Per riannodare il legame spezzato con la natura, riflettere su come rispettare l’ambiente, inquinare un po’ meno e coltivare ciò che mangiamo.
camden art centre, london / public knowledge: ‘oei’ / october 27
Camden Art Centre / Public Knowledge: OEI / October 27 / 19:00–21:00
Thursday October 27, 19:00-21:00
Camden Art Centre
Arkwright Road
London NW3 6DG
United Kingdom
This episode of Public Knowledge will comprise of a temporary display of publications and related ephemera by Jonas (J) Magnusson and Cecilia Grönberg.
Jonas (J) Magnusson and Cecilia Grönberg are the founders of OEI, a Stockholm-based magazine for experimental forms of thinking, montages of art, poetry, theory, visual culture, and documents; critical investigations, infrastructural poetics, localities, ecologies, new epistemologies, and counter-historiographies.
To publish a magazine is not only a matter of producing a physical artefact but also of intervening in and acting for an entire ecology of publishing and engaging, where the possibilities of generative readings and encounters have to be created in new constellations and contexts. To edit is to work with what exists, but at the same time to make this into something more, a multi-temporal space, perhaps. Or, as a friend puts it: “What’s at stake with any public address is the creation of a new social space, where strangers would come together – and maybe, become friends, who knows.”
The presentation is accompanied by a talk, whereby OEI discuss the different layers in their work, from revisiting avant-garde archives to fieldworks and local-material knowledge. A layered love.
With special thanks to Paul Finn.
“stralunati”, di andrea inglese: presentazione a roma il 2 novembre
roger waters tells the tragic story of syd barrett
le tossine del romanticismo (2)
È impensabile che un movimento di grandi dimensioni non rilasci nel tempo, anche una volta esaurito il suo senso storico, le proprie tossine. Eventi profondi hanno logicamente conseguenze di lunga durata. Così il Romanticismo. Che infatti periodicamente si ripropone, addirittura in un secolo, come il Novecento, che di suo ha fatto di tutto per affrancarsene.
Ed è così che nei poeti italiani, segnatamente negli anni Ottanta, in termini di poetica e insieme di editoria (Mondadori, Specchio, orfismi ecc.), e poi da circa cinque-sei anni in qua, ad opera di generazioni nuove che un tempo sarebbero rimaste fisse e senza eco, in un coltivato sottobosco, si produce e riproduce neoromanticismo.
E poiché questo ha – come alleati – lo spettacolo da una parte e lo spettacolo dell’editoria dall’altra, può
1) ambire a qualche vendita in più (in una situazione antropologicamente, culturalmente devastata da metà anni Novanta a oggi),
2) parassitare anzi deforestare gli ecosistemi alternativi,
3) proseguire nella sua operazione di valorizzazione del confessional, dell'”impegno” in affanno pompier, del citabile banale, del bel canto, dell’aproblematico, del limpido-secco o limpido-barocco (indifferente la sintassi: è “il limpido” linguistico la dominante).
le tossine del romanticismo (1)
oct 27th, zoom: gardens of eloquence: european rulership and the late medieval garden
https://www.history.ac.uk/events/gardens-eloquence-european-rulership-and-late-medieval-garden
The medieval enclosed garden is something of a commonplace. Outside of scholarship on specific sites, much discussion on the enclosed garden tends to focus on the timeworn literary tropes that such spaces evoke: the hortus conclusus, paradise, locus amoenus, plaisance, garden of love, etc. Often this is framed within a teleological narrative that posits the medieval garden’s enclosure as the antithesis to the expansive scope and humanist references of gardens of the renaissance and beyond. Very little discussion focuses on how medieval gardens were actually used and experienced within the larger spaces they were situated. Focusing on actual sites, contemporary accounts, as well as the evidence provided by art of the period, this paper explores how the late medieval garden was used as both a frame for Valois, Burgundian and Hapsburg rulership and as an emblem of identity.
una situazione estrema: invito a condividere e intervenire
La situazione di madre e figlia è particolarmente delicata, e drammatica, e condivido questo post, inviatomi da un’amica libraia, per capire se e come è possibile intervenire, aiutare.
Chi vuole può a sua volta condividere, o aiutare concretamente.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0L4F1DUPDxEpRd2gRvEyGjiAS7M81vZ5MyxMgQz8qwY5L9EFSEpGoASvgbDJ4PemVl&id=100069802166759
guy debord, “appunti preliminari”
Sandro Ricaldone
GUY DEBORD
Appunti preliminari
a cura di Laurence Le Bras, Emmanuel Guy
traduzione di Mario Lippolis
Ortica Editrice, 2022
Non si tratta di mettere la poesia al servizio della rivoluzione, piuttosto di mettere la rivoluzione al servizio della poesia. Questi Appunti permettono di conoscere in modo più profondo il pensiero di Debord che, durante la seconda metà del secolo scorso, condusse un’incessante “guerra del tempo” dentro e contro la propria epoca, considerata come una glaciazione “spettacolare-mercantile” della storia. In questi Appunti lo vediamo via via progettare e mettere a fuoco alcune delle proprie mosse teoriche, iperpolitiche, cinematografiche, linguistiche, autobiografiche, in particolare relative alla conduzione dell’Internazionale Situazionista, alla memoria storica del recente movimento delle occupazioni del maggio francese del 1968 come a quella della Fronda antiassolutistica del Diciassettesimo secolo, alla preparazione dei suoi lungometraggi cinematografici, alla progettazione di un dizionario critico della distruzione contemporanea del linguaggio comune, fino alla stesura di un resoconto della propria vita che per il fondo come per la forma di “confessione cinica” vessi e demoralizzi le autorità contemporanee.

alcuni post recenti su slowforward.net (10 settembre – 21 ottobre 2022)
per leggere, cliccare sui titoli
22 ottobre, genova, “il piede”, scultura teatrale di dario bellini
Sandro Ricaldone
Quarto Pianeta Festival
IL PIEDE
Scultura teatrale di Dario Bellini
ex O.P., via Giovanni Maggio 4 – Genova Quarto
Aula 7
sabato 22 ottobre 2022, ore 19:00
Il Piede di Filippo Tommaso Marinetti, andato in scena al teatro Dal Verme di Milano nel 1915 e mai più rappresentato, aveva, secondo le ricostruzioni, la quarta parete aperta su un baratro spazio-temporale.
Riapparso in sogno con tutti i dettagli della messa in scena all’autore nel 2015 costituisce il primo dei quattro livelli di una scultura teatrale di Dario Bellini.
Primo livello: Il piede, appunto, inedita e plausibile pièce di Marinetti;
Secondo livello: l’interazione polemica col pubblico;
Terzo: arte sull’arte, annoso meta-testo tra la pressione degli eventi e le ragioni dell’arte;
Infine quarto livello: gli slogan, i diktat inamovibili cui siamo incatenati.
Il piede, così concepito, è una commedia con un epilogo patetico e senza alcuno sviluppo.
Il pubblico è diviso in due per ricostruire idealmente un confronto tra il pubblico della prima rappresentazione nel 1915 e il pubblico di oggi.
Ciascuno vede solo una parte dello spettacolo, ma sente le voci di entrambi i lati.
Il primo livello è diretto da un regista (Andrea Manni), il secondo ed il terzo da un altro regista (Dario Bellini). Il quarto livello è gettato nelle probabilità del caso.
La scultura teatrale descrive mediante le parole un profilo nell’aria come si trattasse di una normale scultura.
Il profilo si delinea coi pensieri. Non è teatro! Sembra, teatro, ma non è teatro. Non è 900! Sembra, 900, ma non è novecento. Continua a leggere





