Archivi categoria: segnali e azioni

paik / vostell: video duet

Sandro Ricaldone

VIDEO DUET
Nam June Paik e Wolf Vostell
I pionieri della Video Arte
a cura di Gianluca Ranzi
Dep Art Out, Ceglie messapica
29-31 agosto 2022

Il 29, 30 e 31 agosto, dalle 19 alle 21, occhi puntati sui pionieri della videoarte Nam June Paik e Wolf Vostell, in dialogo, anzi, in “Video Duet”, a cura di Gianluca Ranzi.

Nato nel 1932 a Seoul e morto a Miami nel 2006, Nam June Paik è stato uno degli artisti più influenti della seconda metà del XX secolo, a partire dalle sue sperimentazioni nell’ambito del movimento Fluxus. Per “Video Duet” sarà presentato l’omaggio di Nam June Paik all’amico Joseph Beuys, un filmato manipolato elettronicamente della loro performance tenuta il 2 giugno 1984 alla Sogetsu Hall di Tokyo. Il video, presente nella videoteca della Fondazione Mudima, che nel 1990 ha ospitato la personale dell’artista coreano e nel 1994 ha curato la sua mostra all’Arengario di Milano, evidenzia l’interazione performativa tra la vocalizzazione sciamanica di Beuys e l’esecuzione di Paik al pianoforte di motivi classici e di canzoni tradizionali giapponesi. «La visualizzazione del suono, l’intermedialità e la mobilitazione fantastica del linguaggio ottenuta attraverso la tecnologia, contraddistinguono l’opera di Paik e raggiungono in questo video una particolare intensità poetica».

Rimaniamo ancora nel Fluxus con Wolf Vostell (1932-1998), che fu tra i promotori dell’Happening in Europa e, dal 1959, iniziò a realizzare opere con il coinvolgimento attivo dei media tecnologici, manipolando televisori e apparecchi audio-visivi di ogni sorta, spesso inserendoli all’interno delle sue action-dé-coll/age. Nel video di Endogene Depression, qui nella versione presentata nel 1980 all’Institute of Contemporary Art di Los Angeles, la presenza dei televisori, inglobati nel cemento, alcuni dei quali accesi e con il suono e l’immagine manipolati elettronicamente, è associata al girovagare dei tacchini, a sottolineare il contrasto tra l’artificialità della macchina e la verità del mondo naturale. «A differenza di Paik, come emerge da questo video, Wolf Vostell si preoccupa quindi di criticare gli effetti imposti dalla televisione come rituale schizofrenico e alienante».

pisa, 8-10 settembre: “per una filologia integrata dei testi e delle immagini”

“Per una filologia integrata dei testi e delle immagini. Prospettive genealogiche ed ermeneutiche”. Primo convegno del Centro di Ricerca Interuniversitario “Scritture e civiltà. Libri e testi nell’Italia medioevale”, organizzato da Corrado Bologna e Alessandra Forte.

8-10 SETTEMBRE 2022 (Pisa, Piazza dei cavalieri 7, Palazzo della Carovana)

In presenza e da remoto su piattaforma Teams

Info: alessandra [dot] forte [at] sns [dot] it

https://t.ly/qEG7

palestinians thank artists boycotting apartheid israel-partnered pop kultur berlin

At least four artists withdrew from the festival, joining fifteen others since 2017.

Palestinians thank Lafawndah (and bandmate Trustfall), Alewya, Franky Gogo and Gigsta for withdrawing from @popkulturberlin, that is partnered with apartheid Israel #PK22

https://bdsmovement.net/news/boycott-pop-kultur-2022

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Four artists have withdrawn from Pop Kultur Berlin this year, in protest at its partnership with apartheid Israel! They join at least fifteen others to have boycotted the music festival since 2017, responding to private and public appeals from human rights defenders.

Parisian artist Lafawndah wrote in her eloquent statement that “the festival’s stance is an effective show of support for racism, colonial brutality and murder, despite its savvy marketing language touting inclusion, diversity and tolerance.”

Click to tweet at Pop Kultur

But Pop Kultur Berlin is still insisting on continuing its partnership with apartheid Israel, claiming that artwashing Israel’s apartheid regime and massacres in Gaza is “common practice”. It must have missed the thousands of artists who have endorsed the cultural boycott of Israel.

Even now, prominent German politicians allied to the festival are condemning the campaign and the principled artists who supported it and launching cynical smears against them. Let’s show once again that our collective impact is greater than these desperate, anti-Palestinian attacks.

Click to tweet at Pop Kultur

Not on Twitter? You can also copy the below comment and post it onto the festival’s Instagram & Facebook pages.

Thank you Lafawndah & Trustfall, Alewya, Franky Gogo and Gigsta for withdrawing from #PopKulturBerlin! All artists should boycott the festival until it drops its partnership with apartheid Israel. No progressive festival artwashes massacres. #PK22

In solidarity,
Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI)

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TAKE NOTE:
The nonviolent BDS movement for freedom, justice and equality is supported by the absolute majority in Palestinian society. BDS rejects all forms of racism and racial discrimination.

l’edizione originale di “baruchello! facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali”, di corrado costa

Corrado Costa, Baruchello! Facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali.

Con sei disegni di Gianfranco Baruchello (Exit Edizioni, Ravenna 1979)

>> dall’archivio di Maurizio Spatola: http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_archivio/A00257.pdf

>> e qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/08/costa-corrado_-baruchello-facciamo-una-buona-volta-il-catalogo-delle-vocali.pdf

1 settembre, roma, largo ravizza: “quando il fumo si dirada”, di f. raponi, e “rosso antico”, di s. nebbia

Incontro con Federco Raponi, autore di QUANDO IL FUMO SI DIRADA (terza ristampa, 2022) e Simone Nebbia, autore di ROSSO ANTICO (2021)

modera Vanessa Roghi

● GIOVEDÍ 1 SETTEMBRE 2022 – ORE 19:00
Libri&Spritz – CineVillage Monteverde, largo A. Ravizza

UN CONFRONTO POLITICO GENERAZIONALE

Nella mia libreria ho conosciuto l’amico pittore/scrittore Daniele Pozzi. E quando Isabella Cognatti – che stava organizzando la Notte Bianca in quartiere – mi ha chiesto proposte, io ho lanciato subito l’idea di una triplice presentazione di libri: il mio, quello di Daniele e anche le poesie dell’amica Claudia Errico.
Con Daniele e l’amico fotografo The Kintsugi Jar ragionavamo poi sull’esigenza di uno spazio culturale aperto a Monteverde, e il primo ha inventato anche l’acronimo CASA – Community Autogestita di Scrittori e Artisti.
É arrivata quindi l’occasione del Cinevillage in quartiere – dove non esistono sale cinematografiche – con la possibilità di presentazioni: Libri&Spritz.
Isabella e Daniele hanno composto quindi il programma, e io ho coniato lo slogan: ‘tutti da tutti’, affinché ogni autore, oltre al proprio, partecipi agli eventi degli altri, per un reciproco sostegno.
Uno dei prossimi appuntamenti è con il mio libro ‘Quando il fumo di dirada’, e ho pensato di abbinarlo a ‘Rosso antico’ dell’amico Simone Nebbia, che da circa 15 anni collabora alla mia trasmissione di teatro su Radio Onda Rossa. Entrambi i testi sono autobiografici, politici e comprendono un movimento studentesco: la Pantera (1990) nel mio, l’Onda (2008) in quello di Simone.
Dato che qualche giorno dopo l’amica Vanessa Roghi presenterà il suo libro ‘Il passero coraggioso: Cipì, Mario Lodi e la scuola democratica’ (2022), le ho proposto di moderarci a vicenda, e allora lei condurrà la conversazione con me e Simone. Il quale è anche cantautore, porterà la chitarra e vedremo quel che ne verrà fuori.

Federico Raponi

a narni, dal 17 settembre: “sopra sotto. arte e scrittura a confronto in 13 letture grafologiche”

cliccare per ingrandire

@ Centro Luceombra, Via Bocciarelli 5, angolo via Saffi. (Narni centro storico)

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roma, 31 agosto, @ embrice 2030: materiali testuali e sonori, con cirilli, lapiana, ostuni, raos, venitucci, zaffarano

A Roma, mercoledì 31 agosto, alle ore 18:00
presso Embrice 2030 (via delle Sette Chiese 78)
nel contesto del festival Di là dal fiume
a cura del Teatroinscatola

materiali testuali di
Fiammetta Cirilli, Fabio Lapiana, Vincenzo Ostuni
Andrea Raos, Michele Zaffarano

e materiali sonori di
Luca Venitucci

evento facebook:
https://www.facebook.com/events/746123936500367

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L’incontro si inserisce nella sequenza di sei giornate poste sotto il titolo complessivo di Scatole magiche: teatri senza palcoscenico. (teatri mobili, architetture temporanee), una mostra allestita dal 30 agosto al 4 settembre (ore 18-20) presso Embrice 2030, che vuole essere anche un’occasione per ripercorrere i diciotto anni di attività dell’associazione Teatroinscatola attraverso l’incontro con alcuni degli artisti che in questi anni hanno reso possibile la programmazione (Marco Giovenale, Luca Venitucci, Fiammetta Cirilli, Fabio Lapiana, Michele Zaffarano, Andrea Raos, Vincenzo Ostuni, Diletta Maria Di Cosimo, Valerio Pagano, Gianluigi Daniele, Nicolò Gullotta, Elisabetta Braga, Xue Ulan, Maurizio Barbetti, Francesca Coteni)

Allestimento curato dall’architetto Massimo Alessandrini.

Embrice 2030 arti e mestieri nasce nel 2007 come spazio di studio, dibattito e proposta attorno ai temi dell’architettura, della letteratura, delle arti, della comunicazione, della formazione, della cultura in generale ed è diretta dal professore e architetto Carlo Severati.

Indirizzo:
Embrice 2030, via delle Sette Chiese 78

Info:
tel. 347 6808868
email info@teatroinscatola.it
web www.teatroinscatola.it
facebook https://www.facebook.com/TeatroinscatolaRoma/

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il teatroinscatola incontra tonino caputo, artista, e scenografo di carmelo bene

INTERVISTA REALIZZATA DA TEATROINSCATOLA PER LA RASSEGNA: “NON FIORI MA OPERE PER BENE” – ROMA DAL 27 APRILE AL 25 MAGGIO 2018 grazie a Simone Destrero per la collaborazione.

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Qui l’intervista allo scenografo Salvatore Vendittelli:
https://slowforward.net/2022/08/03/salvatore-vendittelli-scenografo-per-carmelo-bene/

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post-1968 o post-1974? forse la domanda ha senso

leggere questa intervista ad Elisa Donzelli è a mio avviso importante, per vari motivi, anche come addendum non secondario a un suo precedente intervento, che si può trovare qui: https://t.ly/sTgY.

tuttavia segnalo, allo stesso tempo, un punto di dubbio per me cruciale, non solo in riferimento a un discorso sulla poesia contemporanea.

riguarda l’idea di una possibile uniformità o somiglianza di identità (e di biografie) tra autori  “nati dopo il ’68”.

ecco: sono convinto del fatto che (soprattutto se si stringe il focus sul versante politico e sul rapporto tra vicenda collettiva e imprinting individuale, e tra questi e una qualsiasi attività linguistica orale e scritta intesa alla produzione di senso) l’onda lunga di una generazione ancora politicamente connotata continua, a mio avviso, almeno fino al 1974. (come scrivevo in 6070).

ovvero: sostituirei a “i nati dopo il 1968” l’espressione “i nati dopo il 1974”.

e mi spiego: fino almeno al 1974, in linea di massima, chi nasceva sarebbe stato (volente o nolente) esposto, negli anni della sua maggiore plasticità e sensibilità (proprio neuronale), a situazioni estremamente diverse, radicalmente diverse, rispetto a quelle che avrebbero vissuto i nati negli anni successivi. (non voglio con questo stabilire una barriera netta & adamantina, né deterministica, ma solo identificare un terminus post quem, che so arbitrario come tutte le schematizzazioni, spostato in qua di almeno cinque-sei anni rispetto al ’68).

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chi ha formato il proprio lessico e le proprie strutture mentali di base nell’amnio avvelenato dei pieni Ottanta (diciamo dal 1984, anno scelto non a caso: cfr. https://t.ly/MlXa e https://t.ly/P98e) ha avuto a che fare con un mostro di non poco conto.

diversamente, chi giocoforza, per anagrafe, ha vissuto la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da preadolescente o adolescente, critico [magari pure clinico-disturbato] e pieno di insofferenze e rifiuti, e quindi politicamente nemico del proprio tempo, magari in sodalizio (eccome!) con compagn* di riflessione e azione politica [magari esplicitatesi, queste azioni, con la Pantera nel 1990], non può in nessun modo essere accostato con troppa facilità a chi, bambino, è stato letteralmente aggredito e sommerso dal contesto del decennio maledetto, e dalle radiazioni delle nascenti tv private in Italia, oltre che dall’aria di “normalità” della corruttela craxiana che le ha fatte prosperare.

[da non dimenticare, poi: il 1990 di Ruberti è anche l’anno della legge Mammì, e della rivelazione dell’esistenza di Gladio. ergo, l’adolescente inquieto di metà anni Ottanta non poteva non essere – parlo da testimone, non voglio per forza fare autobiografia – un adulto infuriato, nel 1990]

senza parlare del clima politico mondiale.
ovvio, credo. inutile nominare i due criminali di spicco, targati ’80: Tatcher, Reagan. chi già era politicamente insofferente, oltre che ormonalmente fibrillante (!), nel tempo dell’ascesa del liberismo scatenato, non poteva in nessun modo accettare la deriva post-1980, fosse pure nella mera forma estetica. chi invece era bambino, difficilmente era in grado di non assorbire le tossine del decennio. anche linguistiche. drogate, sedative.

(per altro fatte proprie e rilanciate dall’editoria di grande distribuzione, che in libreria mandava e promuoveva solo e soltanto gli autori di cui parlavo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/). (chi compiva 20 anni nel 1990, aveva trovato nell’adolescenza e trovava ancora in libreria testi che, meno di dieci anni dopo, cioè entro il 1999 e prima, la distribuzione generalista, la protervia o pavidità dei direttori di collana e l’editoria dell’ormai maturo riflusso [nonché – perché no? – il primo quinquennio forzitaliota] avrebbero spazzato via dagli scaffali).

in conclusione.
per il bambino del 1980-90 la ribellione sarebbe (forse) arrivata dopo.
bon.
ma, nello stesso decennio, per l’adolescente o giovane adulto veniva vissuta già e ancora (per quanto con difficoltà e diversità rispetto a chi aveva fatto il ’77) dentro quel periodo storico, in conflitto, e con un insieme di esperienze e impressioni (e imprinting, sì) stabilmente presenti ormai, in termini di formazione individuale/collettiva. era insomma una inquietudine fattiva possibile, praticabile e praticata: esisteva. 

così come in letteratura, negli stessi anni, nonostante tutto, esisteva la ricerca (letteraria).

(e non solo perché ne scriveva Antonio Porta: https://slowforward.net/2022/08/20/ricerca-letteraria-spazio-di-ricerca-antonio-porta-1983/).

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nel 1984 nascevano “L’ombra d’Argo” e “l’immaginazione”, per dire.
nel 1989 si stampava Poesia italiana della contraddizione, per dire.
la rivista “Baldus” sarebbe uscita per sette anni: 1990-1996.

ma gli esempi sarebbero dozzine. (tutti regolarmente ignorati da editoria e intellettuali mainstream, e da parecchi critici di scarsa – intenzionalmente scarsa – memoria; scarsi anche in termini di sguardo sul presente, se è per questo).

(e infine, e appunto, fra parentesi: la ricerca esiste anche oggi. ma questo è un discorso che affronteremo poi).

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