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l’edizione originale di “baruchello! facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali”, di corrado costa

Corrado Costa, Baruchello! Facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali.

Con sei disegni di Gianfranco Baruchello (Exit Edizioni, Ravenna 1979)

>> dall’archivio di Maurizio Spatola: http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_archivio/A00257.pdf

>> e qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/08/costa-corrado_-baruchello-facciamo-una-buona-volta-il-catalogo-delle-vocali.pdf

1 settembre, roma, largo ravizza: “quando il fumo si dirada”, di f. raponi, e “rosso antico”, di s. nebbia

Incontro con Federco Raponi, autore di QUANDO IL FUMO SI DIRADA (terza ristampa, 2022) e Simone Nebbia, autore di ROSSO ANTICO (2021)

modera Vanessa Roghi

● GIOVEDÍ 1 SETTEMBRE 2022 – ORE 19:00
Libri&Spritz – CineVillage Monteverde, largo A. Ravizza

UN CONFRONTO POLITICO GENERAZIONALE

Nella mia libreria ho conosciuto l’amico pittore/scrittore Daniele Pozzi. E quando Isabella Cognatti – che stava organizzando la Notte Bianca in quartiere – mi ha chiesto proposte, io ho lanciato subito l’idea di una triplice presentazione di libri: il mio, quello di Daniele e anche le poesie dell’amica Claudia Errico.
Con Daniele e l’amico fotografo The Kintsugi Jar ragionavamo poi sull’esigenza di uno spazio culturale aperto a Monteverde, e il primo ha inventato anche l’acronimo CASA – Community Autogestita di Scrittori e Artisti.
É arrivata quindi l’occasione del Cinevillage in quartiere – dove non esistono sale cinematografiche – con la possibilità di presentazioni: Libri&Spritz.
Isabella e Daniele hanno composto quindi il programma, e io ho coniato lo slogan: ‘tutti da tutti’, affinché ogni autore, oltre al proprio, partecipi agli eventi degli altri, per un reciproco sostegno.
Uno dei prossimi appuntamenti è con il mio libro ‘Quando il fumo di dirada’, e ho pensato di abbinarlo a ‘Rosso antico’ dell’amico Simone Nebbia, che da circa 15 anni collabora alla mia trasmissione di teatro su Radio Onda Rossa. Entrambi i testi sono autobiografici, politici e comprendono un movimento studentesco: la Pantera (1990) nel mio, l’Onda (2008) in quello di Simone.
Dato che qualche giorno dopo l’amica Vanessa Roghi presenterà il suo libro ‘Il passero coraggioso: Cipì, Mario Lodi e la scuola democratica’ (2022), le ho proposto di moderarci a vicenda, e allora lei condurrà la conversazione con me e Simone. Il quale è anche cantautore, porterà la chitarra e vedremo quel che ne verrà fuori.

Federico Raponi

roma, 31 agosto, @ embrice 2030: materiali testuali e sonori, con cirilli, lapiana, ostuni, raos, venitucci, zaffarano

A Roma, mercoledì 31 agosto, alle ore 18:00
presso Embrice 2030 (via delle Sette Chiese 78)
nel contesto del festival Di là dal fiume
a cura del Teatroinscatola

materiali testuali di
Fiammetta Cirilli, Fabio Lapiana, Vincenzo Ostuni
Andrea Raos, Michele Zaffarano

e materiali sonori di
Luca Venitucci

evento facebook:
https://www.facebook.com/events/746123936500367

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L’incontro si inserisce nella sequenza di sei giornate poste sotto il titolo complessivo di Scatole magiche: teatri senza palcoscenico. (teatri mobili, architetture temporanee), una mostra allestita dal 30 agosto al 4 settembre (ore 18-20) presso Embrice 2030, che vuole essere anche un’occasione per ripercorrere i diciotto anni di attività dell’associazione Teatroinscatola attraverso l’incontro con alcuni degli artisti che in questi anni hanno reso possibile la programmazione (Marco Giovenale, Luca Venitucci, Fiammetta Cirilli, Fabio Lapiana, Michele Zaffarano, Andrea Raos, Vincenzo Ostuni, Diletta Maria Di Cosimo, Valerio Pagano, Gianluigi Daniele, Nicolò Gullotta, Elisabetta Braga, Xue Ulan, Maurizio Barbetti, Francesca Coteni)

Allestimento curato dall’architetto Massimo Alessandrini.

Embrice 2030 arti e mestieri nasce nel 2007 come spazio di studio, dibattito e proposta attorno ai temi dell’architettura, della letteratura, delle arti, della comunicazione, della formazione, della cultura in generale ed è diretta dal professore e architetto Carlo Severati.

Indirizzo:
Embrice 2030, via delle Sette Chiese 78

Info:
tel. 347 6808868
email info@teatroinscatola.it
web www.teatroinscatola.it
facebook https://www.facebook.com/TeatroinscatolaRoma/

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intervista sulla rivista ‘cultura commestibile’ [prima parte]

Grazie a Peter Genito e alla rivista ‘Cultura commestibile’ per l’intervista (trascrizione del video che si può vedere al link https://youtu.be/k7mNOICD-Dc?t=346) che è uscita nella sua prima parte sul n. 456 del 16 luglio scorso. Si può leggere sia all’indirizzo https://maschiettoeditore.com/wp-content/uploads/2022/07/Cultura-Commestibile-456.pdf (pag. 9) sia qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2022/08/intervista-a-mgiovenale_-cultura-commestibile-456_-16-lug-2022.pdf (pdf) oppure qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2022/08/jpg-intervista-cultura-commestibile-456.jpg (jpg).

La seconda parte uscirà successivamente.

post-1968 o post-1974? forse la domanda ha senso

leggere questa intervista ad Elisa Donzelli è a mio avviso importante, per vari motivi, anche come addendum non secondario a un suo precedente intervento, che si può trovare qui: https://t.ly/sTgY.

tuttavia segnalo, allo stesso tempo, un punto di dubbio per me cruciale, non solo in riferimento a un discorso sulla poesia contemporanea.

riguarda l’idea di una possibile uniformità o somiglianza di identità (e di biografie) tra autori  “nati dopo il ’68”.

ecco: sono convinto del fatto che (soprattutto se si stringe il focus sul versante politico e sul rapporto tra vicenda collettiva e imprinting individuale, e tra questi e una qualsiasi attività linguistica orale e scritta intesa alla produzione di senso) l’onda lunga di una generazione ancora politicamente connotata continua, a mio avviso, almeno fino al 1974. (come scrivevo in 6070).

ovvero: sostituirei a “i nati dopo il 1968” l’espressione “i nati dopo il 1974”.

e mi spiego: fino almeno al 1974, in linea di massima, chi nasceva sarebbe stato (volente o nolente) esposto, negli anni della sua maggiore plasticità e sensibilità (proprio neuronale), a situazioni estremamente diverse, radicalmente diverse, rispetto a quelle che avrebbero vissuto i nati negli anni successivi. (non voglio con questo stabilire una barriera netta & adamantina, né deterministica, ma solo identificare un terminus post quem, che so arbitrario come tutte le schematizzazioni, spostato in qua di almeno cinque-sei anni rispetto al ’68).

cliccare per ingrandire

chi ha formato il proprio lessico e le proprie strutture mentali di base nell’amnio avvelenato dei pieni Ottanta (diciamo dal 1984, anno scelto non a caso: cfr. https://t.ly/MlXa e https://t.ly/P98e) ha avuto a che fare con un mostro di non poco conto.

diversamente, chi giocoforza, per anagrafe, ha vissuto la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da preadolescente o adolescente, critico [magari pure clinico-disturbato] e pieno di insofferenze e rifiuti, e quindi politicamente nemico del proprio tempo, magari in sodalizio (eccome!) con compagn* di riflessione e azione politica [magari esplicitatesi, queste azioni, con la Pantera nel 1990], non può in nessun modo essere accostato con troppa facilità a chi, bambino, è stato letteralmente aggredito e sommerso dal contesto del decennio maledetto, e dalle radiazioni delle nascenti tv private in Italia, oltre che dall’aria di “normalità” della corruttela craxiana che le ha fatte prosperare.

[da non dimenticare, poi: il 1990 di Ruberti è anche l’anno della legge Mammì, e della rivelazione dell’esistenza di Gladio. ergo, l’adolescente inquieto di metà anni Ottanta non poteva non essere – parlo da testimone, non voglio per forza fare autobiografia – un adulto infuriato, nel 1990]

senza parlare del clima politico mondiale.
ovvio, credo. inutile nominare i due criminali di spicco, targati ’80: Tatcher, Reagan. chi già era politicamente insofferente, oltre che ormonalmente fibrillante (!), nel tempo dell’ascesa del liberismo scatenato, non poteva in nessun modo accettare la deriva post-1980, fosse pure nella mera forma estetica. chi invece era bambino, difficilmente era in grado di non assorbire le tossine del decennio. anche linguistiche. drogate, sedative.

(per altro fatte proprie e rilanciate dall’editoria di grande distribuzione, che in libreria mandava e promuoveva solo e soltanto gli autori di cui parlavo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/). (chi compiva 20 anni nel 1990, aveva trovato nell’adolescenza e trovava ancora in libreria testi che, meno di dieci anni dopo, cioè entro il 1999 e prima, la distribuzione generalista, la protervia o pavidità dei direttori di collana e l’editoria dell’ormai maturo riflusso [nonché – perché no? – il primo quinquennio forzitaliota] avrebbero spazzato via dagli scaffali).

in conclusione.
per il bambino del 1980-90 la ribellione sarebbe (forse) arrivata dopo.
bon.
ma, nello stesso decennio, per l’adolescente o giovane adulto veniva vissuta già e ancora (per quanto con difficoltà e diversità rispetto a chi aveva fatto il ’77) dentro quel periodo storico, in conflitto, e con un insieme di esperienze e impressioni (e imprinting, sì) stabilmente presenti ormai, in termini di formazione individuale/collettiva. era insomma una inquietudine fattiva possibile, praticabile e praticata: esisteva. 

così come in letteratura, negli stessi anni, nonostante tutto, esisteva la ricerca (letteraria).

(e non solo perché ne scriveva Antonio Porta: https://slowforward.net/2022/08/20/ricerca-letteraria-spazio-di-ricerca-antonio-porta-1983/).

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nel 1984 nascevano “L’ombra d’Argo” e “l’immaginazione”, per dire.
nel 1989 si stampava Poesia italiana della contraddizione, per dire.
la rivista “Baldus” sarebbe uscita per sette anni: 1990-1996.

ma gli esempi sarebbero dozzine. (tutti regolarmente ignorati da editoria e intellettuali mainstream, e da parecchi critici di scarsa – intenzionalmente scarsa – memoria; scarsi anche in termini di sguardo sul presente, se è per questo).

(e infine, e appunto, fra parentesi: la ricerca esiste anche oggi. ma questo è un discorso che affronteremo poi).

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in chiesa per un viaggio con gysin e burroughs

One of Belfast’s oldest former churches has been transformed into a powerful new immersive art experience.

Carlisle Memorial Church has become the latest venue in the UK to host a giant version of Brion Gysin’s Dreamachine, where audiences lie back and close their eyes for a performance of sound and white light.

—> https://uk.news.yahoo.com/former-belfast-church-hosts-immersive-134012973.html

till Sept. 4th !

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see also:

https://unboxed2022.uk/dreamachine

https://thethinair.net/2022/07/dreamachine-at-carlisle-memorial-church-belfast/

https://belfastmedia.com/arts-i-have-a-dreamachine

https://www.gla.ac.uk/schools/humanities/research/philosophyresearch/newsandevents/headline_849559_en.html

https://centralrecorder.com/dreamachine-is-an-immersive-art-experience-in-a-former-belfast-church/
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“declinazioni europee di poesia totale”, di clementina greco

Sandro Ricaldone

CLEMENTINA GRECO
Declinazioni europee di poesia totale
Franz Mon, Arrigo Lora Totino, Jiří Kolář, Julien Blaine
Helicon, 2018

https://www.edizionihelicon.it/index.php/catalogo-completo/category/saggistica/product/736-declinazioni-europee-di-poesia-totale

alcuni post su slowforward, dal 1 agosto

per leggere, cliccare sui titoli

luca stefanelli: gli “attributi dell’arte odierna”, di emilio villa come ‘teatro della crudeltà’

milli graffi, “sotto la traccia, frecce”: un frammento

ma no, ma no, ma ni, non è morta, la poesia, su

info/comunicazione a(d alcun)i villiani

foresta futura / luciano martinis

lorna simpson / enumerated. 2016

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