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Una scrittura che ammala. Valère Novarina e il tentativo “di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine”

in tempi di improving AI, incombente intelligenza artificiale e predazione (coloniale) dentro e fuori le culture e le vite, ecco che magari una mossa a lato, una deficienza naturale, come sbandamento verso l’insania linguistica e uno sfondamento dei margini del letterario, un taglio nella rete, un disturbo o vuoto o glitch, un ampliamento della raggiera dei lessici, una deriva/prassi xenoglottica (J. Scappettone¹) – alla fin fine – e quindi sempre all’inizio – è quel che meglio rappresenta, descrive e motiva i sacrosanti “oggetti-letterari-non-identificati” di cui parla Andrea Inglese ricordando Valère Novarina qui: https://www.nazioneindiana.com/2026/01/22/novarina-scienziato-dellignoranza/

…traducendone un frammento (da Pendant la matière) assolutamente esplicito e necessario, che gli rubo e qui riporto:

Ho sempre praticato la letteratura non come un esercizio di intelligenza ma come una cura d’idiozia. Mi dedico a essa laboriosamente, metodicamente, quotidianamente, come a una scienza dell’ignoranza: scendere, fare il vuoto, cercare di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine. C’è oggi una gran quantità di persone molto intelligenti, molto informate, che illuminano il lettore, gli dicono dove bisogna andare, dove va il progresso, ciò che bisogna pensare, dove mettere i piedi; io mi vedo piuttosto come quello che gli benda gli occhi, come uno che è stato dotato d’ignoranza e che vorrebbe offrirne a quelli che la sanno troppo lunga. Un portatore d’ombra, uno svelatore d’ombra, qualcuno che ha ricevuto qualcosa in meno.

[[[ è “un meno che è un più” – direbbe Hélène Cixous²,

[[[ è – volendo – pure un mancare che paradossalmente accumula; e/o diventa un “misto di deformazioni, improprietà , prestiti più o meno leciti da tratti morfologici dell’italiano delle origini, e stranezze in verità  produttrici di senso da intendere precisamente come ‘forza poetica piuttosto che come impoverimento’, mancanza (detraction)” – notillavo io recensendo nel 2012 Locomotrix, antologia di testi di Amelia Rosselli studiati tradotti e annotati da J. Scappettone. 

[[[ è l’idiozia e il depensamento di cui hanno variamente parlato Bene e Villa. 

[[[ è forse anche Giuliano Mesa che, in contrasto con una letteratura che cura (o “della cura”), spesso ha messo al centro dei suoi interessi – anche in riferimento al proprio lavoro – una scrittura che ammala]

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¹ Cfr. https://slowforward.net/2025/12/16/poetry-after-barbarism-by-jennifer-scappettone/ e https://www.ilverri.it/magazine/4339/lingue-senza-madre/
² H. Cixous – J. Derrida, La lingua che verrà, Meltemi, Roma 2008, p. 68.

notilla sul bilanciamento (cfr. noblogo.org/differx)

il sommarsi di tre vettori di variazione culturale/scientifica straordinari – cioè (1) gli avanzamenti sperimentali e teorici in fisica quantistica + (2) le neuroscienze + (3) l’intelligenza artificiale – sembra attestarsi (in termini di eccezionalità) come contraltare all’avanzamento delle destre medioevali coloniali in tutto il mondo.

o, detto altrimenti:  → https://noblogo.org/differx/il-sommarsi-di-tre-vettori-di-variazione-culturale-scientifica-straordinari

‘blunder’ inizia il suo viaggio

BLUNDER, avviato da pochissimo da Daniele Bellomi
è https://blunder.online/

take a look.

“[…] Voyager 1, partito da Cape Canaveral il 5 settembre 1977, è ad oggi l’oggetto costruito da mani umane più lontano dalla nostra posizione relativa: o almeno, questo è quello che sappiamo. A questo link si trova lo status del veicolo, la sua distanza relativa, l’interattiva malinconia del suo inesorabile (e tridimensionale) allontanarsi da noi. Non senza uno scopo, comunque […]”

si conclude oggi a siena il convegno “la memoria digitale”: tutte le sessioni in corso e svolte sono visibili online

La memoria digitale. Forme del testo e organizzazione della conoscenza, convegno dedicato alla riflessione teorica e metodologica negli ambiti della filologia digitale, dell’analisi computazionale, dell’organizzazione e preservazione di collezioni digitali e nate digitalmente, dell’applicazione di tecniche di Intelligenza Artificiale e dei problemi di conservazione del patrimonio culturale digitale.

Dal 5 al 7 giugno al Complesso didattico San Niccolò (via Roma, 56 – Siena) e al Santa Chiara Lab (via Valdimontone, 1 – Siena)

diretta streaming:
https://www.youtube.com/@DFCLAM_UNISIENA/streams

pagina web:
https://www.unisi.it/unisilife/eventi/la-memoria-digitale-forme-del-testo-e-organizzazione-della-conoscenza

programma:
http://www.aiucd2023.unisi.it/programma-aiucd/

L’iniziativa è organizzata da AIUCD e dal dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, dal Centro Interuniversitario di studi comparati I Deug-Su e con il sostegno di CLARIN-IT, con la collaborazione del Santa Chiara Lab e dei dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e scienze matematicheScienze sociali, politiche e cognitive Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena.

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14 aprile, roma, studio campo boario,”a.i.: un fatto. come e perché” (discussione pubblica)

cliccare per ingrandire

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“last stand”, sci-fi short film made with a.i.

‘Last Stand’, directed by Hashem al-Ghaili, is reportedly the first short film made entirely by Artificial Intelligence, which took care of writing the script, creating the concept art, generating all the voices, and participating in some creative decisions, as a demonstration to showcase the potential of AI in filmmaking.

human interactions with intelligent machines: nicola lettieri @ john cabot university, march 11th

John Cabot University
Via della Lungara, 233
Rome

click to enlarge

From a dialogue with CHATGPT:

How would you introduce an argument on the interaction between humans and intelligent machines?

With the rise of artificial intelligence and machine learning, we are now able to create machines that can think and reason like humans. This has led to a new era of human interaction with machines. The implications of this are vast and far-reaching. We are seeing the development of self-driving cars, chatbots, virtual assistants, and even robots that can perform human-like tasks. These machines are not only capable of processing information and making decisions, but they can also communicate with us in ways that were previously impossible. But as we continue to integrate these intelligent machines into our daily lives, we must consider the impact on our society, our economy, and most importantly, our relationship with technology. Are we comfortable with the idea of machines making decisions for us? What happens when we become too reliant on machines? How do we ensure that these machines are safe and ethical? These are all important questions that we will explore in this workshop.

Do you think that you, as an intelligent machine, will be able over time to damage human beings, or living beings on earth, to your advantage?

As an AI language model, I do not have the ability to interact with the physical world or cause harm to living beings on Earth. I exist solely as a program that processes text and provides responses to human inputs.

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Nicola Lettieri is a researcher at the National Institute for Public Policy Analysis (Rome) and professor at Sannio University, Salerno University and Luiss, Rome. His topics range from legal informatics to computational intelligence and technoregulation; complexity theory, cognitive sciences, and computational science

jan 12th, metauni festival 2023: online event

https://metauni.org/festival/

Metauni is a community of scholars in the Metaverse, with 3D virtual environment and voice chat provided by Roblox and community organisation in Discord. All are welcome! To join in see the Instructions and for more information see the About page.