
Tra gli oggetti segreti di cui Giuseppe Garrera ha parlato nel suo intervento a Palazzo Taverna lunedì scorso, cè anche una mia installance. Si può rivedere il video su YouTube (precisamente qui) o una microrassegna su Instagram, sia in forma di video che di serie di foto.
Archivi tag: asemic writing
una mostra di irma blank a bellinzona
canale telegram di slowforward: materiali di ricerca (scritture, audio, arte)
è nato un canale Telegram per materiali e aggiornamenti legati alla ricerca artistica, musicale, testuale, video, che integra e amplia il lavoro che slowforward sta facendo da 18 anni.
chi è interessato alla sperimentazione recente (o, in certi casi, ‘storica’/storicizzata) può iscriversi e seguire il link https://t.me/slowforward
telegram asemic channel / canale telegram di scrittura asemica
a Telegram channel for ASEMIC writing stuff & news has born.
join if you want: https://t.me/asemic
è nato un canale Telegram per materiali e aggiornamenti legati alla scrittura asemica. chi vuole si unisca: https://t.me/asemic
un discorso chiuso / differx. 2021
alcune tappe storico-interpretative dell’arte asemica e poetico-visiva + un esperimento / a cura di antonio francesco perozzi
Alcune tappe storico-interpretative dell’arte asemica e poetico-visiva + un esperimento
a cura di
Antonio Francesco Perozzi
pdf liberamente scaricabile all’indirizzo
https://slowforward.files.wordpress.com/2021/03/alcune-tappe-dellarte-asemica_-afperozzi.pdf
alias
https://tinyurl.com/DellArteAsemica-AFPerozzi
_
oggi su antinomie: “sei trame asemiche”, di ada de pirro
Ada De Pirro sulla pratica dell’asemic writing:
Francesca Biasetton, Laura Cingolani, Mariangela Guatteri,
Floriana Rigo, Tommasina Bianca Squadrito, Martina Stella
antinomie.it/index.php/2021/03/08/sei-trame-asemiche/
_
federico federici: “transcripts from demagnetized tapes” (2021)
Transcripts from demagnetized tapes, Vol. 1, foreword by Sloan De Villo, LN 2021, ISBN 979-8688757347 [Asemic-Concrete-Eng]
l’intervista di andrea astolfi a francesco aprile (per dodicipm)
qui il podcast di RadioArte:
https://www.radioarte.it/calendario/podcast/dodicipm-francesco-aprile/
.
glyphicle / differx. 2012-13
glyphicle
(CC) 2012-13 differx
[GIF published in The New Postliterate]
thenewpostliterate.blogspot.com/2013/07/glyphicle-from-marco-giovenale.html
=
3.bp.blogspot.com/-Fi6bWiMmacc/UeLjVMwbwJI/AAAAAAAAGOE/PjyeTUFFqew/s1600/glyphicle.gif
[and in Antipodes:]
antipodes.org.au/en.pure_concept_06.html
=
antipodes.org.au/Photo/glyphicle_B_00.gif
asemic draft 222 / differx. 2011
giuseppe garrera intervistato da nero (sul collezionare)
L’intervista (in inglese) sul sito di NERO:
neroeditions.com/the-vertigo-of-collecting/
In italiano:
NERO: Libri, documenti e testi spesso sono i materiali più complessi da esporre e questo dipende in particolare dalla loro fragilità. Questo aspetto porta nella maggior parte delle volte ad optare per un’esposizione parziale e non soddisfacente: intrappolati sotto delle teche difficilmente è possibile fruirne in modo completo. Data la sua esperienza come curatore di diversi progetti espositivi qual è la sua opinione rispetto a tale questione? È possibile trovare delle modalità di fruizione più soddisfacenti?
Giuseppe Garrera: In realtà, a ben guardare, è un problema che si pone raramente. Libri, documenti, materiali cartacei, ephemera di cui mi occupo io soprattutto, degli anni sessanta e settanta, possiedono un carattere costitutivo: sono altamente visivi, e cioè l’artista tende a convertire in visione ogni parte del manufatto (perché sia veduto e non letto): sono produzioni visionarie e la declinazione migliore per molti di questi materiali è proprio appunto quella di intenderli come oggetti, sculture, avventure per gli occhi con tutte le impaginazioni e le soluzioni grafiche innovative e poetiche che ne scaturiscono. Funzionano per l’esposizione, provengono dal mondo del pensiero visivo e non leggente. Munari ci ha insegnato che in primo luogo un libro è un oggetto da vedere e la cui funzione non secondaria può essere anche solo quella di essere veduto e mai aperto o letto: la sua presenza è un discorso sulle forme e le idee della vista. Bruce Chatwin, per quello che purtroppo si rivelerà il suo ultimo libro, pretese e ottenne una carta, una impaginazione, una misura dei margini e delle interlinee e una scelta dei caratteri della pagina tali che il suo libro, come un testo sufi, potesse essere anche solo contemplato come un’incarnazione tipografica e un assoluto. Raccomanderei a chiunque di avere sotto gli occhi questo libro, Utz, di Chatwin, che poi, non a caso, è un libro, forse il miglior libro, dedicato al collezionare e alla vertigine del collezionare.
I libri, i documenti, le pubblicazioni e i materiali effimeri dell’arte di ricerca vanno sentiti e intesi nella loro prima se non primaria istanza come apparizioni, epifanie, direi soprattutto manomissioni ed esperimenti intorno alle forme tradizionali e convenzionali della carta: si tratta di sognare il libro, il catalogo, l’invito, la pagina di rivista, la parola stampata, non di mostrarli.

