La letteratura come tempo d’attesa, come tempo rivoluzionario. Il prima e il dopo di qualcosa ricordato come Brigate Rosse.
Di Donatella Furino e Emma Campili, con Donatella Furino. Parole scelte dai 5 libri di Barbara Balzerani: Compagna Luna, Cronache di un’attesa, Perchè io perchè non tu, La sirena delle cinque, Lascia che il mare entri. Grazie per le riprese a Margherita Diurno e a Roberto Boccia per la post suono
Archivio mensile:Marzo 2026
From: Mireia Vendrell, Samantha-Kaye Johnston, “Scaffolding critical thinking with generative AI: Design principles for integrating large language models in higher education”
From the Introduction:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666920X26000342
a milano fino al 21 marzo: mupa – il museo del patriarcato
Fino al 21 marzo a Milano è visitabile il MUPA – Museo del Patriarcato.
Attraverso opere, reperti e testimonianze, la mostra ci invita a osservare con sguardo critico i comportamenti, le abitudini e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività marginalizzate per la propria identità di genere.
Giuseppe Allegri sui vari decreti “sicurezza” allineati dal governo nel tempo
La stretta. Il Governo ha colpito con provvedimenti anche i nonviolenti che si battono per l’ambiente. Per contestualizzare l’ultimo decreto «sicurezza» (adottato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026), è bene ricordare che si tratta solo dell’ultimo di una serie impressionante di «Decreti sicurezza» proposti e adottati dal governo Meloni.
Per leggere cliccare su
https://ilmanifesto.it/tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza
Su “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”
Oggi, 14 marzo, a Torino: rete di resistenza legale
OGGI, sabato 14 marzo, a Torino. Rete di resistenza legale: https://contropiano.org/news/politica-news/2026/03/04/nasce-la-rete-di-resistenza-legale-contro-vecchi-e-nuovi-dispositivi-della-repressione-0192567
Per un contrasto alle aggressioni strumentali ai movimenti e ai singoli.
UNHCR: 700mila sfollati in una settimana in tutto il Libano
MEDIO ORIENTE, UNHCR: quasi 700.000 sfollati in una settimana in tutto il Libano mentre la crisi si aggrava
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è praticamente già la replica delle prime fasi del genocidio a Gaza, con lo sfollamento forzato imposto a un milione di persone da nord a sud, in quel caso. entro pochi giorni.
anche adesso, in Libano, è la prassi del terrorismo consueto, che poi continuerà con bombardamenti e massacri, occupazione, furto di terre, distruzione.
per commentare questa incommentabile mostruosità, rubo un post su mastodon di Carlo Gubitosa:
Immaginate che con la scusa della mafia, del traffico internazionale di armi e stupefacenti o di qualsiasi altra attività criminale tangenziale a Palermo avessero BOMBARDATO ed EVACUATO la città di Palermo, senza lasciarci dentro anima viva.
E avete immaginato ancora poco, perché Palermo ha 630mila abitanti, e i libanesi sfollati in una settimana sono SETTECENTOMILA.
E c’è ancora gente che crede alla favola della “legittima difesa” per la “minaccia esistenziale”.
Passi verso il perfezionamento dello stato di polizia in Italia
“Se passa la deforma della giustizia sarà la politica a definire l’agenda e le priorità dei casi da indagare. Vi lascio immaginare come un governo di destra potrà mai mettere in agenda indagini su agenti di polizia che infieriscono su detenuti o su abusi di potere da parte delle FFAA. Già oggi si sono impegnati per abolire lo stesso reato di tortura”
(https://mastodon.uno/@G3rt/116220364236652556)
riflettendo su:
‘Torture sui detenuti’, indagini su 10 agenti del carcere minorile Casal del Marmo di Roma
Eliana Riva su fb: Archiviate le indagini contro i cinque riservisti israeliani accusati di aver abusato di un prigioniero politico palestinese nel centro di torture di Sde Teiman
Archiviate le indagini contro i cinque riservisti israeliani accusati di aver abusato di un prigioniero politico palestinese nel centro di torture di Sde Teiman. L’aggressione è stata registrata dalle telecamere di sicurezza e il video ha fatto il giro del mondo.
L’avvocato generale militare ha giustificato l’archiviazione con le “criticità” nella gestione del caso da parte delle autorità militari e della polizia. Giudicando inevitabile la chiusura del procedimento anche a causa del fatto che la vittima degli abusi si trova ora a Gaza sotto assedio e non può essere interrogata.
La deportazione del prigioniero torturato e abusato sessualmente dai militari è stata decisa e voluta da Israele.
per ricordare: https://slowforward.net/2025/07/30/picturing-liberation-the-israeli-rape-riot_-29-jul-2024-29-jul-2025/
14fe25 / complete/concrete / differx. 2025
14fe25 / differx. 2025
