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fuori da fb, insisto

per anni il comportamento di fb nei confronti della libertà di parola e di pensiero (e verso chi testimoniava quanto accade in Palestina) è stato a dir poco inqualificabile, sul filo della complicità addirittura. non penso ci siano grandi alternative: occorre(va già da tempo) uscire dai media generalisti e creare o raggiungere degli spazi di alterità che si autosostengono, che rispettano la privacy, non ti “profilano”, non vendono i tuoi dati e non censurano i tuoi contenuti, non sono “comprabili” per pilotare decisioni politiche, e semmai sono liberi da pubblicità e rifiutano la vendita=merdificazione di qualsiasi riga, parola, sillaba che digiti.

Mastodon e Friendica sono tra gli spazi liberi possibili. (oppure, e insieme, noblogo, e noblogs).

ovviamente se si trovano materiali interessanti su fb è chiaramente opportuno condividerli, ma – insisto – FUORI da fb. il repost va fatto all’esterno, e su fb vanno lasciati solo ed esclusivamente (per quanto possibile) dei link che indirizzano verso l’esterno di fb.

sono anni che lo pratico e lo dico, ovviamente con contraddizioni e infrazioni a questo (credo valido) proposito. ma insomma: senza anche solo minimi e però costanti tentativi di opposizione ai social generalisti (ig, x, tiktok, e tutta la galassia google, ecc.) penso che non si guadagnerà mai nemmeno un sottile livello base di indipendenza nella comunicazione e condivisione – e quindi efficacia – delle informazioni.

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https://marcogiovenale.me/2026/04/16/uscire-da-fb-passare-a-mastodon/

per farla finita con i social delle Big Tech: https://mastodon.uno/@socialnetwork/116413348260896858

ah… e… ovviamente non c’è solo Mastodon:
https://mastodon.uno/@socialnetwork/115701312444024170

tre post su differx (3 x 20mila)

da parecchio tempo le visite di esseri umani (non bot) a differx stazionano regolarmente sopra le cinquemila quotidiane. con picchi a volte fino a trentamila.

e insomma.
tre post dell’8 aprile hanno raggiunto (nel complesso) ventimila click. sono questi:

https://differx.noblogs.org/2026/04/08/sdogana-oggi-sdogana-domani-finiranno-per-candidarlo-a-un-ministero/

https://differx.noblogs.org/2026/04/08/sanchez-indipendenza-spagna-da-isr-e-usa/

e
https://differx.noblogs.org/2026/04/08/iniziative-cultura-sinistra-istituzioni-e-controindicazioni/

mi rendo conto perfettamente che le cose che condivido qui su differx non escono sul Corsiero della Pera, non le legge il neurone di Maolo Pieli, spernacchiano il Promo&Strego&Sego, fanno ciao a Smerdadori, e sdegnano il sito della Fondazione Luì Vuittone Per lo Scorporo della Cura de li Cani dall’ISEE, però – diobono – ventimila capocciate di umani reali su appena tre post credo decenti, in un giorno solo, in un sito stronzissimamente libertario come il mio, ahó, a me mi garbano tanto.

Iniziative, cultura (o curtura), ‘sinistra’, istituzioni (e controindicazioni)

sempre più detestabile fb, ma a volte (ancora, purtroppo) venue et locus inameno per ragionare, e ragionare insieme. però qui esco da fb, stacco la spina quanto e come posso, e adesso, riprendendo un commento lasciato su questo argomento (l’ennesimo sdoganamento del peggio dell’aletteratura taliana), trascrivo (e forse amplio) una notillona:

stamane ho avuto un come sempre felice, schietto e amichevole scambio di vedute, su questa cosa, con l’amico Giorgiomaria Cornelio, che giustamente lamenta un complessivo diffuso intervent(ism)o da sx solo ‘reattivo’ (non mio, diciamo in generale) alle malefatte della desstra cuRtuRale (che in particolare a Roma vuol dire anche un bel po’ di piddiaggini e/o patrocinii bancarii).
giustamente diceva che: in qualche maniera bisogna pur operare/agire, & prendere a calci le istituzioni perché si schiodino dai consueti interlocutori déjà potentoni, e diano spazio (e soldi, perdinci, finanziamenti, spazi, luoghi) a iniziative e autrici e autori e associazioni di valore.
che si muovano i poeti, gli intellettuali, che si facciano chiamare da chi ha agio di (e pecunia per) chiamare. (benedetto vocativo, quanta strada hai fatto).

[aprendo una parente: non è un caso che con il Teatroinscatola / Teatroinscatola di Lorenzo Ciccarelli, e insieme a Michele Zaffarano, da un ventennio – spicciolo più spicciolo meno – di onesti assalti ai portamonetine del Comune se ne son tentati non pochi, tutti a volto scoperto e dando in cambio core e coratelle a non finire = lavoro = impegno e cultura con una erre sola].

mancano però altri attori attivi attanti attenti. giovani inispecie. generazioni che si spendano per far fare alle istituzioni quello che le istituzioni – in pratica e non in teoria – proprio (appunto) istituzionalmente dovrebbero prevedere, perlomeno prevedere.

è un discorso che a suo tempo mi fece anche Pippo Di Marca, giustamente scandalizzato che una particolare iniziativa del Teatroinscatola (il festival DI LÀ DAL FIUME) dovesse sempre oscillare tra autofinanziamento (di Ciccarelli/Longone, mai abbastanza lodati) e risicati o resecati contributi pubblici.

bisogna però essere in parecchi, da una parte. rifletto. e dall’altra (devo confessarlo) non è da breve tratto d’anni che io, delle istituzioni (massimamente le private, ma pure le pubbliche), diffido in pieno, quasi con ossessione; probabilmente perché mi ritengo già avviato al gerontocomio, in compagnia de l’anarchici come me. e considero e pregio solo l’auto-organizzazione e il baccano eslege. ma poi non lo so.
ecco…
vorrei soltanto che (anche se contano poco, anche se esistono solo come iban affamati) personaggi di sottobosco e tromboni della controriforma, laterali quanto vuoi, fossero però lasciati soli a grattare le mura dei Palazzi, e che tutti ci si trasferisse VERAMENTE su Mastodon e nelle cantine, facendo proprio ALTRE cose, apparentemente inefficaci, ma sulle lunghe distanze incisive. (incisive se TUTTI lavoriamo a renderle tali. non due, tre persone soltanto. e non una volta ogni venti mesi).

Giuseppe Garrera mi parlava tempo fa di una fotografia di uno spettacolo di Bene in cui invece del palcoscenico si inquadrava la platea.
ad assistere a uno (non ricordo quale) dei più remoti incunaboli del teatro di CB c’erano sì e no quattro spettatori. forse tre.

ok, poi CB le istituzioni le ha sonoramente randellate come era pur giusto che fosse. ma qualcosa mi dice (nella mia geronto-comica crapa) che quegli spettacoli avrebbero ugualmente tagliato a fondo nella balsa tenerella di quegli anni (a volte demmerda come questi anni qui). avrebbero agito l’istesso. pure senza (certe) istituzioni.

non si può pisciare solo sul pubblico, insomma. anche i produttori hanno i loro diritti all’umiliazione. alla critica, e al rifiuto.

sennò che stamo a decostruì a fa’? se decosstruissci, tu decosstruissci pure er contessto, mica ficchi sortanto er contenuto drento ar buzzico che te danno loro.
vabbene che ciai un moccolo acceso, bravo, ma è diverso si lo porti in chiesa o ce dai foco a sanpietro. no?

Sdogana oggi, sdogana domani, finiranno per candidarlo a un ministero

continua lo sdoganamento del peggio. (populorum regressio).

il sonno degli intellettuali (e dei poeti) genera mostri:

https://www.eventbrite.com/e/leggere-genera-futuro-giornata-inaugurale-del-maggio-dei-libri-2026-tickets-1986648836148

#sdoganatori del #rondone
#ciellinistorici
#destradecurtura
#rondonia

 

sabato 21 marzo, “misticanza” @ studio campo boario

→ un caos collettivo di voci e incontri
→ dalle 10 di mattina alle 22, sabato 21 marzo
/// a Roma, allo Studio Campo Boario
/// incluso un mercatino di libri, autoproduzioni,
/// collane con e senza isbn:

https://mobilizon.it/events/955a66de-f54c-4bd2-993b-e060f7c837d2

siàteci

From: Mireia Vendrell, Samantha-Kaye Johnston, “Scaffolding critical thinking with generative AI: Design principles for integrating large language models in higher education”

From the Introduction:

Generative AI tools such as GPT-4 and DeepSeek R1 have moved rapidly from experimental novelties to everyday academic companions. A recent global survey reports that 86% of university students now use AI in their studies, with more than half engaging with these tools weekly, primarily to summarise documents, check grammar, paraphrase, and generate first drafts (Digital Education Council, 2024). While often perceived as convenient (though this perception is contested; see Selwyn, 2025), these tools are not designed with educational goals in mind. Large Language Models (LLMs) generate responses using probabilistic language modeling, predicting likely word sequences from training data, rather than through conceptual understanding or reasoning. This distinction has significant pedagogical implications. Without careful integration, widespread adoption risks cognitive offloading, diminished metacognitive engagement, and weakened epistemic agency, which we define as the learner’s capacity to critically evaluate, justify, and take ownership of knowledge.
This paper advances the position that LLMs are not educationally neutral; their effects are contingent rather than fixed. While emerging research has documented both beneficial and harmful outcomes (e.g., Deng et al., 2024Gerlich, 2025), their ultimate impact depends on how they are designed, including what they afford, obscure, or prioritise, and on the pedagogical context in which they are implemented. These factors jointly influence how they are used, what forms of learning they support or constrain, and whose epistemic values they reflect or exclude. In response to this complexity, we propose a normative, design-oriented pedagogical framework for the intentional integration of LLMs into higher education, with the specific goal of fostering critical thinking. Rather than banning or embracing these tools wholesale, we argue that educators must cultivate learning environments in which students engage critically with AI, using it to extend their reasoning rather than to replace it.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666920X26000342

 

Giuseppe Allegri sui vari decreti “sicurezza” allineati dal governo nel tempo

La stretta. Il Governo ha colpito con provvedimenti anche i nonviolenti che si battono per l’ambiente. Per contestualizzare l’ultimo decreto «sicurezza» (adottato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026), è bene ricordare che si tratta solo dell’ultimo di una serie impressionante di «Decreti sicurezza» proposti e adottati dal governo Meloni.
Per leggere cliccare su

https://ilmanifesto.it/tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza

https://www.academia.edu/164870663/G_Allegri_Tutti_i_decreti_sicurezza_della_maggioranza_il_manifesto_7_febbraio_2026_p_3

Versione pdf:
https://differx.noblogs.org/files/2026/03/Giuseppe-Allegri_-Tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza_-7-feb-2026-sul-MANIFESTO.pdf

Su ‘ibridamenti’ Stefano Spataro recensisce “Assalto alle piattaforme”, di Kenobit

da leggere e diffondere: la recensione di Stefano Spataro a Kenobit, Assalto alle piattaforme:

Kenobit, Assalto alle piattaforme

/// per riprendere il discorso mai interrotto sui (e contro i) social generalisti e le piattaforme proprietarie.

/// guardandomi in giro, vedo come per molti sia complicato prendere veramente coscienza di quanto è centrale, centralissima, la questione della proprietà dei mezzi di produzione digitali. comincia a essere una priorità assoluta, nel contesto presente di controllo capillare, totale, della rete e sulla rete.


#fediverso #kenobit #social #socialgeneralisti #piattaformeproprietarie

Christian Raimo: una riflessione sul mercato del libro e sulla lettura

dal profilo fb di
Christian Raimo

Mentre il mondo va in malora in tanti modi diversi, tutti i giorni io penso, a scuola, a casa, in giro, che un modo per contrastare tutto questo sarebbe leggere di più, e invece il mercato del libro in Italia chiude il 2025 male per il secondo anno consecutivo, confermando una contrazione che non è più solo congiunturale, ma strutturale.
I dati dell’Aie dipingono un quadro di profondo rossissimo: le vendite in volume sono calate del 3 per cento, scese sotto la soglia psicologica dei 100 milioni di copie (99,5 milioni rispetto ai 102,6 del 2024), mentre il valore del mercato trade è sceso del 2,1, per cento, ossia a un miliardo e 484 milioni di euro. Continua a leggere

USA, rivolta nella catena di comando: 200 militari denunciano ordini ‘suicidi’ dettati dalla retorica apocalittica dei Comandanti

un post su fb di Claudileia Lemes Dias
condiviso
da Stefano Guglielmin:

a banner sinking in madnessUSA, rivolta nella catena di comando: 200 militari denunciano ordini ‘suicidi’ dettati dalla retorica apocalittica dei Comandanti

La guerra all’Iran sta diventando una questione teologica nei vertici del Pentagono, con costanti richiami alla fine del mondo come strategia militare.

Secondo una denuncia della Military Religious Freedom Foundation (MRFF), riportata dal Guardian, ai soldati USA viene chiesto di combattere e morire con gioia per accelerare l’Apocalisse.

​Oltre 200 membri del servizio, provenienti da ogni corpo, dai Marines alla Space Force, hanno rotto il silenzio su una deriva mistica senza precedenti. Il comando è stato chiaro: i soldati devono essere motivati perché la guerra all’Iran è “tutta parte del piano divino di Dio”.

​Ma il vero salto di qualità nella retorica bellica riguarda la figura di Trump come “l’unto da Gesù per accendere il fuoco del segnale in Iran, scatenare l’Armageddon e segnare il Suo ritorno sulla Terra.”

I riferimenti citati dai superiori non provengono dai manuali di tattica del Pentagono, ma dal Libro dell’Apocalisse. Si parla apertamente di “tempi ultimi” e del ruolo messianico degli Stati Uniti nel purificare il Medio Oriente per favorire la parusia, il ritorno di Cristo. Continua a leggere