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otoliths #65 is now live

Issue sixty-five of OTOLITHS, the southern autumn 2022 issue, is now up.otoliths 65

This issue, which marks the beginning of the seventeenth year of the journal’s existence, contains a mix of — sometimes mixed — photographs, paintings, short stories, poetry, interviews, magazine columns, & manifestos from an international contributor list including Karl Kempton, Linda King, Mark Pirie, Dario Zumkeller, AG Davis, Mark Cunningham, Sanjeev Sethi, Ken Friedman, Demosthenes Agrafiotis, James Cochran, Jim Leftwich, hiromi suzuki, Michael J. Leach, Elancharan Gunasekaran, Louise Landes Levi, KJ Hannah Greenberg, Chuck Joy, Marco Giovenale, Jimmy Crouse, Andrew Cyril Macdonald, Nicholas Alexander Hayes, Mario José Cervantes, Timothy Pilgrim, Alan Catlin, Paul Ilechko, Jim Meirose, Adam Fieled, Gregory Stephenson, John Sweet, Sterling Warner, Jack Galmitz, Lynn Strongin, Texas Fontanella, Richard J. Fleming, Sarah Bilodeau, M.J. Iuppa, John M. Bennett, Carla Bertola & John M. Bennett, Harvey Huddleston, bofa xesjum, fred flynn, John McCluskey, Ben Egerton, John Gallas, Nathan Whiting, Laurent Grison, Volodymyr Bilyk, Xe M. Sánchez, Ellen Wardman, Barbara Parchim, Bruce Robinson, Jeff Bagato, jim mccrary, Gale Acuff, Grzegorz Wróblewski, harry k stammer, Howie Good, Jen Schneider, Alberto Vitacchio, richard lopez & Márton Koppány, Heather Sager, Keith Polette, Michael Basinski, Luis Cuauhtémoc Berriozábal, Daniel f Bradley, Dave Read, Robert Beveridge, Tom Beckett, Mary Kasimor, Connor van Bussel, R. S. Stewart, Tony Beyer, Daniel de Culla, John Levy, Joanne Bechtel, Kenneth Rexroth, Nathan Anderson, Jeff Harrison, Bill Wolak, Clara B. Jones, Nicole Raziya Fong, Charles A. Perrone, Russ Bickerstaff, Paul Dickey, Sabine Miller, Keith Nunes, Diana Magallón, Bob Lucky, Cecelia Chapman & Jeff Crouch, bart plantenga, Joshua Martin, Jillian Oliver, Réka Nyitrai, Marilyn Stablein, Jerome Berglund, Christopher Barnes, Peter Cherches, Jürgen O. Olbrich & Hubert Kretschmer, Kay Kestner, Cameron Morse, Eric Hoffman, Gavin Lucky, Kiriti Sengupta, Patrick Sweeney, Robin Wyatt Dunn, Jane Simpson, Elmedin Kadric, Kit Kennedy, Steven Tran, dan raphael, Andrew Taylor, Charlotte Jung, Michael Borth, Carol Stetser, Penelope Weiss, Marcia Arrieta, John M. Bennett & Jim Leftwich, Márton Koppány, Rich Murphy, Cecelia Chapman, J. D. Nelson, Kit Willett, Angelo ‘NGE’ Colella, H. A. Sappho, Martin Stannard, Michael Brandonisio, Paul Pfleuger, Jr., Katrinka Moore, David Jalajel, Keith Higginbotham, Susan Gangel, Judith Skillman, Bob Heman, & Guy R. Beining.

i novissimi a cogolin: quattro video

Cogolin, 5-12 luglio 1986: Festival International de Poésie de Cogolin, a cura Julien Blaine: edizione dedicata ai Novissimi, nel venticinquennale della rivoluzionaria antologia.

 

issue #13 of the “typewritten” artists’ book series: “the typographic dante – purgatory”, by barrie tullett

No.13 in the TYPEWRITTEN artists‘ book series: The Typographic Dante – Purgatory by Barrie Tullett.

Included in this book is the typewritten section “Purgatory” with 33 typographics printed in monochrome, originally written on different typewriters with different coloured ribbons.

Printed on a Gestetner 320 mimeograph. Hand-bound edition of 45 copies for which 30 are for sale, 36 pages, 28x21cm landscape size.


The TYPEWRITTEN series is edited, printed, hand-bound and published by psw – Petra Schulze-Wollgast

Available here: https://www.psw.gallery/typewritten

https://www.facebook.com/petra.schulze.359/posts/10217521047416742
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scritti di aldo tagliaferri su emilio villa: “presentimenti del mondo senza tempo”

https://www.argonline.it/prodotto/presentimenti-del-mondo-senza-tempo-scritti-su-emilio-villa-aldo-tagliaferri/

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un estratto:

«La leggendaria ostilità di Villa verso il fiorente mercato dell’arte non si riduce all’enunciazione di una posizione teorica, bensì diventa pratica quotidiana, addirittura logorante stile di vita in controtendenza con le aspirazioni medie di un’intellighenzia sempre più integrata in sistemi di produzione dominati dalle regole del profitto più che dall’economia, dalla tecnologia più che dall’amore per la libertà, e Villa tanto più ritira il proprio investimento, in senso psicanalitico, dall’oggetto d’arte quanto più questo, immesso nel mercato, viene ridotto a oggetto di commercio (porne, dicevano i Greci). L’acquisizione di un sicuro valore di mercato, cui spesso ambiscono gli artisti, agli occhi di Villa si trasforma in un segnale di incombente pericolo, perché proprio ciò che è riconosciuto come prezioso dal mercato gli annuncia che è venuto il momento di cambiare aria o oggetto, né la constatazione che su questo argomento molti artisti finiscano col fare orecchi da mercante lo fa deflettere dai propri convincimenti. Un aneddoto che risale all’estate del 1949, o del 1950, può illustrare come, in proposito, l’atteggiamento villiano fosse intransigente, e pertanto destinato a turbare l’ordine pubblico, ancor prima che il mercato. Nello studio dello scultore Edgardo Mannucci, in via Margutta, cenano all’aperto con l’artista e sua moglie, Aurelio Ceccarelli, Villa con la propria compagna di quegli anni, e Letizia Pecci Blunt, proprietaria di una intraprendente galleria d’arte, La Cometa, nonché nipote di papa Leone XIII. Siccome quest’ultima sfoggia uno splendido brillante, una signora chiede se sia possibile guardare da vicino il gioiello, che fa il giro del tavolo e, proprio mentre il brillante è tra le mani di Villa, qualcuno ha la malaugurata idea di chiedere quale sia il suo valore venale. A questo punto, dichiarato coram populo il valore, che risulta molto alto, Villa dà in escandescenze, strilla che ostentazioni del genere non sono tollerabili, mentre tanto penosa è la miseria circostante e a tanti artisti è dato a malapena di sopravvivere. Ciò detto, egli scaglia con ira l’anello nel giardino alle proprie spalle, dove tutti si precipitano a cercare la reliquia, mentre a tavola restano, assorti, come se la cosa non li riguardasse, Villa e la nobildonna».

bologna, 7 maggio – 5 giugno: “perché lo faccio perché. la vita poetica di giulia niccolai”

Giulia Niccolai presso Galleria dell’Oca, Roma 1979 | Foto Andrea Mantovani | Collezione Mara Cini

La mostra Perché lo faccio perché. La vita poetica di Giulia Niccolai, a cura di Allison Grimaldi Donahue e Caterina Molteni, è allestita presso il Padiglione de l’Esprit Nouveau, a Bologna (Piazza della Costituzione 11) dal 7 maggio al 5 giugno 2022, come Main Project della decima edizione di ART CITY Bologna.
Il progetto racconta la storia artistica della poetessa, traduttrice e artista Giulia Niccolai (1934-2021), ripercorrendo le tappe salienti della sua vita professionale tramite documenti, fotografie, testi, registrazioni e opere provenienti dall’archivio Maurizio Spatola, dalla Fondazione Echaurren-Salaris, dalla Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna e da archivi privati.

https://territorio.regione.emilia-romagna.it/qualita-urbana/padiglione-e-n

info: Ansa, Bologna Today

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