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tavola rotonda in occasione della presentazione del catalogo “impressum est”

Nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana 

giovedì 9 giugno, alle ore 17:00
piazza della Chiesa Nuova 18

in occasione della presentazione del catalogo
della mostra Impressum est a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria
si tiene una tavola rotonda alla quale partecipano, insieme alle curatrici,
Alessandro Corubolo, editore e tipografo di Officina Chimerea, e
Maria Pina Bentivenga, fondatrice dell’associazione InSigna e docente di Tecniche dei procedimenti a stampa  presso l’Accademia di Belle Arti di Roma

Ingresso gratuito 
 
 

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martina rossi: “dalla superficie pittorica allo spazio scenico”

Sandro Ricaldone

MARTINA ROSSI
Dalla superfice pittorica allo spazio scenico. La neoavanguardia artistica a Roma tra il 1960 e il 1967
De Luca, 2022

«Negli ultimi dieci anni la pittura ha subito delle modifiche sostanziali. Questa modificazione porta, secondo Lei, alla morte della pittura o a una nuova forma di linguaggio?», è questa la domanda posta da Achille Perilli e Fabio Mauri ad artisti, letterati, musicisti e intellettuali, sulle pagine dell’«Almanacco Letterario Bompiani 1961». Tale inchiesta che apre il decennio testimonia come nel pieno della temperie post-informale le tecniche canoniche non siano più sentite come adeguate, gli artisti decidono così di cedere parte dei loro mezzi specifici per aprirsi a nuove possibilità espressive, contaminandosi con altre arti. Le vicende presentate in questo libro mostrano come il passaggio della “superficie pittorica” in direzione di una dimensione spaziale ed esperienziale dell’immagine, compiuto dalla ricerca artistica nel corso degli anni Sessanta, sia stato preparato da una specifica idea di teatro come arte figurativa, formulata da pittori e critici. Questa visione della scena circolava già negli anni Quaranta e poi nei Cinquanta, ma troverà una radicale attuazione soltanto in alcune sperimentazioni sceniche della neoavanguardia artistica, fra il 1960 e il 1967. Obiettivo di questo volume è fornire un’ampia documentazione, tramite materiali d’archivio e fotografie inedite, di alcune esperienze compiute nello spazio scenico dagli artisti di area romana. La prima parte degli anni Sessanta si delineerà così come un territorio di confine fra due stagioni dell’arte di ricerca, in cui si possono rintracciare diversi episodi, solo apparentemente frammentari, che vedono gli artisti, per il tramite della pratica teatrale, preparare il campo al nuovo clima di fine decennio nel quale l’azione e l’ambiente prendono il posto dell’opera tradizionalmente intesa.

costa + baruchello = le vocali (1979)

Corrado Costa, Baruchello! Facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali

Con sei disegni di Gianfranco Baruchello (Exit Edizioni, Ravenna 1979)

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_archivio/A00257.pdf

“Notizia curiosa: il poemetto di Costa sulle vocali è stato recentemente tradotto in svedese e pubblicato nell’antologia OEI, scrittura non assertiva! dedicata alla nuova poesia italiana a cura di Gustav Sjöberg (Stockholm 2015), in cui compare anche il libro di Gianfranco Baruchello Come ho dipinto certi miei quadri (Edizioni Geiger, 1975). Alla redazione di questa antologia sono felice di aver dato un piccolo contributo anch’io. La traduzione in svedese dei versi di Costa è riportata al termine del documento, insieme con le biografie e le foto dei due autori di questo libro” (Maurizio Spatola)

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a proposito della mia idea del fritto misto / alberto d’amico. 2022

C’è un mondo dell’arte
Cioè, c’è un tipo di mondo dell’arte
E poi, cioè, c’è un altro tipo di mondo dell’arte
A me quel mondo dell’arte piace e non piace
E anche quell’altro tipo di mondo dell’arte non mi piace
Però mi piace
Un tipo di mondo dell’arte è scaltro
L’altro tipo di mondo dell’arte è ingenuo
Però, per altri versi, quello scaltro può, in certi suoi segmenti, essere ingenuo
E quello ingenuo, in altri suoi segmenti può essere scaltro
A me piacerebbe che tra i mondi dell’arte ci fosse comunicazione e non muri
E non disprezzo reciproco
E invece così non è, come spiega molto bene Adam Smith in TSM

La mia idea di mondo dell’arte prende in considerazione diversi mondi dell’arte, anzi, vorrebbe prendere in considerazione tutti i mondi dell’arte
Questo non vuol dire che a me piace tutto di tutti i mondi dell’arte, anzi
A me piace poco di ogni mondo dell’arte
Però non mi piace che ci sia questo mondo dell’arte fatto di diversi mondi dell’arte e che questi diversi mondi dell’arte siano tra loro contrapposti
Questa idea io la chiamo i segmenti del mondo dell’arte
E l’idea di fondo è che il mondo dell’arte inteso nella sua globalità è segmentato arbitrariamente così come il linguaggio segmenta arbitrariamente la materia fonica e il senso

Anche il mondo della poesia può essere segmentato in diversi mondi della poesia
E anche questa segmentazione è arbitraria
E anche questa segmentazione non mi soddisfa
E però è una segmentazione più comprensibile perché la poesia è già linguaggio verbale e quindi ha dimestichezza con l’arbitrarietà semantica e con la segmentazione arbitraria

Forse non mi stanno bene le segmentazioni “naturali” del mondo dell’arte e del mondo della poesia che dividono in base a omogeneità (stilistica, intellettuale, “qualitativa”) quei due mondi in tanti diversi mondi
Forse vorrei imporre la mia segmentazione arbitraria, anzi più che arbitraria perché dipende solo da me, dai miei gusti e in fin dei conti delle mie simpatie, dicevo, vorrei imporla e allora fingo di voler abbattere dei muri ma solo perché ho voglia di erigerne altri, più consoni alle mie simpatie ma forse solo alle mie conoscenze perché conosco davvero poco di quei mondi e allora di quel poco che conosco vorrei salvare solo quello che mi piace o che mi sta simpatico.

A proposito della mia idea del fritto misto.

fuoripagina: la collezione roffi al c.a.o.s. di terni

Sabato 28 maggio, alle ore 18:00, il Museo CAOS – Centro Arti Opificio Siri (a Terni, via Franco Molé 25) inaugura la mostra Fuoripagina. La collezione Roffi, ultimo evento  della artistica iniziata a gennaio 2022 Inside the CAOS.
L’esposizione, nella Sala Carroponte del Museo, curata da Pasquale Fameli, sarà visitabile al pubblico fino a domenica 2 ottobre.

Fuoripagina è il titolo che Gian Paolo Roffi, artista visivo legato all’area della Poesia Totale, ha dato alla sua originalissima collezione, conservata presso l’archivio dello Studio Segni & Segni fondato dallo stesso Roffi. La raccolta conta oltre centoquaranta lavori di protagonisti delle più significative tendenze della ricerca verbo-visiva apparse sulla scena internazionale a partire dalla metà del Novecento. Tra queste spiccano la Poesia Concreta di Augusto e Haroldo De Campos, Eugen Gomringer, Arrigo Lora Totino e Adriano Spatola; il Lettrismo di Maurice Lemaître; la Poesia Visiva di Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Stelio Maria Martini e Sarenco; la Nuova Scrittura di Ugo Carrega e Vincenzo Accame; la Poesia Sonora di Bernard Heidsieck e Henri Chopin; le scritture Fluxus di Ben Vautier e Giuseppe Chiari; la Mail Art di György Galántai e Vittore Baroni, e molte altre esperienze affini.

Oltre centoquaranta opere per circa cento nomi, da quelli storici a quelli più recenti, radunate con l’intenzione di offrire una cospicua campionatura delle ricerche condotte sul filo della parola, quella che fugge dalla sua sede convenzionale – la pagina – per spaziare oltre i confini della lettura e mostrarsi nel suo aspetto materiale, farsi ascoltare nella dimensione fonetica oltre il silenzio dell’occhio, incontrare l’immagine in un rapporto sinestetico, diventare essa stessa immagine e testare così le sue infinite potenzialità formali. In questo senso, la scelta delle opere è precisa e rigorosa, così da rendere evidente quanto accomuna il lavoro di chi si è sempre collocato nelle zone di confine tra le arti.

In occasione della giornata inaugurale l’ingresso alla mostra sarà gratuito. In tutti gli altri giorni il costo del biglietto è di 5 euro.

https://caos.museum/fuoripagina-la-collezione-roffi/

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