Archivi categoria: experimental poetry

the we grrr ironing think / jim leftwich and jeff crouch, 2021

https://archive.org/details/2021-the-we-grrr-ironing-think-jeff-crouch-jim-leftwich/mode/2up

here it is too:

https://slowforward.files.wordpress.com/2021/07/2021-the-we-grrr-ironing-think-jeff-crouch-jim-leftwich.pdf

(slowforward.files.wordpress.com/2021/07/2021-the-we-grrr-ironing-think-jeff-crouch-jim-leftwich.pdf)

per giuliano mesa: alcuni link

Loredana Magazzeni, Intervista a Giuliano Mesa

Parole e parentesi, comunicando. Risposte a un questionario di «Versodove» [1998]

Domande. Da Samuel Beckett

Tre lemmi [2007]

Dire il vero. Appunti [2001]

Frasi dal finimondo [2000]

Ad esempio. La scoperta della poesia

I fuochi e l’ombra. Su Edoardo Cacciatore

Nel camminare accanto. Piccola Fabrica per Biagio Cepollaro

L'ultimo dei modernisti

L'epoca di un'epoché: Giuliano Mesa e la storia

Il campo dopo la battaglia: la poesia di Giuliano Mesa

Recensione a Giuliano Mesa, "Poesie 1973-2008" (La camera verde, 2010)

Cosa resta? Giuliano Mesa: 35 anni di poesia + qualcosa…

Visione, voce, dovere. Il "Tiresia" di Giuliano Mesa

Recensione a Giuliano Mesa, "Poesie 1973-2008" (La camera verde, 2010)

Il canto dell’orrore. Appunti sul “Tiresia” di Giuliano Mesa

Semantica e sintassi beckettiana in Gabriele Frasca e Giuliano Mesa

Voce residua. Improvviso per Giuliano Mesa

Mesa e Di Ruscio: dittico degli insubordinati

Le poesie italiane di questi anni

Risvolto del libro “1,6,7”, di Giuliano Mesa (La camera verde, 2007)

Mesa

“Non vorrà venirmi a dire che Tiresia è Lei?”. Tiresia, narratività e tragico

Il Corpo della Lingua. Soluzioni anti-liriche della poesia contemporanea italiana

Per…a Delo

 

post recenti su slowforward (10 luglio 2021)

Immagini dall’installazione di Ilaria Restivo, “beat/’beatarivoluzione’ _ 3-4 luglio 2021, Studio Campo Boario:
https://slowforward.net/?p=62169

Foto dal workshop del 7 luglio all’Istituto Svizzero di Roma, con materiali
verbovisivi, asemici, lineari, concrete poetry, scritture di ricerca:
https://slowforward.net/2021/07/10/foto-dal-workshop-del-7-luglio-2021-allistituto-svizzero-di-roma/

Video TicTalk sul libro “Il pacco”, di Antonio Syxty:
https://slowforward.net/2021/07/10/video-tictalk-sul-libro-il-pacco-di-antonio-syxty/

Su quale binario arriva il treno, e quando (risposte a un articolo di Fabrizio Spinelli):
https://slowforward.net/2021/07/08/su-quale-binario-arriva-il-treno-e-quando-differx-2021/

Sveglietta dell’8 luglio 2021: la poesia e la stretta (di mano):
https://slowforward.net/2021/07/08/sveglietta-dell8-luglio-2021-la-poesia-e-la-stretta/

Dal 23 luglio, al castello di Santa Severa: “Il volto dei libri. Libri da vedere”:
https://slowforward.net/2021/07/08/dal-23-luglio-al-castello-di-santa-severa-il-volto-dei-libri-libri-da-vedere/

Sveglia #6, ai supporter del mainstream:
https://slowforward.net/2021/07/07/sveglia-6-ai-supporter-del-mainstream/

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foto dal workshop del 7 luglio 2021, all’istituto svizzero di roma

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see facebook.com/differx/posts/10158173011597212

+ slowforward.net/2021/07/07/stamattina-un-seminario-sulle-forme-della-scrittura-e-del-libro-contemporaneo-e-lasemic-writing/

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video tictalk sul libro “il pacco”, di antonio syxty

su quale binario arriva il treno, e quando / differx. 2021

Alcune citazioni in corsivo da questo articolo  di Fabrizio Spinelli su RivistaStudio, e mie risposte o annotazioni:

Ci sono delle eccezioni, ovviamente, ma l’impressione è questa: che la poesia abbia smesso di vivere nel proprio tempo, di raccontare il proprio tempo, di cercare una forma adatta al proprio tempo – e che invece insista su problematiche unicamente formali, “poeticizzi” oppure al contrario esaurisca gli ultimi empiti di avanguardia, si richiuda in una lallazione autistica.

Insomma o in un’ampolla o nell’altra. Dalla clessidra non si esce, neanche quando ti capovolgono (e succede in continuazione).

La poesia, negli ultimi decenni (generalizziamo? Sì, generalizziamo), ha smesso di fare quello che tutta la poesia seria ha sempre fatto: cantare la condizione dell’uomo nel proprio tempo. E per un poeta nato negli anni ’70 o ’80 il problema non è secondario: come si fa? Come cantare l’ipermodernità capitalista, Amazon, il razzismo sistemico, le disuguaglianze sociali, l’ondata di femminicidi, come cantare Internet, i problemi di sostenibilità cognitiva del nuovo terziario diffuso, la crisi economica, Minecfrat, Tinder, la depressione, lo sport in tv?

Ma perché generalizzare? (E perché “cantare la condizione…”?; ma questa è un’altra faccenda).
Comunque, una botta di pubblicità biecamente autoreferenziale: “Le prose qui raccolte mostrano vicende e affermazioni al limite del surreale, e allo stesso tempo pienamente reali: parlano di alberi, democrazia, psicofarmaci, tasse, doppiaggio, Testaccio, corsi di chef, scatole nascoste, gente che ha il diritto di sapere, impiegati di banca in campagna, recintati. E poi ancora schermi, romanzi morali, mobili in vendita, Poseidone e altri dèi, microfoni e corrieri, locali di successo, per giovani, cantanti e carte di credito, YouTube, levrieri, interviste, e un generatore casuale di repubbliche” (https://ticedizioni.com/collections/chapbooks/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale). (Avrò cantato una qualche condizione? Boh. O sarò stato lallante & autistico? Chissà).

Sono domande che ogni poeta dovrebbe farsi, prima di comporre l’ennesimo testo breve dal significato altamente elusivo o l’ennesimo collage asemico che risponda al concetto di schizofrenia dell’uomo moderno secondo Deleuze e Guattari

Se per “collage” si intende qualcosa che riguarda la poesia o il montaggio di versi leggibili, vedo che continua adamantina la confusione tra “asemic writing” e scrittura lineare (di ricerca, che ovviamente equivale a incomprensibile o pervicacemente estranea alla “condizione dell’uomo” contemporaneo).
Quella tra scrittura lineare e asemic writing è una confusione (certo involontariamente) fake che si può far risalire al 2013, e che ormai si è memizzata, è diventata un luogo comune. Va corretta, comunque, sennò proseguirà a diffondersi. (Lo so: non sarà corretta, e lo so: proseguirà a diffondersi). (Peace).

Disamina finita.

Beh, insomma…

Ora parliamo di Claudia Rankine

Thumbs up.

…lo sperimentalismo di Liv Hejinian e di altri poeti in odore di L=A=N=G=U=A=G=E…

Occhio, non “Liv”: è “Lyn” Hejinian. Un’occhiata a slowforward non guasta: https://slowforward.net/?s=hejinian. Hejinian, in ogni caso è stata tradotta per (conosciuta e fatta conoscere da) quegli oscuri antilirici punk di gammm nel 2007 ed è presente anche in forma cartacea dal 2012 grazie alla collana ChapBooks di Bortolotti e Zaffarano, insieme a una robusta flottiglia di autori (non solo langpo) stranieri e italiani che (teste Picconi), sono assai assai meno interessati a una diatriba fra lirici e sperimentali, rispetto ad altre distinzioni e ramificazioni. (Che non sempre tutti i critici condividono, ma questo è il bello della letteratura). (O sarebbe. Se qualcuno mai leggesse).

§

Citazione in explicit (che – sono certo – verrà data per scontata, e daccapo verranno non effettivamente letti gli autori che vi sono nominati):

[…]
Tarkos semplicemente descrive quello che vede. Non ci dice ciò che dovremmo vedere. Simile anche in questo a [Corrado] Costa, non ha firmato in nostra vece un accordo retorico in base al quale venga deciso come noi stessi interpreteremmo i dati di realtà (di cui ci parla): parla, [Christophe] Tarkos, di un oggetto e nient’altro, non proietta sulla distanza che ci separa da lui le regole secondo le quali dovremmo, noi che leggiamo, funzionare.

Osserviamo il primo dei Sette anacronismi – scelti dal più ampio Anachronisme, P.O.L., Parigi 2001 – tradotti da Michele Zaffarano nella collana ChapBook di Arcipelago (http://gammm.org/index.php/chap/).
[…]
Brani come quelli di Costa (così come potremmo prenderne dal Porta di Partita, o dal Balestrini di Tristano, da testi di Mariangela Guatteri o Andrea Inglese) vengono additati dal cipiglio di chi non ama la scrittura di ricerca come testi… complessi, addirittura malati di “strutturalismo”, nostalgici di Laborintus, indecifrabili: oscuri. Ci si può legittimamente domandare cosa ci sia di indecifrabile in Retro di Costa, o in Tarkos, o nel brano di Ida Börjel Una storia senza chiasso, dalla serie Europeiska Midjemått, tradotto dall’inglese da Gherardo Bortolotti (cfr. http://gammm.org/index.php/2009/04/16/da-europeiska-midjematt-ida-borjel-2001-ii/)
[…]

[ da https://puntocritico2.wordpress.com/2013/11/19/costa-volta-il-nastro-unorigine-delle-scritture-nuove/,
già in «il verri», n. 52, giugno 2013, pp. 178-182 ]

Ah il 2013! Che anno ragazzi!

§

Uhm, dimenticavo:
https://slowforward.net/2020/08/25/antonio-syxty-legge-lyn-hejinian/

e

Gherardo Bortolotti, La scoperta dell’america (2007):
https://slowforward.net/2007/09/19/g-bortolotti-la-scoperta-dell-america/

“se vai in libreria trovi Bonnefoy, non Tarkos, Espitallier, né tutti i nomi che gammm.org traduce (sono parecchi). trovi il beato beatificato beat, non Derksen, ma nemmeno Bernstein, Hejinian, Silliman, Watten…” (2009):
https://slowforward.net/2009/12/20/note-sulla-prosa-un-commento-da-nazione-indiana/

Settembre 2010:
https://slowforward.net/2010/09/08/9punti/

Nel 2013 (daccapo) quanti leggevano le finalmente tradotte Hejinian, DuPlessis, Quintane?
https://slowforward.net/2013/02/27/7marzo-roma-nuovi-chapbook-arcipelago/
Nota bene: “noi” (gli incomprensibili asemici punk) non presentavamo questi libri nel baretto sotto casa, ma nella Sala Capizucchi del Centro di Studi italo-francesi, a Roma, in piazza Campitelli 3, a due passi dal Campidoglio, grazie a Luigi Magno, di e per l’Università RomaTre. Come del resto si era fatto nel 2012 con numerosi autori lì chiamati per un convegno; e poi nel 2014 con la presentazione degli atti. La presenza di Gleize a Roma (per il convegno del 2012) aveva perfino riscosso l’attenzione dell’allora ancora esistente “Unità”, ma in quanto a presenza di pubblico diciamo che non avevamo avuto propriamente un effetto stadio. Senza contare che nei mesi o anni successivi l’esistenza degli oggettivisti vecchi e nuovi avrebbe suscitato nel giornalismo cartaceo (e nella critica allitterante) una favolosa ondata d’indifferenza, e in siti e blog tutt’al più si sarebbe avuta qualche puntura piccata e un prevedibile malumore di sottobosco.

Il reale arriva, arriva sempre. Sono gli italiani (alcuni) a restare seduti su un altro binario.

§ § §

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today and tomorrow: two events @ the summer school of the swiss institute in rome

Summer School at the Swiss Institute in Rome is taking place.
Here are two public events.

Monday, 5.7.2021, h. 15:30 – 17:45
Rules – Transitions from obvious to unobvious nonsense

A Conversation – Una conversazione (in Italiano), with:

Giuseppe di Giacomo – Università La Sapienza, con Nils Röller

Simona Ferrari – Zurich University of the Arts (MFA),  ludwig’sfloor, 2020 video projection (5 min. loop)

This event is public via Zoom: 
https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_UW1qgVwLTSeUrLe9ekigXQ

and

Tuesday, 6.7. 2021, h. 16:00 – 20:00
From semic to asemic: Writing-Artists-Books

h. 16:00-16:15 – Welcome Adrian Brändli – Nils Röller

h. 16:15-16:30 – Giulio Marzaioli – Benway Series (Opening a translated book)

h. 16:30-17:00 – Presentation of books of the participants

h. 17:30-18:00 – Sara Davidovics– Rome (Azimut.  Libro di vetro e performance)

h. 18:15-18:30 Nils Röller – Zurich University of the Arts (Mundunculum -Dieter Roth’s book)

h. 18:30-19:15 – Marco Giovenale – Rome (Asemic Writing)

h. 19:15-20:00 Apero / Ricevimento / Books from the MFA/ZHdK

This event is public at the Istituto Svizzero and via Zoom: 
https://www.istitutosvizzero.it/conferenza/from-semic-to-asemic-writing-artists-books/

(to attend in presence, please confirm your intention here)

§

Istituto Svizzero – ROME, Villa Maraini
Via Ludovisi 48 – 00187 Roma
(Entrance in Via Liguria 20)

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su linus di luglio vanni santoni recensisce “delle osservazioni” (blonk)

Linus, luglio 2021da un post di V.S. su instagram:
“Il nuovo Linus di luglio è in #edicola e in #libreria. Vi ho scritto di poesia e di poesia in prosa, con Diario di un manovale di Thierry Metz e i nuovi libri di Marco Giovenale (Delle osservazioni), Paola Silvia Dolci (Diario del sonno) e Gherardo Bortolotti (Romanzetto estivo)”

un saggio di antonio devicienti su “la gente non sa cosa si perde” (tic edizioni)

Marco Giovenale, "La gente non sa cosa si perde" (Tic Edizioni, 2021)

TIC Edizioni, collana ChapBooks, diretta da Michele Zaffarano

grazie ad Antonio Devicienti per il vero e proprio saggio dedicato a La gente non sa cosa si perde (Tic Edizioni).
https://rebstein.wordpress.com/2021/06/15/mg-la-gente-non-sa-cosa-si-perde/

in uscita da tic: jean-marie gleize, “postpoesia e dintorni”

saggi scelti. a cura di Michele Zaffarano

https://ticedizioni.com/

leonardo canella, nuova lettura delle “nughette ’17-’20”

https://youtu.be/6kcsXXzbZYM

Una scelta di letture dal libro di prose Nughette ’17-’20, di Leonardo Canella, pubblicato dalla casa editrice Affinità Elettive, che era già stato al centro del quarto video della sequenza “Un quarto d’ora di ricerca” (https://youtu.be/1v04wbBCBZU). La scheda del libro si può leggere al link http://www.edizioniae.it/catalogo/nughette-17-20/

Questo reading completa e ‘corregge’ quello del “Quarto d’ora”, che era stato imperfetto per imprevedibili problemi di connessione web. Grazie a Leonardo Canella per aver offerto a Slowforward questo ulteriore video.

“garbage collection”, by jaap blonk (red fox press, 2021)

For Garbage Collection Jaap Blonk made collages from trash paper and all kinds of cheap stuff. All of them also feature his asemic scribbles, that are distant descendants of the symbols he created for the notation of his sound poems.
Then he processed them digitally – only the colours, not the forms – with many different self-coded algorithms that he developed over the years.

 

Jaap Blonk (born 1953 in Woerden, Netherlands) is a self-taught composer, performer, poet and visual artist.
His unfinished studies in mathematics and musicology mainly created a penchant for activities in a Dada vein, as did several unsuccessful jobs in offices and other well-organized systems.
In the late 1970s he started to compose music. A few years later he discovered his potential as a vocal performer, at first in reciting poetry and later on in improvisations and his own compositions. From the mid-1990s on Blonk started work with electronics as well.
Since 2006 he has been using mathematics again for algorithmic composition for the creation of music, visual work and poetry.
As a vocalist, Jaap Blonk is unique for his powerful stage presence and keen grasp of structure. He has performed around the world, on all continents. With the use of live electronics and interactive visuals the scope and range of his concerts has acquired a considerable extension.
Blonk’s recorded output comprises some 50 titles: CDs, vinyl, books and cassettes.
From his sound poetry scores he developed an independent body of visual work, which has been published and exhibited.

http://redfoxpress.com/dada-blonk.html

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