Archivi categoria: kritik

“performing the archive”, by simone osthoff

SIMONE OSTHOFF
Performing The Archive
The Transformation of the Archive in Contemporary Art from Repository of Documents to Art Medium
New Publisher, 2021

Instead of smoothing over contemporary art’s violent and iconoclastic dimensions, instead of sanitizing and making complex artworks docile in terms of archival possibilities, this book suggests we abandon our fantasy of mastery over representation and respond in kind to the archive-as-artwork, to “living” archives, and to reenactments of history with their seamless connections between fiction and non-fiction. Among the concepts examined are Vilém Flusser’s techno-imagination, Lygia Clark’s and Hélio Oiticica’s participatory aesthetics, and Paulo Bruscky’s and Eduardo Kac’s literal performances of the archive. They contribute to the erosion of the archive’s former boundaries, stability, function, and meaning. Writing alongside the artists as much as about them, Osthoff examines the archive mise-en-abyme, as it grows increasingly recombinant and generative. Simone Osthoff received her Ph.D. from the European Graduate School and is Associate Professor of Critical Studies in the School of Visual Arts at Pennsylvania State University. An art critic and historian of contemporary art, her numerous essays, focusing on media art practices and issues of historiography, have been published internationally and translated into over eight languages.

per una storia delle provocazioni letterarie

A qualcuno piace scorretto

Per una storia delle provocazioni letterarie (1851-1969)

Il libro analizza trenta opere narrative di largo consumo dalla metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento. Con il progressivo allargamento del mercato editoriale, è in questo arco temporale che si definiscono nuovi generi letterari e si affermano campi narrativi specifici (il romanzo storico oppure erotico, l’avventura, il western, il giallo e l’horror, la commedia o il melodramma ecc.). In un magma in cui i processi diventano sempre più rapidi e i prodotti sempre più effimeri, che senso ha parlare di correttezza e scorrettezza? I parametri imposti dalle accademie e dalla censura vengono continuamente violati da scorrettezze letterarie che diventano nuovi paradigmi, attraverso cui è possibile aderire alla rapidità dei tumultuosi mutamenti del mercato e della società. Il concetto di politically correct, pur nato dai movimenti di contestazione, implica un problematico passaggio al riconoscimento istituzionale, all’adozione cioè di un nuovo codice di riconoscimento universalmente valido.

https://www.deriveapprodi.com/prodotto/a-qualcuno-piace-scorretto

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allison grimaldi donahue @ la galleria nazionale (online) for carla lonzi

You’re invited : we’ll be talking about Carla Lonzi and her book “Self-Portait”,
translated into English by Allison Grimaldi Donahue

8 Feb., 2022 at 6:00pm
here:
https://www.youtube.com/channel/UC5BFjSiedpOIcbdyV6goGFQ

 

oggi, 31 gennaio, tic talk: jean-marie gleize, “qualche uscita. postpoesia e dintorni” (tic, 2021)

su https://youtube.com/channel/UCtSz6phvlJNM9LuoPOeYBAw

OGGI, 31 gennaio alle ore 21 

 

postpoesia e dintorni: lunedì 31, incontro su “qualche uscita”, di jean-marie gleize

TIC Edizioni, Roma 2021

TIC Edizioni presenta
QUALCHE USCITA. POSTPOESIA E DINTORNI
di Jean-Marie Gleize

Incontro con Florent Coste, Luigi Magno, Gian Luca Picconi
Lunedì 31 gennaio 2022, alle ore 21:00
Tic Talk a cura di Emanuele Kraushaar e Michele Zaffarano
Online in diretta streaming sui canali:
https://tinyurl.com/ticedizioni
o https://www.facebook.com/ticedizioni

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Scheda del libro:
La poesia è per noi oggi innanzitutto ‘lapoesia’, un grande totem storico che continua ad attraversare le istituzioni scolastiche e i mezzi d’informazione e a imporre termini chiave come ‘espressività’, ‘armonia’, ‘sincerità’, ‘autenticità’, ‘visione’. D’altro canto, anche la ‘repoesia’, rovistando il quotidiano alla ricerca delle tracce di un canto essenziale, non rappresenta altro che l’ennesimo nostalgico avatar di quello stesso totem. Quanto alla ‘neopoesia’, apparentemente più in fase con il presente grazie ai suoi sempre aggiornati e spettacolari artifici tecnico-retorici, essa punta soprattutto a moltiplicare l’effetto “fantasmagorico”.
Dalla fine dell’Ottocento (dopo Rimbaud, per intenderci), alcuni autori hanno cercato di “liberare” la poesia da sé stessa, per riconcepirla sotto altre latitudini. Pensandola prima di tutto come un modo per comprendere la realtà, questi altri autori si sono consequenzialmente impegnati a ricercare gli strumenti concettuali, verbali e formali più adatti a tale nuova intesa.
I quindici interventi raccolti in questo volume partono tutti dal presupposto che esista un ‘fuori’ e un ‘dopo’. E che non ci sia solo ‘un’ modo per uscirne, ma che si possa contare su una pluralità di gesti, di atteggiamenti e di disposizioni (alla fuga), secondo le diverse maniere con cui può essere pensata una rifondazione (una riconversione) dell’“industria logica” letteraria. I cantieri postgenerici che questo libro descrive (nel loro contesto e considerandone le finalità “politiche”) sono vasti. Si tratta in fondo di atti e di azioni: d’insubordinazione.

Evento facebook:
https://www.facebook.com/events/651540632854836

Per ordinare il libro:
https://ticedizioni.com/products/qualche-uscita-postpoesia-e-dintorni-jean-marie-gleize

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immortalità senza giovinezza? ancora su gino de dominicis e gli auguri del 1971

riflettendo: non si tratta della stessa cosa chiesta e ottenuta dalla Sibilla? l’immortalità del corpo. che però, senza eterna giovinezza, si traduce in estremo decadimento, nel tempo che non finisce.

Eliot in epigrafe al Waste Land:

saranno allora auguri, effettivamente, quelli di De Dominicis? o condanne?

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31 gennaio, tic talk: jean-marie gleize, “qualche uscita. postpoesia e dintorni” (tic, 2021)

su https://youtube.com/channel/UCtSz6phvlJNM9LuoPOeYBAw

il 31 gennaio alle ore 21

is it time to change the name of what we do? is “poetry” still the right word?

i.0148, untitled, Marco Giovenale / differx

Marco Giovenale / differx, i.0148, untitled langrid ( = language grid), green and black ink on paper, cm 10,5×15, (maybe 2015)

a question i tried to keep open to answers and doubts, here:
https://www.facebook.com/differx/posts/10158506795252212

feel free to comment.

Is it time to change the name of what we do? Is “poetry” still the right word?

tornando a 6070 (un testo su operaviva magazine)

>>> Credo nell’esistenza delle generazioni. In un dato periodo un certo numero di persone fa e sente e condivide alcune esperienze, le connota e ne riceve connotazione a sua volta. La stessa connotazione, passati alcuni anni, non si ripete. Una generazione dà alle esperienze un linguaggio che quelle non avevano. A sua volta il linguaggio ne viene mutato, sovrascritto. L’insieme di questi passaggi costituisce una nuvola di variabili, di campi di possibilità, in cui si possono distinguere linee flesse ma non del tutto instabili di prevalenze, di dominanti, e di (anche) correnti. La generazione dei nati nell’arco di tempo tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta ha delle caratteristiche peculiari, forse, nel campo complesso e ampio della lettura come della scrittura. O meglio: del modo di percepirle.

>>> Le caratteristiche possono essere analizzate e descritte. [… continua qui]

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