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editorialino_20260204: ennesimo bombardamento israeliano, e vittime civili

audio di commento a https://www.fanpage.it/esteri/nove-morti-in-attacchi-israeliani-nella-notte-a-gaza-tra-le-vittime-anche-un-bambino-di-5-mesi/

(dove si dice che le criminali “idf” lamentano, senza vergognarsi, una “violazione del cessate il fuoco” da parte dei palestinesi! che viltà assoluta, da parte delle truppe sioniste che quello stesso cessate il fuoco lo hanno violato centinaia di volte, bombardando civili e distruggendo strutture essenziali alla sopravvivenza)

Attacchi israeliani nella notte a Gaza, 21 morti

cfr. anche https://www.instagram.com/reel/DUVeuhXCpbE/

audio pel bronzetto reazionario

https://noblogo.org/differx/quando-e-troppo-e-troppo-e-uno-ha-difficolta-a-trattenere-le-risate

quando è troppo è troppo, e uno quando legge certe cose ha difficoltà a trattenere le risate: https://archive.org/details/lol-bronzetto-lol

 

e mo pure ‘a community

E bon: non sapevo che fosse possibile attivare una ‘community’ ossia una specie di gruppo legato al (mio) (sovraccarico ma non necessariamente spassionatamente amato) canale youtube. Ne sono infine lieto, anche se (come i da me tormentati social-lettori sanno) da tempo ho avviato o tento di avviare un processo di …’degooglizzazione’, per cui spero – non troppo in là – di affrancarmi del tutto o quasi del tutto dai social generalisti.

In ogni caso, ora sono / siamo (pure) qui: https://tinyurl.com/marcommunity-yt 🎉bum.

Il canale che ospita la comunità è quello linkato all’inizio, cioè https://www.youtube.com/@marco.giovenale e si occupa principalmente di materiali testuali di ricerca, interviste, aggiornamenti, comunicazioni polemiche o scherzose, operazioni artistiche, e insomma quel che combino: libri, disegni, dirette, conferenze, disegni astratti, fogli verbovisivi, glitch, asemic writing, politica, anarchia eccetera. È connotato, diciamo, ma non vuole essere esclusivamente autotelico narciso centripeto fissato. (Nel tempo ho parlato di Brunt, di Emilio Villa; ho citato CB; ospitato Patti, Kjellin, Sherlock, Cingolani-Lapiana, Garrera, la rivista OEI; ho scherzato & ironizzato sull’inesistenza della scrittura di ricerca; ho letto Thibaudeau, Di Marco, Costa, Giuliani).

E poi:
uno spirto vehemens ac demens di condivisione collaborazione e soprattutto informazione sugli stessi temi e percorsi, ma NON legati (necessariamente) alla mia persona, è quello che invece verdeggiando (virens) informa il canale del sito (gemello eterozigote di questo che state scorrendo) slowforward.wordpress.com, ossia il canale yt che nel suo piccolo furoreggia (oltre mille iscritti, bum) all’indirizzo https://www.youtube.com/@slowforward – e al quale vi invito caldamente a iscrivervi. (E pure quello ci ha la sua brava community, veh [e pure di questo ebbi contezza or ora:] https://www.youtube.com/channel/UCF4pbAEEAcjwznYErB-SUvg/community ovvero https://tinyurl.com/slowcommunity-yt).

Altre notille (o le medesime, diversamente articolate e arricchite) le ascoltate nel videetto di circa 3 minuti delibabile qui: https://youtu.be/L9bka0Owc5c e in calce.

Ciau

:) M

*
(il presente post è l’Hyde di questo Jekyll)

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22 marzo 2021: Giuseppe Garrera parla delle installance di differx/mg _ (nel post: esempi & appunti)

link esatto del video:
https://www.youtube.com/live/cjerzZHkw6A?si=–FgLVhNr7naz-50&t=2362

di cosa si parla nel video:
https://slowforward.net/2021/03/27/una-installance/
& https://slowforward.net/2019/02/27/i-116-confezione-in-plastica-asemica-per-bambola-differx-2019/

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righe attuali e inattuali

queste righe: https://noblogo.org/differx/lincipit-di-questa-pagina-di-luca-sossella

andrebbero lette insieme a queste:  https://noblogo.org/differx/appena-ora-mi-sono-assai-immalinconito-e-paradossalmente-divertito-rileggendo

per poi passare a queste, più remote e però (nel prolasso senile o puerile dell’italia letteraria tracimattuale) temo necessarie:

https://slowforward.net/2013/07/05/corrispondenza-privata-_-1-assertivo-non-assertivo/

https://slowforward.net/2014/01/02/spettri-che-parlano/

una disseminazione orizzontale contro la presunta “verticalità” degli influencer

continuo a credere in una disseminazione/diffusione […] orizzontale, e diffido di una prassi verticale e centripeta.
i #social e qualsiasi altro luogo della superficie #mainstream della rete blandiscono e capitalizzano il #narcisismo e la #separazione degli utenti (e dei) critici, quindi privilegiano l’aspetto centralizzatore e verticale … [continua qui] https://noblogo.org/differx/continuo-a-credere-in-una-disseminazione-diffusione-e-militanza-politica-e


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“il sistema immunitario del mainstream” (notilla, anche su academia e archive.org)

altro intervento del 2022

In poesia ma più ampiamente in letteratura, il mainstream – anche in editoria e in critica letteraria – ha reagito con lentezza ai due decenni di sperimentazione 1961-1981 (circa), ma è stato prontissimo ad sminuire, irridere, quando non affossare ogni ipotesi di scrittura di ricerca nel nuovo millennio, soprattutto dal 2009 a oggi.

https://slowforward.net/2022/04/30/il-sistema-immunitario-del-mainstream-mininotilla/

https://www.academia.edu/78131798/Il_sistema_immunitario_del_mainstream_mini_notilla_

 

Sabato 29 novembre tutti ad ascoltare “Oggettistica” alla Biblioteca Pagliarani (Roma, via Bragadin 122b)

i lettori di Oggettistica non sanno trattenere la gioia e il buonumore:
https://mobilizon.it/events/48fe58dd-a545-47e4-ab88-76349c73e5d7

(CC) 2025 differxai

chi vuole, chi può, venga ad ascoltare
Oggettistica questo sabato,
29 novembre, a Roma, alle 17:30
presso la Biblioteca Pagliarani
in via M. Bragadin 122b

[replica:] ma no, ma no, ma ni, non è morta, la poesia, su

Man Ray, Paris, mai, 1924

coraggio, editorialisti e notillatori, in rete e fuori, non prendete per forza alla lettera la grigiorosea parola postpoesia: non v’impauri, campioni.

la poesia non defunse, anzi della sua viridescente vis voi siete – è fama – i promoter più scafati e, mi si consenta, fichi.

è stagione, tuttavia, che dai vostri castelli vitivinicolmente muniti oscilliate il benigno capo a far sonare il sì, a testimoniare – intendo – che nelle vostre medesime letture tante tante volte v’è occorso di non incontrare il vocabolo che amate, ossia la non-morta poesì (avvezza a resurgere ogni minuto), bensì qualche altro lemma, diverso, divergente, che magari con la suddetta non aveva accidente alcuno da spartire. (obstupescit reader).

facendo mente locale:

epiphanies (James Joyce 1900-1904), tender buttons (Gertrude Stein 1914), tropismes (Nathalie Sarraute 1939), notes (Marcel Duchamp, pubbl. post. 1980), nioques (Francis Ponge 1983, Jean-Marie Gleize), proêmes (Ponge), textes pour rien (Samuel Beckett), antéfixes o dépôts de savoir & de technique (Denis Roche), descrizioni in atto (Roberto Roversi), verbotetture (Arrigo Lora Totino 1966), bricolages (Renato Pedio), domande a risposta multipla (John Ashbery; e cfr. Alejandro Zambra, nel nostro secolo), mobiles o boomerangs (Michel Butor), visas (Vittorio Reta), postkarten (Edoardo Sanguineti 1978), sentences (Robert Grenier 1978), subtotals (Gregory Burnham), films (Corrado Costa), schizografie (Gian Paolo Roffi), drafts (Rachel Blau DuPlessis), esercizi ed epigrammi (Elio Pagliarani), frisbees (Giulia Niccolai), anachronismes (Christophe Tarkos), remarques (Nathalie Quintane), ricognizioni (Riccardo Cavallo), anatre di ghiaccio (Mariano Bàino), lettere nere (Andrea Raos), linee (Florinda Fusco), ossidiane e endoglosse e microtensori e “installances” (Marco Giovenale 2001, 2004, 2010, 2010), tracce (Gherardo Bortolotti 2005), prati (Andrea Inglese), diphasic rumors (Jon Leon 2008), united automations (Roberto Cavallera 2012), paragrafi (Michele Zaffarano 2014), incidents (Luc Bénazet 2018), sentences (Cia Rinne 2019), defixiones (Daniele Poletti),  avventure minime (Alessandro Broggi), développements (Jérôme Game), conglomerati (Andrea Zanzotto), saturazioni (Simona Menicocci), nughette (Leonardo Canella), sinapsi (Marilina Ciaco), dottrine (Pasquale Polidori), disordini (Fiammetta Cirilli), spostamenti (Carlo Sperduti), spore (Antonio F. Perozzi). E aggiungerei le frecce di Milli Graffi.

veh, quante cose si posson leggere gioendo, senza per questo ammazzare la P maiuscola. come dite? ciò purtuttavia vi noia?

ah ma ecco allora perché Emilio Villa così parsimoniosamente o punto pregiate, e v’irrita.

invece che poesie ha scritto “cause”, “variazioni”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … tutte forme disperse come, già nel 1949, i suoi “sassi nel Tevere”.

è una litofobia, la vostra, ora intendo.

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