Archivi tag: mainstream

2 censure sul genocidio in meno di 24 ore

2 #censure di post su #Gaza in meno di 24 ore da parte di #facebook , che lavora come sempre da occhiuta scorta mediatica al #genocidio
così come ha sempre fatto, almeno da ottobre 2023 in poi.

prima censura:
https://mastodon.uno/@differx/117008246940981503

seconda censura:
https://mastodon.uno/@differx/117013364440934510

sempre più sensato e opportuno passare a #mastodon , #friendica , creare gruppi con/su #mobilizon , e fare post su blog e siti esterni ai media generalisti e proprietari

suggerimenti? qui: https://devol.it/

Christian Raimo: una riflessione sul mercato del libro e sulla lettura

dal profilo fb di
Christian Raimo

Mentre il mondo va in malora in tanti modi diversi, tutti i giorni io penso, a scuola, a casa, in giro, che un modo per contrastare tutto questo sarebbe leggere di più, e invece il mercato del libro in Italia chiude il 2025 male per il secondo anno consecutivo, confermando una contrazione che non è più solo congiunturale, ma strutturale.
I dati dell’Aie dipingono un quadro di profondo rossissimo: le vendite in volume sono calate del 3 per cento, scese sotto la soglia psicologica dei 100 milioni di copie (99,5 milioni rispetto ai 102,6 del 2024), mentre il valore del mercato trade è sceso del 2,1, per cento, ossia a un miliardo e 484 milioni di euro. Continua a leggere

una disseminazione orizzontale contro la presunta “verticalità” degli influencer

continuo a credere in una disseminazione/diffusione […] orizzontale, e diffido di una prassi verticale e centripeta.
i #social e qualsiasi altro luogo della superficie #mainstream della rete blandiscono e capitalizzano il #narcisismo e la #separazione degli utenti (e dei) critici, quindi privilegiano l’aspetto centralizzatore e verticale … [continua qui] https://noblogo.org/differx/continuo-a-credere-in-una-disseminazione-diffusione-e-militanza-politica-e


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“il sistema immunitario del mainstream” (notilla, anche su academia e archive.org)

altro intervento del 2022

In poesia ma più ampiamente in letteratura, il mainstream – anche in editoria e in critica letteraria – ha reagito con lentezza ai due decenni di sperimentazione 1961-1981 (circa), ma è stato prontissimo ad sminuire, irridere, quando non affossare ogni ipotesi di scrittura di ricerca nel nuovo millennio, soprattutto dal 2009 a oggi.

https://slowforward.net/2022/04/30/il-sistema-immunitario-del-mainstream-mininotilla/

https://www.academia.edu/78131798/Il_sistema_immunitario_del_mainstream_mini_notilla_

 

linee di sperimentazione (neopoesia vs postpoesia)

riproduco qui di séguito – rielaborati – due commenti fb a un post di Ranieri Teti che mi ha dato occasione di precisare ancora una volta – attraverso le parole di Jean-Marie Gleize – qualcosa sulla differenza tra neopoesia (in linea con le sperimentazioni degli anni Sessanta e decenni successivi) e postpoesia (superamento della o meglio indifferenza alla questione dei generi letterari, littéralité ecc.):

possiamo tracciare una linea diretta tra le sperimentazioni linguisticamente complesse degli anni Sessanta e Settanta e la contemporaneità più stretta.
i nomi sono quelli che conosciamo: Cacciatore, Villa, in parte Vicinelli, sicuramente Lora Totino, Diacono, Toti, Fontana, le prime opere di Bàino, di Cepollaro, … ecc. (ma anche il primo Sanguineti, certo).

tutto ciò è razionale, positivo e verificabile.
allo stesso tempo, però, sottolineo (non per la prima volta) che è altrettanto razionale, positivo e verificabile che si tratta di quel tipo di testualità che Jean-Marie Gleize da qualche lustro definisce neopoesia; mentre sia in Francia che in Italia, a far tempo dagli anni Novanta, e in Italia soprattutto con Costa e il forse inconsapevole Bordini, fino all’esempio di Prosa in prosa nel 2009 e oltre, si è dispiegata una messe di materiali di incredibile quantità e direi anche qualità, rubricabile come postpoesia, interessata soprattutto alla letteralità, littéralité, alla platitude, alla nudità integrale del testo.
 
le parentele tra neopoesia e postpoesia possono essere di prossimità ma non sempre di sintonia.
a unirle (o meglio: a non disunirle troppo) c’è forse una istanza di “non assertività”, nell’accezione da me spiegata svariate volte.

istanza, poi, energicamente oppositiva rispetto alla onniestesa scrittura o meglio poesia assertiva, mainstream.

ma che possa essere in qualche modo pacifico e aproblematico che postpoesia e neopoesia si trovino sempre e comunque sullo stesso versante dell’ambiente letterario, a me sembra come minimo dubitabile. (o comunque da verificare: caso per caso).
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long live the experimental writing

se al mainstream, per affossare la sperimentazione, non è stato comunque sufficiente un trentennio come quello 1978-2008, direi che la sperimentazione ha una buona scorza, assai resistente. che non a caso intreccia ragioni politiche e ragioni di percezione dei mutamenti (e mutamenti di percezione) degli ultimi cinquanta-sessant’anni.

nonriflessione dopo il reading di “stralunati” ieri in libreria

ieri ho ascoltato la presentazione di Stralunati, di Andrea Inglese, alla libreria L’altracittà.

volentieri sarei intervenuto, in coda, per parlare di un’idea che sto però ancora articolando, e che alcune annotazioni emerse durante il reading sembravano forse sollecitare.

in breve, l’idea riguarda la nostra attitudine e abitudine di lettori 1.0 nei confronti del digitale in generale e del web post-2.0 in particolare. e (ovviamente) ha a che fare con posizioni eccentriche anzi antagoniste rispetto al mainstream.

ma avverto ancora troppo confuso il quadro per poter precisare una riflessione che non sembri cadere dalla mandibola storta di un ubriaco. così ho taciuto.

“ricerca letteraria”, “spazio di ricerca”: antonio porta, 1983

Il saggio sulle espressioni “ricerca letteraria” e “scritture di ricerca”, postato ieri, e uscito lo scorso anno nella sua prima parte, si interrompe con il 1980, circa. Devo assai energicamente ringraziare Chiara Portesine per avermi segnalato, in questi giorni in cui sto proprio rivedendo la seconda parte del saggio, uno straordinario – e limpidamente esplicito – articolo di Antonio Porta che, sul “Corriere della sera”, nel 1983 parla di “spazio di ricerca”, “ricerca letteraria”.

cliccare per ingrandire

Registrate nel saggio le numerose occorrenze di espressioni relative alla “ricerca”, e aggiunto questo prezioso articolo di Porta, non solo si intende sempre meglio come la generazione a cui appartengo abbia trovato naturale e solido e stabile/stabilizzato, tra fine anni Ottanta e inizio Novanta, il termine “ricerca” come segno di sperimentazione letteraria; ma anche come, a maggior ragione, questo si sia presentato come nome legittimo, a XXI secolo iniziato, per indicare una scrittura non pacificata, non convenzionale, e soprattutto in sincrono con esperienze di “experimental writing” ormai altrettanto attestate nel resto del mondo.

(Attestate e attestantesi, ovviamente, nonostante l’ignoranza intenzionale, o la ‘censura’ e opposizione frontale, e le piccole manovre d’ostacolo e i banali giochi di facciata messi in atto dai buffi personaggi del mainstream italocentrico).

un utile specchi(ett)o multi-link per gli appassionati del mainstream poetico italiano

Constato che negli ultimi giorni, dei documenti che ho inserito su Academia, uno in particolare ha avuto un buon numero di visite & letture, pur essendo caricato da pochissimo. Questo qui: https://www.academia.edu/78131798/Il_sistema_immunitario_del_mainstream_mini_notilla_

Chi volesse leggerlo non in pdf ma in html su slowforward, lo trova pari pari all’indirizzo https://slowforward.net/2022/04/30/il-sistema-immunitario-del-mainstream-mininotilla/

Vorrei però offrire una rassicurazione agli eventuali gèniti e gemiti del mainstream che possan sentirsi sorpresi dalle banalità di base che in quell’intervento dico: io dico le medesime cose da qualche annetto ormai. E ve ne porgo qui una assai scarna e meditata lista, pre-gioendo per le gioie che sono certo ne trarrete:

mainstream poetry reading standard format

rinascono i pompieri | ovvero: va bene non ereditare l’anarchia, ma addirittura entrare in seminario… / differx. 2021

sveglia #6, ai supporter del mainstream

i potenti tribolati. (ovvero le pene del mainstream) / differx. 2020

editori di poesia, postpoesia? chi? dove? (una nota disordinata)

“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k

31 dic. 2021, auguri: in poesia, domani ricomincia il 1957

il riflusso letterario (o poetico, sempre se di poesia si tratta, il che è dubbio)

ricerca poetica, poesia di ricerca, scrittura di ricerca, ricerca letteraria

ricerca poetica / scrittura di ricerca / ricerca letteraria

sveglietta dell’8 luglio 2021: la poesia e la stretta

la tradizione del novecento sta a posto. sta a posto così.

(s)finito il novecento

le tre piaghe

 

quattro volumi di assertività

trovo che (tranne pochissime eccezioni) gli autori che nei quattro volumi de La poesia italiana degli anni Ottanta – a detta delle schede editoriali – compongono e “completano [!] il mosaico della migliore poesia italiana contemporanea” cadono guarda caso tutti o quasi tutti perfettamente al di fuori di qualsiasi anche lasca idea di scrittura di ricerca, di sperimentazione.
questi libri sono una conferma pressoché perfetta e felicissima di quanto poco tempo fa sostenevo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/.

altro che “egemonia della ricerca letteraria”, come ancora molti si ostinano a dire.
la storiografia (accademica ma non solo) ha già decretato quali sono i materiali e i valori che formano “cànone” e “tradizione”. e niente di non assertivo è ammesso alla corte di questo regno.

ecco:

La poesia italiana degli anni Ottanta. Esordi e conferme
A cura di Sabrina Stroppa
Ed. Pensa Multimedia, https://www.pensamultimedia.it

vol. I (2015)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/la-poesia-italiana-degli-anni-ottanata-esordi-e-conferme/

《Valerio Magrelli, Patrizia Valduga, Franco Buffni, Fabio Pusterla, Patrizia Cavalli, Umberto Fiori, Claudio Damiani, Enrico Testa: le raccolte d’esordio, o i secondi libri, delle voci che si affacciarono sulla scena poetica italiana negli anni Ottanta vengono lette, quasi radiografate, per farne emergere i temi portanti e le strutture latenti: i modi con cui le giovani generazioni venivano componendo la loro idea di ‘libro di poesia’.》

vol. II (2017)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/18-la-poesia-italiana-degli-anni-ottanta-esordi-conferme-ii/

《Il secondo volume dedicato ai nomi dei più importanti poeti che esordirono negli anni Ottanta mette in fila dieci autori – Gianni D’Elia, Roberto Rossi Precerutti, Beppe Salvia, Marta Fabiani, Giovanna Sicari, Ermanno Krumm, Eugenio De Signoribus, Fabio Pusterla, Giovanni Nadiani, Umberto Fiori – studiati nella loro prima o seconda raccolta. La poesia del decennio rivela assonanze inattese, richiami, orizzonti comuni, oltre che splendide singolarità.》

vol. III (2019)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/la-poesia-italiana-degli-anni-ottanta-esordi-conferme-iii/

《Il terzo volume dedicato alla poesia degli anni Ottanta offre altri dieci studi sulle prime o seconde raccolte dei più importanti autori esordienti: Cosimo Ortesta, Cesare Viviani, Remo Pagnanelli, Biancamaria Frabotta, Francesco Scarabicchi, Mario Benedetti, Milo De Angelis, Gabriele Frasca, Gabriella Sica, Pietro Tripodo. Ne emergono orizzonti comuni e poetiche individuali, in una prospettiva tesa a inserire le singole esperienze in una più ampia costruzione plurale dei percorsi della poesia contemporanea.》

vol. IV (2022)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/la-poesia-italiana-degli-anni-ottanta/

《Con il quarto volume della serie dedicata ai poeti italiani che esordirono negli anni Ottanta si amplia il panorama della giovane poesia del decennio: vengono qui studiate importanti voci femminili (Viviana Lamarque, Alida Airaghi, Nadia Campana, Anna Cascella, Maria Pia Quintavalla), che contribuirono all’affermarsi di una lirica non semplicemente ‘di genere’, così come quelle di Mario Baudino, Roberto Carifi e Giuliano Mesa. Frutto di autori più appartati o più in vista, protagonisti di un rinnovamento o eredi di un trauma, con i libri d’esordio di questi otto autori va completandosi il mosaico della migliore poesia italiana contemporanea.》

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appunti su quella cosa / carlo sperduti. 2022

Un presupposto: le definizioni di letteratura sono infinite, non esiste una definizione di letteratura.
Una domanda legittima: è la letteratura, dunque, a non esistere?
Una definizione possibile: la letteratura è ciò che ci conferma.
Una definizione possibile: la letteratura è ciò che ci mette in dubbio.
Un modo di confermarci: considerare letteratura quella che dice ciò che pensiamo.
Un modo di confermarci: considerare letteratura quella che smentisce opinioni contrarie alle nostre.
Un modo di confermarci: concepire la letteratura a partire da un’opinione.
Un modo di confermarci: concepire la letteratura a partire dai suoi temi.
Un modo di confermarci: considerare la letteratura come espressione di un io.
Un modo di confermarci: considerare letteratura ciò che dice.
Un modo di metterci in dubbio: considerare letteratura anche ciò che dice in altro modo.
Un modo di metterci in dubbio: considerare letteratura anche ciò che dice qualcom’altro.
Un modo di metterci in dubbio: considerare letteratura anche ciò che non dice.
Una domanda frequente: di cosa parla questo libro?
Una domanda infrequente: come funziona questo testo?
Un atteggiamento frequente: criticare il mainstream.
Un atteggiamento frequente: adottare ottica, obiettivi, parametri di valutazione, comportamenti mainstream.
Alcuni luoghi, entità e figure in cui si attua la combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati: le librerie indipendenti, le case editrici indipendenti, le riviste indipendenti, i blog in cui ci si occupa di letteratura, i lettori e le lettrici forti, un numero incalcolabile di autrici e autori.
Un esempio di combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati: un editore indipendente esulta per la partecipazione a un premio mainstream come riconoscimento del valore di tanti anni di lavoro la cui direzione dichiarata è sempre stata opposta al mainstream.
Un esempio di combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati: un autore/autrice esordiente/emergente calibra il suo prossimo romanzo sul modello ottocentesco – identico a quello dell’attuale mainstream – aggiornandone i temi: viene pubblicato da un editore indipendente.
Un esempio di combinazione dei due atteggiamenti frequenti sopra indicati da parte di tutti i luoghi, entità e figure sopra indicati: un libro è indesiderabile, a prescindere dalle intenzioni e dalle forme consapevolmente adottate da chi l’ha scritto, a prescindere dalla sua coerenza interna o ricercata incoerenza, se: evita di narrare qualcosa, non risulta immediatamente comprensibile, costringe a rileggere più volte uno o più passaggi, non si affida a un contenuto o a una tesi.
Un risultato: il libro accettabile è il libro mainstream.
Un risultato: chi vuole scrivere è portato ad aderire a forme e contenuti del prodotto medio per non risultare editorialmente inesistente.
Un risultato: chi vuole scrivere spesso non si accorge nemmeno del risultato precedente.
Un risultato: è sempre più diffusa l’equazione tra editing e normalizzazione.
Un risultato: sono sempre più diffuse per automatismo le equazioni tra semplicità e autenticità, tra autenticità e verità, tra verità e letteratura: equazioni possibili come qualunque altra a seconda del testo di riferimento, per esempio quella tra complessità e idiozia, tra complessità e profondità, tra semplicità e stupidità, tra complessità e mondo, tra mondo e nulla, tra i miei gusti e i tuoi.
Un risultato: il prodotto medio mainstream è indistinguibile dal prodotto medio indipendente per stile, struttura, lettore di riferimento, comunicazione: ciò a cui si assiste è la difesa a oltranza dello status quo.
Una precisazione: ciò che manca non è la qualità: è la possibilità di un’alternativa: una smentita, di fatto, dei significati delle parole indipendenza e bibliodiversità, i cui significanti continuano a circolare ostentati e inerti.
Un’ipotesi: il mainstream è una forma mentis ormai onnicomprensiva: ha raggiunto il punto di non ritorno dal quale la letteratura è l’ultima preoccupazione dei libri e di chi se ne occupa.

altri link per “poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k

https://puntocritico2.wordpress.com/2022/02/23/poesia-per-il-pubblico-generazioni-e-differenze-in-poesia-scrittura-politica-a-k/

https://archive.org/details/marco-giovenale-poesia-per-il-pubblico-feb-2022/mode/2up

https://www.academia.edu/72307114/_Poesia_per_il_pubblico_generazioni_e_differenze_in_poesia_scrittura_politica_a_k

PDF:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/02/marco-giovenale_-poesia-per-il-pubblico_-feb-2022.pdf