Archivi categoria: Resistenza

Portella della Ginestra

dalla pagina fb dell’ANPI III Municipio Roma

🟥 IL PATTO NERO DI PORTELLA DELLA GINESTRA: LA VERITÀ DAI DOCUMENTI OSS

1 MAGGIO 1947 | Oltre la cronaca criminale, dentro il cuore oscuro dello Stato.

Per decenni la strage di #PortellaDellaGinestra è stata derubricata a mero atto di banditismo. Oggi, l’analisi dei rapporti desecretati dell’#OSS (l’intelligence statunitense pre-CIA) ci consegna una realtà molto più torbida: un asse eversivo che collegava la Sicilia alla rete neofascista post-Salò.

🔴 L’Intreccio Eversivo

I documenti confermano l’esistenza di un filo rosso — o meglio, nero — che univa la #BandaGiuliano a figure apicali del fascismo mai rassegnato:

• La Decima Mas: Il coinvolgimento di elementi legati a Junio Valerio Borghese.

• L’Aristocrazia Nera: La rete di coordinamento del principe Gianfranco Pignatelli, terminale di un progetto che mirava a destabilizzare il Paese.

🔴 Perché Portella?

Non fu una vendetta privata. Fu un attacco politico mirato contro i contadini che, pochi giorni prima, avevano decretato la vittoria del Blocco del Popolo alle elezioni regionali. L’obiettivo era chiaro: stroncare l’avanzata delle sinistre e mantenere i vecchi equilibri di potere attraverso il terrore.

🔴 Una Strage di Confine

Portella della Ginestra rappresenta il “peccato originale” della Repubblica: il punto di incontro tra banditismo, mafia, neofascismo e settori deviati delle istituzioni. Ricordare l’eccidio dei lavoratori a Piana degli Albanesi significa oggi onorare la verità storica faticosamente emersa dalle carte d’archivio.

Onore alle vittime. Memoria contro l’oblio.

#1maggio #Sicilia #StoriaDItalia #ServiziSegreti #EversioneNera #LottaContadina #PortellaDellaGinestra #VeritàStorica

Sull’aggressione illegale di israele alla Sumud Flotilla in acque internazionali

da InvictaPalestina, su fb,
Claudileia Lemes Dias

Israele sequestra attivisti italiani ed europei della Global Sumud Flotilla nel Mar Mediterraneo: pure questo mare appartiene allo stato ebraico?

Proprio così. Il Mediterraneo non è più il “Mare Nostrum”, ma un vuoto giuridico dove la forza bruta di Israele prevale sul diritto internazionale e sugli stati sovrani europei. Questa notte, al largo di Creta, il mondo ha assistito a un atto di pirateria di Stato: il sequestro di una parte degli attivisti della Global Sumud Flotilla, il rapimento di cittadini europei in acque internazionali e la solita campagna di fango per cercare di screditarli.

La pericolosa “eccezione israeliana” che rivendica il diritto universale di calpestare ogni regola colpisce ancora, per la gioia della stampa di destra, che ritene il rapimento di cittadini italiani, mentre portavano aiuti umanitari, in pieno Mar Mediterraneo, una cosa buona e giusta.

Le testimonianze che filtrano tra le interferenze radio sono agghiaccianti. Vicino alla Grecia, in pieno mare aperto, motoscafi militari israeliani hanno circondato le imbarcazioni civili partite dalla Sicilia. Le modalità sono quelle di un’operazione speciale contro obiettivi militari: laser puntati al petto, armi spianate e l’ordine umiliante agli attivisti. Medici, giornalisti e volontari sono stati costretti a mettersi in ginocchio a prua.

​Mentre le comunicazioni venivano interrotte forzatamente, la marina di Tel Aviv intimidiva i civili via radio, definendo il blocco illegale di Gaza come “legittimo” e accusando chi porta aiuti di violare il diritto internazionale. Un paradosso orwelliano: chi sequestra esseri umani in acque neutre accusa le vittime di illegalità.

Parallelamente all’azione militare, Israele ha lanciato un’offensiva mediatica tanto volgare quanto goffa.

Per screditare una missione che trasporta farmaci e beni di prima necessità, il Ministero degli Esteri israeliano ha diffuso un video che mostra preservativi e bustine di plastica, spacciandoli per “l’intero carico umanitario” della flotta.

​È il tentativo disperato di ridicolizzare la solidarietà mentre la si reprime con le armi.

Non vi è alcuna prova che quel video sia stato girato a bordo, ma il messaggio è chiaro: non basta rapire gli attivisti, bisogna infangare la loro reputazione, insinuare che erano partiti addirittura per fare sesso.

Ecco che le notizie false sul “sesso libero” degli attivisti nel “bordello Flotilla” vengono usate per coprire gli stupri e gli abusi commessi dall’esercito israeliano, ampiamente documentati dalle organizzazioni non governative, nonché quest’ultima violazione delle acque internazionali, che rivendicano con orgoglio.

La perversità è servita, in mondovisione. Rivendicata con il sorriso che abbiamo visto in tante fotografie diffuse dai soldati dell’IDF stessi, mentre violavano le case dei palestinesi e indossavano la biancheria intima delle loro donne.

Questo metodo repressivo, che la portavoce Maria Elena Delia definisce un’escalation senza precedenti, punta a trasformare una missione non violenta in una “trama terroristica” per giustificare non solo l’uso della forza, ma anche dell’umiliazione dell’altro.

Ciò che emerge è l’arrogante pretesa di Israele di avere una giurisdizione planetaria, con il Ministro della Difesa Israel Katz che ha già firmato decreti per sequestrare le imbarcazioni e sanzionare le raccolte fondi, bollando tutto come “attività di Hamas”.

​Se permettiamo che questo accada a 70 miglia dalla costa, in acque internazionali, accettiamo che la sovranità nazionale e i diritti umani siano variabili dipendenti dal volere di Tel Aviv. Come denunciato da Nicola Fratoianni (AVS), siamo di fronte a un atto di pirateria che non può essere archiviato con una semplice “richiesta di informazioni” da parte della Farnesina.

​Mentre il ministro Tajani “segue con apprensione”, cittadini italiani ed europei che stanno nelle mani di militari che hanno già ampiamente dimostrato di non riconoscere confini legali, assistiamo al suicidio collettivo delle istituzioni nate dopo il 1945.

​Se il mondo accetta che l’aiuto umanitario venga trattato come terrorismo e che lo sbeffeggio social sostituisca la verità dei fatti, non ha vinto la legge della giungla, ma quella di Israele, ufficialmente.

Perché persino nella giungla gli animali rispettano i propri confini e, quando lottano tra di loro, non provocano un’ecatombe.

Oggi il confine violato è un’onda vicino a Creta; domani, come si chiede Maria Elena Delia, “verranno ad arrestarci direttamente a casa?”.

È probabile. Visto che Italia e Germania stanno andando verso l’israelizzazione delle loro (nostre) società a passo spedito.

 

C.L.Claudileia Lemes Dias, 30 aprile 2026

 

Fonti

1. RAI News: “Israele abborda la Global Sumud Flotilla al largo di Creta: “Pirateria internazionale” (30/04/2026)

2. RAI News: “La marina israeliana intercetta la Sumud Flotilla, il video dell’abbordaggio” (30/04/2026)

3. Il Fatto Quotidiano: “La Flotilla nel mare di Creta: blitz di Israele con gommoni e “arresti”. Una fregata a 600 miglia da Tel Aviv” (30/04/2026)

4. La Repubblica: “Flotilla, blitz di Israele vicino a Creta: minacce via radio, poi l’assalto. Si attiva la Farnesina” (29/04/2026)

5. Il Post: “La Global Sumud Flotilla è stata bloccata vicino a Creta” (29/04/2026)

If you are in war with Hamas, why are you shooting children in the head and chest?

https://slowforward.net/2026/04/26/if-you-are-in-war-with-hamas-why-are-you-shooting-children-in-the-head-and-chest/

#genocide

#PalestinianChildren

#snipers

#snipedchildren

#israhell

#IsraelTerroristState

I militanti (anche quelli online) non campano d’aria

25 aprile 2026. Oggi è giornata antifascista, e sostenere i progetti antifascisti e l’attivismo radicale è sempre più necessario, lo vediamo molto bene. Ok, basta retorica, cacciate i soldi! I militanti non campano d’aria, per cui sostenete NOBLOGS, che ospita una tonnellata di spazi e strutture che fanno controinformazione e funzionano da sponda per rivendicazioni e movimenti reali di persone reali. Quindi: qui di séguito trovate una lista molto breve, in cui NOBLOGS è in cima ma ci sono anche altri interlocutori necessarissimi:

 

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Il fediverso esiste! e – fra le molte istanze che lo compongono – scelgo mastodon.uno e segnalo che si autofinanzia con Liberapay, fondamentale per mantenere il servizio di social libero attivo ed efficiente. Bastano pochi centesimi alla settimana. I contributi sono volontari, nessun obbligo. Il collettivo devol che si occupa del lato tecnico e della traduzione in italiano può essere sostenuto qui: https://ko-fi.com/devol


In effetti devol si merita uno spazio dedicato: qui è possibile vedere la quantità di servizi federati che offre. Gratuitamente. Un gruppo da sostenere, insomma.


Per non parlare di Internet Archive, che – sì – è statunitense, di base, ma dà ospitalità a un universo di informazioni, documenti, audio, video, materiali liberamente consultabili e spesso scaricabili. Mantenerne l’indipendenza è fondamentale: la pagina per farlo è questa.


ahidaonline: logoahida è una rivista / spazio critico comune, frontalmente politico. Un collettivo che può essere sostenuto usando il secondo form disponibile qui: https://www.ahidaonline.com/contatto-donazione

Mai come ora è importante slegarsi dai colossi della tecnologia USA e iniziare a sostenere progetti europei indipendenti

Mai come ora è importante slegarsi dai colossi della tecnologia USA e iniziare a sostenere progetti europei indipendenti: scegli.app

Per semplificare la migrazione:

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DeMicrosoftizzazione: devol.it/demicrosoftizzazione/

Passare da Windows a Linux: fedilug.it/guida-approfondita-

Passare al fediverso: devol.it/fediverso/

Presentate le 16mila firme e avviata la conferenza stampa per “Roma sa da che parte stare” / per l’interruzione dei rapporti tra Roma e “israele”

Oggi la conferenza stampa in Campidoglio e domenica 26 aprile manifestazione-spettacolo al circolo Arci “Concetto Marchesi”, via del Frantoio 9/C, a partire dalle ore 17:30.
Si terrà un’assemblea/dibattito e a seguire cena e concerto con Titubanda, Musicanti di Brama, Luca e Tempesta di Assalti Frontali, Konspirators, e tanti altri artisti

Info: https://contropiano.org/regionali/lazio/2026/04/21/roma-stop-ai-rapporti-tra-comune-e-israele-oggi-manifestazione-spettacolo-0194187
e https://www.assopacepalestina.org/2026/04/21/interruzione-dei-rapporti-roma-israele-mai-cosi-tante-firme-per-una-delibera-di-iniziativa-popolare/

 

Roma sa da che parte stare