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La “corte suprema” di isr rifiuta le richieste delle ONG per il trasferimento di palestinesi gravemente malati da Gaza alla Cisgiordania

Un post di Barbara Lezzi su fb:

Mentre Netanyahu faceva ammazzare un’intera famiglia di gazawi composta dai genitori poco più che trentenni e da tre bambini, la Corte Suprema di Israele bocciava le richieste di diverse ONG che chiedevano il trasferimento urgente verso la Cisgiordania occupata di palestinesi gravemente malati. Ci sono circa 4.000 bambini malati di tumore, con ferite gravissime, infezioni e malattie rare che sono lasciati nella sofferenza senza cure e senza neanche la speranza di un trasferimento.
Il presidio dei valori occidentali in Medio Oriente, così come viene definito Israele in Italia, viola la Quarta Convenzione di Ginevra secondo la quale uno Stato occupante ha il dovere di prestare soccorso alla popolazione civile. Israele rifiuta l’accusa perché sostiene di essersi ritirato da Gaza nel 2005. Non sarebbe, quindi, una forza occupante. Peccato che a Gaza però continui ad ammazzare impunemente, a impedire l’ingresso di giornalisti, operatori umanitari e aiuti alimentari.
Un medico israeliano ha raccontato che l’udienza con cui si è deciso di legittimare l’agonia dei palestinesi malati, ha avuto un ospite d’eccezione a presidiare la decisione dei giudici: il ministro Itamar Ben Gvir.
Questo è Israele, il custode della democrazia e della civiltà in Medio Oriente. Questo è Israele che può tutto perché l’Occidente, con in prima fila l’UE, lo continua ad abbracciare senza neanche pensare a comminare uno straccio di sanzione.

Petizione per sostenere ed esprimere solidarietà al liceo Vivona, inquisito dal solito stato di polizia

Il liceo Vivona sta vivendo un momento drammatico: un’ispezione ministeriale si è abbattuta sulla scuola. Un’ispezione volta ad accertare un fatto che non ha alcun evidente motivo di essere perseguito: […] → a questo link le informazioni e la raccolta di firme

warning

non accetto nessun tipo di scambio o confronto verbale o scritto sul #genocidio in #Palestina con #negazionisti e più in generale con chiunque non abbia coscienza (cognizione effettiva) di quanto documentato ANCHE dal sito https://archivegenocide.com/

chi ha passato gli ultimi tre anni a guardare più o meno intenzionalmente altrove, quando centinaia di migliaia di documenti verificati e verificabili erano e sono disponibili, non deve mettersi in contatto con me.

#archivegenocide #Gaza #Cisgiordania

https://slowforward.net/?s=palestina

a few more recent links on genocide

4 months old, dies at an israeli checkpoint because zionist soldiers block the family
https://www.facebook.com/share/p/1Fuc3Cxx7c/

two children buried alive. (an already well known fact, witnessed by a doctor)
https://www.instagram.com/p/Da0X7gBCBYG/

israele bombarda un corteo funebre
https://www.instagram.com/p/Da5h8gFjYs0/
https://www.instagram.com/reel/Da5a3p1DBgA/

another Palestinian mother and child killed
https://www.instagram.com/reel/Dargo2ytxvL/

cosa fa isr e cosa fanno i giornalisti occidentali
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/16/genocidio-gaza-crimini-israeliani-silenzio-media-notizie/8449070/

the massacre of Al-Nasr street in Gaza City, 18 jul, 2026
https://www.instagram.com/reel/Da8tWweEYB5/
https://www.instagram.com/reel/Da8JsXGMpFW/

BDS Italia – L’Indipendente: “Nessun porto per il genocidio: la nuova campagna ‘Block the boat’ di BDS” (3 giu. 2026)

L’embargo militare nei confronti di Israele è la prima e più importante sanzione che la società civile palestinese, raccolta sotto la sigla BDS, richiede da anni. Il movimento si muove intervenendo sulla logistica, individuando i carichi di morte verso Israele e bloccandoli.

È quello che è successo negli scorsi mesi in due porti italiani: Gioia Tauro e Cagliari. L’allarme è partito il 13 marzo scorso quando BDS Italia a nome della campagna Block the Boat, ha allertato sul transito di container dal porto di Gioia Tauro sospettati di … → continua qui: https://www.pressenza.com/it/2026/06/nessun-porto-per-il-genocidio-la-nuova-campagna-block-the-boat-di-bds/

Il “Dossier Italia” ora disponibile in pdf sul sito di ‘ahida’

Dossier Italia_ ora su ahidaonline● Ahida: su ahidaonline.com rendiamo disponibile il pdf che raccoglie tutti i testi del «Dossier Italia» pubblicato nelle scorse settimane.
● Con questa iniziativa si inaugurano «i libri di ahida»
Dalla Introduzione:
Sta emergendo un vasto movimento d’opposizione, in gran parte esterno ai tradizionali partiti politici, ma sostenuto da iniziative di base come comitati e associazioni o dall’iniziativa personale di moltissimi giovani. Le grandi manifestazioni dell’anno scorso contro il genocidio israeliano a Gaza, la vittoria del No al referendum e l’enorme partecipazione alla manifestazione No Kings il 28 marzo a Roma ne sono gli episodi più rilevanti. Un movimento di resistenza o, più, di rifiuto, è nato e sta crescendo, portato ancora dai giovani, come alla fine degli anni ’60.
Per elaborare nuove armi teoriche e politiche atte a contrastare il processo autoritario in corso è necessario analizzare e comprendere l’attuale fase politica. ahida intende contribuirvi con un dossier Italia. Una raccolta di testi che esaminano e commentano vari aspetti della tendenza autoritaria dell’Italia odierna per evidenziarne le fessure e trovare gli spiragli per uscirne.

https://www.ahidaonline.com/post/preprint-reprint-1

#memory _ Dal sito dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani, 28 apr. 2025: “israele spazza via intere famiglie a gaza; oltre il 94% delle vittime della scorsa settimana erano civili”

In riferimento al 2025, verso la fine di questo post due giorni fa scrivevo che, according to the known figures, every 100 people killed, “the genocidal State slaughtered an average number of 83 innocents in order to eliminate 17 members of the Resistance”. La statistica si rivela congrua se messa in relazione con vari report, tra cui questo articolo di ‘Euro-Med Human Rights Monitor’ del 28 aprile 2025: https://euromedmonitor.org/en/article/6699/Israel-wipes-out-entire-families-in-Gaza;-over-94-percent-of-last-week%E2%80%99s-victims-were-civilians

Ne riporto qui di seguito la traduzione fatta da La Zona Grigia lo scorso anno: Continua a leggere

#memory _ Oct., 2025: “Israeli Soldiers Torched Food, Homes, and a Critical Sewage Treatment Plant in the Wake of Ceasefire Announcement”

«Soldiers called the mass arson of Gaza City their “final touches.

«In the immediate aftermath of Donald Trump’s announcement on Thursday that both Hamas and Israel had signed off on an agreement to stop the fighting, the Israeli military launched an arson spree, setting fire to civilian infrastructure, including the destruction of an essential sanitation plant in Gaza City. After publication, the Israel Defense Forces told Drop Site it “is aware of the incident and it is being reviewed.”
«The destruction of Palestinian structures following the departure of soldiers who had used them as temporary bases has been a hallmark of Israel’s approach to Gaza for two years. In July, Israeli reporter Yuval Abraham collected testimonies from soldiers describing a myriad of arson methods. “Every Arab house we entered had olive oil […] We poured the oil on the sofas, on anything flammable in the apartment, and then we ignited [it] or threw in a smoke grenade. This was a common practice,” one of them described.»

Full text here: https://www.dropsitenews.com/p/israel-idf-soldiers-set-fire-food-homes-sewage-treatment-plan-after-ceasefire-announced

Arson in Sheikh Radwan, Oct 2025 [source: DropSiteNews]

Arson in Sheikh Radwan, Oct 2025 [source: DropSiteNews]

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#memory _ Nov., 2025, ‘Middle East Monitor’: “A devastating new study has found that more than 112,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip”

«A devastating new study has found that more than 112,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip since Israel launched its assault in October 2023. This figure, drawn from the most extensive demographic analysis conducted to date, far exceeds the official death toll and reveals a pattern of killing that researchers say mirrors past genocides documented by the United Nations.
«The study, carried out by researchers at the Max Planck Institute for Demographic Research in Germany and the Centre for Demographic Studies Spain, was published in the peer-reviewed journal ‘Population Health Metrics’. The researchers estimate that between 99,997 and 125,915 Palestinians died in Gaza between 7 October 2023 and 6 October 2025, with a median estimate of 112,069.
«The findings are based on a wide range of data sources, including hospital records, household surveys and public death notices, and take into account the thousands of unregistered deaths caused by families being buried under rubble or unable to reach medical care.»
[…]

Read the whole text here: https://www.middleeastmonitor.com/20251126-with-over-112000-killed-new-study-links-gazas-massacre-to-past-genocides/

The Max Planck Institute: https://www.mpg.de/25778228/1125-defo-gaza-study-reveals-unprecedented-losses-of-life-and-life-expectancy-154642-x

Previously, in July 2024, ‘The Lancet’ had suggested that «it is not implausible to estimate that up to 186, 000 or even more deaths could be attributable to the current conflict in Gaza»: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext

MEM: «the true death toll of the Gaza conflict could be over 186,000, accounting for 8 per cent of Gaza’s population»: https://www.middleeastmonitor.com/20251126-with-over-112000-killed-new-study-links-gazas-massacre-to-past-genocides/

Maybe the more accurate article on the topic is this one, by Daniel Tester (Feb. 25th, 2026): https://www.middleeasteye.net/explainers/genocide-gaza-how-many-palestinians-did-israel-kill

It also reveals that «in August 2025, +972 Magazine reported figures from a classified Israeli military intelligence database [saying] that fewer than 9,000 Palestinian fatalities had been identified as alleged Hamas fighters. / At that time, the ministry in Gaza had recorded at least 53,000 fatalities, suggesting that 46,000 – or 83 percent – of those Palestinians killed were civilians.»

This, to me, means that –every 100 individuals– the genocidal State slaughtered an average number of 83 innocents in order to eliminate 17 members of the Resistance.

*

(About the fact that –already in 2024– the numbers were «a small slice of the overall picture of human suffering»: https://data.techforpalestine.org/updates/gaza-ministry-casualty-context/)

Da ‘PagineEsteri’: Record storico per l’export militare israeliano: merito delle armi “testate in battaglia”

da ‘Pagine Esteri’ (2 giu. 2026)
un articolo agghiacciante su
uno dei motivi del genocidio: testare
sulle popolazioni le armi israeliane.

[…]
Tel Aviv annuncia risultati operativi senza precedenti che hanno quadruplicato il volume d’affari in un decennio, trasformando l’esperienza bellica a Gaza e in Libano in una spinta economica da record per l’export nazionale.

Un’analisi dettagliata dei dati rivela che i settori trainanti sono stati i sistemi missilistici, i razzi e le tecnologie di difesa aerea, che da soli hanno costituito il 29% dell’intero volume d’affari del 2025. La natura dei contratti siglati evidenzia inoltre una predilezione per operazioni su vasta scala: oltre la metà degli accordi (il 53%) è composta da quelli che il Ministero definisce “mega-affari”, ovvero transazioni con un valore unitario superiore ai 100 milioni di dollari.
Il successo commerciale è indissolubilmente legato alla “dimostrazione di efficacia” sul campo, ossia sugli attacchi, le distruzioni e gli assassinii compiuti a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Iran e in Yemen. 
[…]

Qui l’articolo completo: https://pagineesteri.it/2026/06/02/mondo/record-storico-per-lexport-militare-israeliano-merito-delle-armi-testate-in-battaglia/

Stephen Prager: “Bezalel Smotrich, ministro delle finanze israeliano di estrema destra, risponde al mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale annunciando altri crimini di guerra”

Stephen Prager
da https://www.commondreams.org/news/smotrich-icc-warrant
19 maggio 2026
traduzione italiana: La Zona Grigia (su fb)

Il Ministro delle Finanze di estrema destra ha annunciato che, in risposta alla richiesta di mandato d’arresto per l’espulsione forzata di palestinesi, avrebbe ordinato l’evacuazione di un altro villaggio in Cisgiordania.

Il Ministro delle finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha dichiarato martedì che il Procuratore della Corte Penale Internazionale ha richiesto un mandato d’arresto nei suoi confronti, presumibilmente in risposta all’espulsione forzata illegale di migliaia di palestinesi dalla Cisgiordania.
Ha affermato di voler “contrattaccare” emettendo un ordine di sfratto forzato per centinaia di altri palestinesi dalle loro case in Cisgiordania.
Durante una conferenza stampa, Smotrich ha dichiarato di essere stato informato lunedì sera che il procuratore della Corte Penale Internazionale aveva segretamente richiesto un mandato di arresto nei suoi confronti per aprile. Un mandato formale non è stato ancora emesso dalla Corte e le accuse ufficiali non sono state ancora rese pubbliche.
Lo scorso anno il Wall Street Journal ha riportato che il Procuratore stava valutando la possibilità di richiedere un mandato d’arresto contro Smotrich per il suo ruolo nell’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che la Corte Internazionale di Giustizia ha giudicato nel luglio 2024 una violazione delle Convenzioni di Ginevra, in quanto comportava lo sfollamento forzato di residenti nei Territori Palestinesi Occupati.
Il Procuratore della Corte Penale Internazionale si stava anche preparando a emettere un mandato d’arresto contro un altro politico di estrema destra legato ai coloni, il Ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, sebbene non vi siano ancora notizie che confermino l’emissione di tale mandato.
La Corte Penale Internazionale ha già emesso mandati d’arresto per il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant per Crimini di Guerra e Crimini Contro l’Umanità a Gaza.
In risposta alla richiesta di mandato d’arresto per quello che la Corte Penale Internazionale considera un Crimine di Guerra, Smotrich ha celebrato la Pulizia Etnica in corso contro i palestinesi in Cisgiordania. Si è vantato di aver creato “oltre 100 nuovi insediamenti” nel territorio occupato e “160 avamposti agricoli”, che a suo dire hanno permesso a Israele di controllare 247.000 acri di terra nel territorio.
Le Nazioni Unite hanno riferito a marzo che, nell’ultimo anno, oltre 36.000 palestinesi in Cisgiordania sono stati sfollati con la forza a causa dell’espansione degli insediamenti e delle violenze commesse dai coloni israeliani.
Smotrich ha affermato che l’emissione di mandati d’arresto da parte della Corte nei suoi confronti e nei confronti di altri dirigenti israeliani rappresenta una “dichiarazione di guerra” e ha dichiarato: “Risponderemo con la guerra”.
“Da oggi, ogni obiettivo economico o di altro tipo che rientri nella mia autorità di colpire, sia come Ministro delle Finanze che come Ministro della Difesa, sarà attaccato. Non con parole o stratagemmi, ma con i fatti”, ha affermato.
“Annuncio qui e ora il primo obiettivo che verrà attaccato: subito dopo il mio intervento, firmeremo un ordine di evacuazione per Khan al-Ahmar”, ha aggiunto.
Si riferiva a un villaggio beduino palestinese di circa 200 abitanti alla periferia orientale di Gerusalemme, che da anni combatte una battaglia legale contro il governo israeliano in seguito all’ordine di Ben-Gvir di demolirlo per far posto a un insediamento.
Il territorio è particolarmente importante perché collegherebbe due importanti insediamenti di Gerusalemme Est con la Valle del Giordano, nell’ambito del progetto israeliano E1, che mira a costruire insediamenti in modo da dividere in due le aree palestinesi della Cisgiordania.
Smotrich, che ha guidato il progetto E1, ha dichiarato l’anno scorso che la proposta “seppellisce l’idea di uno Stato Palestinese perché non c’è nulla da riconoscere e nessuno da riconoscere”.
Martedì, Smotrich ha affermato che il suo ordine di evacuazione dei palestinesi da Khan al-Ahmar sarebbe stato “solo l’inizio” della sua risposta alla richiesta di mandato d’arresto.
Jasper Nathaniel, giornalista americano che opera in Cisgiordania, ha spiegato che “Smotrich ha appena annunciato ufficialmente la Pulizia Etnica di un villaggio palestinese in risposta al mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei suoi confronti”.
Gli osservatori hanno sottolineato l’audacia della dichiarazione di Smotrich di fronte a un tribunale internazionale.
Adil Haque, professore di Diritto all’Università Rutgers e direttore editoriale della rivista quotidiana di diritto e politica digitale, editorialmente indipendente e apartitica, ospitata presso il Centro per il Diritto e la Sicurezza Reiss di New York, Just Security, ha evidenziato la notevole ironia: “L’ufficio del procuratore della Corte Penale Internazionale avrebbe richiesto un mandato di arresto per i suoi Crimini di Guerra, e lui ne annuncia uno nuovo”.
Insieme a Ben-Gvir, Smotrich è stato sanzionato lo scorso anno da cinque Paesi, Australia, Canada, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito, che hanno imposto loro divieti di viaggio e congelamento dei beni.
Ori Goldberg, esperto israeliano di studi sul Medio Oriente, ha affermato che le sanzioni internazionali contro Smotrich dovrebbero essere ancora più severe dopo che questi ha annunciato “una violazione del Diritto Internazionale quanto più grave possibile”.
“Rendete pubblici i mandati. Sanzionate quest’uomo e chiunque altro ne paghi il conto. La dirigenza dell’Unione Europea dovrebbe smetterla di rendersi ridicola mentre il mondo è a pezzi”, ha detto. “Fate vedere agli israeliani che il gioco è finito”.

 

Tutti colpevoli / Alfredo Facchini. 2025

Alfredo Facchini (da un post su fb)

C’è un vizio comodo, tutto occidentale, soprattutto di un certo progressismo sionista, nel dipingere Benjamin Netanyahu come l’eccezione. L’estremista. Il falco. Il mostro che ha infangato l’onore di Israele.

Ma questa è una menzogna storica. Netanyahu è solo l’ultimo anello di una catena. Una comoda autoassoluzione per chi vuole difendere l’indifendibile, salvare l’immagine “progressista” di uno Stato nato – e cresciuto – sul disastro altrui.

La verità è che la Nakba del 1948 l’ha orchestrata David Ben Gurion, il padre fondatore dello Stato di Israele.

David Ben Gurion leader del sionismo socialista, fondatore del partito Mapai.

Fu lui a dirigere l’espulsione sistematica di 750.000 palestinesi. Fu il suo governo provvisorio a distruggere oltre 400 villaggi, a varare le leggi che vietavano il ritorno dei rifugiati, a confiscare ogni bene lasciato indietro da chi scappava dalle bombe, dalle milizie, dai massacri.

La Haganah, l’Irgun, il Lehi – i semi dello Stato ebraico – agivano sotto il suo sguardo vigile. E le fosse comuni di Deir Yassin, Lydda, Tantura sono macchie indelebili.

Memorizziamo. La Nakba non fu un incidente: fu un progetto. Tra il 1947 e il 1949, sotto le bombe e i bulldozer del nascente Stato di Israele, 750.000 palestinesi vennero cacciati o costretti a fuggire. 15.000 palestinesi furono uccisi, spesso a freddo, nei villaggi massacrati e poi cancellati dalle mappe.

Quindicimila morti. L’equivalente di quindici 7 ottobre.

Non è stato Netanyahu a scrivere la frase “i vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno”. L’ha detta Ben Gurion.

La colonizzazione della Palestina è il DNA costitutivo di Israele. Non è la deriva “illiberale” degli ultimi governi. È l’architettura originaria, disegnata da una sinistra sionista che, tra un proclama umanitario e l’altro, inghiottiva la terra degli altri un villaggio alla volta.

Netanyahu è un criminale sociopatico, sì. Ma non è un’anomalia. È continuità. È coerenza. È l’effetto prevedibile di un progetto politico fondato sull’espulsione, sulla cancellazione dell’altro, sull’apartheid.

Il vero mito da distruggere è quello dell’Israele buono che c’era “prima”. Quello che si difendeva, che cercava la pace, che solo oggi si sarebbe perso.

Quel mito è una coperta corta. E sporca.

Non c’è pace possibile senza verità. E la verità è che la violenza coloniale non inizia con Netanyahu. Inizia con la fondazione dello Stato stesso. Netanyahu non è la malattia: è il sintomo. Il corpo è malato da molto prima. Da sempre.

Alfredo Facchini