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l’italia come volontà e rappresentazione / differx. 2024 [12 luglio]

di fatto (e per tanti aspetti già da prima del 1994) l’italia della pasta alla puttanesca, del poppulismo, del razzismo omicida, della voglia di schiacciare, del neofascismo rivendicato, delle discriminazioni di genere (anche letterario), del conflitto d’interessi (anche in poesia), del patriarcato, del familismo, della bustarelletta, delle piccole vendette lombarde, della mafia, che bell ‘o cafè, della collusione istituzionale, delle manganellate, di Genova 2001, di sharm el-sheikh, dell’insignificanza culturale, dell’insignificanza internazionale, della svendita di spazi pubblici, della sostituzione del privato (mafioso) al pubblico (perfino quello familista), dei patrioti filonazisti, del cantautorame, del romanesco di governo, degli insulti alla Costituzione, del sionismo macellaio, dello sdoganamento del puzzone, della cultura dello stupro, della furbetteria, del cattolicesimo a serramanico, del confessionale, della distruzione della scuola (pubblica) e della sanità (repetita…), oltre che dell’ecosistema e del patrimonio archeologico in vacca, l’italia vaticana, l’italia dei premi letterari e dei festival della salsiccia de sinissra, dei laureati all’estero e degli asini in parlamento, dei direttori di bancarotte più che di banche, l’italia dei pluripregiudicati in trionfo in politica, dei cani microfonati, delle tv bagagline, dei culi parlanti, della rai che vedrai, l’italia delle leggi ritagliate sulla sagoma del legislatore, delle lingue di giornalista, dei padroncini mannari, dei caporali e dei sergenti, è giusto ma direi è giustissimo che abbia il suo aeroporto dedicato.

sul decreto nordio e la situazione nelle carceri: patrizio gonnella sul “manifesto”, oggi

Il sovraffollamento carcerario non è una calamità naturale. È l’esito di scelte politiche repressive e illiberali. Nordio presentando il decreto legge in materia penitenziaria ha detto che non è colpa del governo se le carceri si riempiono di detenuti. Non è vero.

Il sovraffollamento è il prodotto di politiche proibizioniste e repressive che vanno a colpire i più vulnerabili. Un sovraffollamento che andrà a crescere se mai dovesse essere approvato un altro provvedimento del governo che prevede in sequenza: carcere per chi protesta con il proprio corpo; carcere per chi disobbedisce alle leggi; carcere per gli occupanti di case; carcere per chi scarica materiale esplosivo dal web; carcere per le donne detenute in stato di gravidanza o con un bimbo molto piccolo; tanto carcere per chi protesta in galera con manifestazioni nonviolente di resistenza passiva. È questo, in sintesi, il contenuto del pacchetto sicurezza voluto dal governo che l’Osce ha definito un rischio per lo Stato di diritto. È in discussione alla camera dei deputati, e se dovesse essere approvato senza modifiche, ci farà tornare indietro di cento anni, ossia ai tempi di Rocco e Mussolini. Continua a leggere

il disastro è verticale

Per certi aspetti credo che il collasso intellettuale, culturale, economico e politico italiano abbia un suo meraviglioso riflesso nella moltiplicazione dei festival e dei premi letterari. Non so perché ma ho questa netta impressione: di stupide piastrine che si affollano dove lo squarcio è ormai insanabile.

Pensiamo solo alle telecomunicazioni, al disastro assoluto attuale/imminente: https://slowforward.net/2024/07/07/23-milioni-di-chilometri-di-cavi-in-rame-e-fibra-ottica-italiani-diventeranno-di-proprieta-statunitense/
O a chi decreta di intitolare un aereoporto a un bancarottiere amico dei mafiosi.
O a chi vuole rendere “facoltativi” certi vaccini essenziali (https://mastodon.uno/@il_minga/112743693141316032)

i danni culturali del governo attuale

quasi ogni parola che esce dalle fauci del rondone, insediato non a caso da questo governo, è disprezzabile: https://www.tempi.it/rondoni-poeta-800-anni-san-francesco/

insomma. fasci, ciellini e rondoni mettono le mani su san francesco.
il vaticano ha qualcosa da ridire? staremo a vedere. (facilmente, no).

qui di séguito il papello sui soldi: https://cultura.gov.it/comunicato/25316

#vaticano #ciellini #mortedisanfrancesco #cattolicesimointegralista #sanfrancesco #rondoni #integralismo #provita #lgtbq+

Costituire e ampliare reti sociali indipendenti

INSISTO, anche sulla scorta del continuo #shadowbanning / #censura che i social generalisti operano nei confronti delle notizie dal medio oriente e ovviamente dalla #Palestina: è pressoché indispensabile e sicuramente URGENTE costituire e ampliare #comunità online e #retisociali altrove, direi soprattutto su #Mastodon e #Telegram, che al momento sembrano raccogliere il maggioor numero di #partecipanti (basta con ‘sti **zzo di “utenti“, non siamo #utenti manco per il ****o). di sicuro, se volete, trovate me (e molti altri) qui: https://mastodon.uno/@differx o qui: https://bsky.app/profile/differx.bsky.social o ancora qui: https://t.me/slowforward  * non è impossibile creare situazioni collettive di condivisione di informazioni politiche, aggiornamenti, ricostruzioni storiche, materiali sperimentali, #scritturadiricerca, testi inclassificabili, oggetti letterari (o visivi, o musicali) non identificati, #artedeviante / #deviantart, verbo-visual stuff, #glitch, scritture asemiche / #asemicwriting — eccetera.
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Il canale telegram di slowforward

https://t.me/slowforward

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#scritturadiricerca

#scritturediricerca

#experimentalwriting

#glitch

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#installance

#materialiverbovisivi

#asemicwriting

#improvisedmusic

#palestine

#palestina

#antifascism

#antifascismo

#antifa

Bologna, 17-18-19 maggio: festival 7 di DeriveApprodi

➻ Il festival organizzato dalla casa editrice DeriveApprodi, in collaborazione con la rivista Machina e la libreria Punto Input, arriva alla sua settima edizione.

  • >> Il decennio in cui il «post» è diventato fine della storia. Prima Thatcher aveva decretato che non esiste la società, esistono solo gli individui. Ora, un consigliere di corte americano annuncia che il destino ineluttabile di tutti gli individui del mondo è la società capitalistica. Il passato è scomparso, scordatevi il futuro: godetevi un eterno presente, privo di radici e prospettive, senza possibilità di modificarlo. Invece la storia non è mai finita. Gli anni Novanta vivono tra guerra, globalizzazione e nuovi movimenti, tra lavoro autonomo, flessibile e precario, tra femminilizzazione del linguaggio e nuovi femminismi, tra migrazioni di massa e rivolte urbane, tra berlusconismo e leghismo, tra «rivoluzione» informatica e crisi della fantascienza, tra musica e satira, tra Tarantino e Virilio, tra iperindustrializzazione del calcio e della pornografia, tra impresa sociale e centri sociali. Gli anni Novanta vivono di contraddizioni, salti in avanti e indietro, aperture e chiusure. Un decennio da studiare e da ripercorrere, per trovare lì la radice dei problemi aperti del presente.
  • >> Di seguito il programma:

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pasquale polidori, 2023: “utilissimo e pratico questo libretto da imparare a memoria…” (vero metodo…)

Video 2023 di Pasquale Polidori sul libro di Marco Giovenale, Vero metodo per la cernita dei poeti (Edizioni Volatili, 2023, con partiture visive di Giuditta Chiaraluce).

Il post di PP:
https://www.facebook.com/watch/?v=5971590182969913&rdid=lIbiFQgeWBzxsAea

Utilissimo e pratico questo libretto da imparare a memoria. (Poi in casa ci sono: la salvia, la fragola, il timo, il rosmarino e la salvia symbol.)

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premesse e conseguenze (e riparazioni) di un genocidio

se le premesse remote sono le menzogne che si leggono qui sotto evidenziate in rosso, si capisce bene come il sionismo abbia praticato e pratichi, e giustifichi, l’apartheid, la pulizia etnica e infine il genocidio dei Palestinesi:
                 

«Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono.» (Golda Meir, dichiarazione a The Sunday Times, 15 giugno 1969)

«Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.» (Golda Meir, 8 marzo 1969)

«A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dire come pensano di prendersi questa responsabilità, se sono interessati allo stato d’Israele. È bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada» (Golda Meir, 1961, discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961)

«Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità» (Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971)

il genocidio inizia con l’abbassamento e la negazione dell’altro, e/o con l’auto-conferimento di un ruolo speciale nella storia, anzi sopra e oltre la storia.

spesso in questo innalzamento viene chiamato in causa un dio.

per israele i due vizi, addirittura, si sommano.

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video della ‘finestra di antonio syxty’ (‘club del libro’) dedicata a “noi” di alessandro broggi

La Finestra di Antonio Syxty – per il Club del Libro – presenta con Chiara De Caprio e Carmen Gallo NOI, di Alessandro Broggi, edito da Tic edizioni nel 2021 nella collana UltraChapBook.

Alessandro Broggi (1973). Principali pubblicazioni: Avventure minime (Transeuropa, 2014), Protocolli / Protocoles (Benway Series Fogli, 2014), coffee-table book (Transeuropa, 2011), Antologia (in AAVV, Prosa in prosa, Le Lettere, 2009, poi Tic Edizioni, 2020); ha co-diretto la webzine letteraria ‘L’Ulisse’ e ha scritto, tra gli altri, su ‘Nazione Indiana’, ‘GAMMM’ e ‘Punto Critico’, blog collettivi di cui è stato redattore (‘Nazione Indiana’) o co-fondatore.

Il libro:
https://ticedizioni.com/collections/ultrachapbooks/products/noi-broggi

Eleonora, Maurizio, Norberto e Tania abbandonano il mondo civilizzato a causa dell’eccesso di informazioni. Decidono di trasferirsi nei boschi, per un esperimento esistenziale che li vede fuggire dall’universo segnico e dalle sue insostenibili interpretazioni.

Il racconto si configura come un diario di viaggio in cui si riportano le loro azioni, i pensieri, le impressioni e le scoperte: una quotidianità fatta di gesti tanto rassicuranti quanto essenziali per la sopravvivenza, in un ambiente ostile che saprà mostrare la sua faccia più spietata.

oggi, domenica 18, h. 18: dialogo sugli spazi indipendenti @ ‘nuovi pendodeliri’, podcast di antonio pavolini

Antonio Pavolini, Fabio Benincasa e il sottoscritto si troveranno in audiodialogo circolare, online, sul canale telegram nuovi pendodeliri, di Antonio Pavolini, OGGI, domenica 18 febbraio, alle ore 18, per parlare di microstrutture culturali, spazi indipendenti, uso etico di internet, e quindi – in fondo – di zone temporaneamente autonome. (Anche non temporaneamente, magari. Anche perennemente). (Grosso modo).

Dunque sintonizzatevi su https://t.me/pendodeliri oggi pomeriggio alle 18, oltre a iscrivervi ai medesimi pendodeliri (a prescindere) e a ordinare & leggere il libro – strettamente legato al dialogo – Stiamo sprecando internet.