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“L’operazione Melania si distingue per l’appariscenza della corruzione”

Luca Celada, dal “manifesto“,
28 gen. 2026

Sabato, la sera del giorno in cui i commando di Ice hanno giustiziato Alex Pretti sulle strade di Minneapolis, la Casa bianca ha invitato 70 “vip” per una proiezione-ricevimento di Melania, il “documentario” su Melania Trump. Fra i fortunati invitati ad applaudire la first lady c’erano Tim Cook, Ceo di Apple, Lynn Martin, direttrice della borsa di New York, Lisa Su della Advanced Micro Devices, Larry Culp della General Electric, il guru “motivazionale” Tony Robbins, Erika Kirk (vedova di Charlie Kirk), la regina Rania di Giordania e Virginia Agnelli (figlia di Giovannino e nipote di Gianni Agnelli).

GLI ADULATORI riuniti hanno festeggiato con una torta recante il nome della signora Trump ed hanno posato per foto ricordo sulla postazione appositamente allestita. Una foto di gruppo che ha ritratto in modo particolarmente stridente lo scollamento fra l’oligarchia in orbita Trump e l’atmosfera drammatica che si respira nel paese reale.

Il “documentario” in oggetto è quello prodotto da Amazon Studios → continua qui

Luca Celada sulla situazione in USA (dalla newsletter del lunedì del ‘manifesto’)

Luca Celada

Nell’ottobre del 2024, ricordava mercoledì sul Guardian Claire Finkelstein, il Centro per l’etica e lo stato di diritto dell’Università del Pennsylvania (Cerl), ha simulato con una commissione di accademici e ufficiali militari gli eventi che potrebbero portare a una guerra civile in Usa. Continua a leggere

Iain Chambers per la newsletter del ‘manifesto’: distruzione del diritto, Europa in cenere

Nel settembre del 1847, i soldati americani entrarono a Città del Messico e, l’anno successivo, con il Trattato di Guadalupe Hidalgo, il Messico perse la metà del suo territorio (l’odierno Texas, il Nuovo Messico, l’Utah, il Colorado, l’Arizona e la California) a favore del suo potente vicino, che traeva profitto dal cotone prodotto dagli schiavi e inviato alle fabbriche tessili di Manchester che guidavano la rivoluzione industriale oltreoceano. Continua a leggere

“Leoncavallo, i giorni dello sgombero” / Alberto Grifi, Paola Pannicelli + Collettivo Video csoa Leoncavallo

 

Leoncavallo, i giorni dello sgombero

dalla pagina su youtube: Continua a leggere

L’offensiva a Gaza non è mai terminata. Un articolo di Chiara Cruciati, nella newsletter del ‘manifesto’, 1 dic. 2025

Chiara Cruciati

Senza pietà. Tally Gotliv, deputata del Likud, il partito del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, lo ha ripetuto tre volte in diretta tv. Voleva che il messaggio fosse chiaro, implacabile come il tono della sua voce in crescendo: «Non abbiamo più ostaggi e, con gli ultimi tre corpi in rientro, non dobbiamo più essere precisi. Possiamo attaccare senza pietà, senza pietà, senza pietà».

Non serviva Tally Gotliv a comunicarci che l’offensiva israeliana a Gaza non è mai terminata, ma parole come le sue sono utili a comprendere cosa ha mosso e cosa muove le autorità israeliane da 25 mesi e ottant’anni a questa parte: la supremazia sulla terra, volta alla sua definitiva conquista, passa per la disumanizzazione di chi si considera alieno e immeritevole, appunto, di pietà. Se mai venissero ascoltate da questa parte del mare, quelle parole dovrebbero servire a risvegliare coscienze già assopite. Continua a leggere

Chiara Cruciati sul “manifesto”: La «giustizia» di Netanyahu e l’abbraccio all’ultradestra

Chiara Cruciati sul “manifesto”:
La «giustizia» di Netanyahu e l’abbraccio all’ultradestra

israele: Passa la riforma che sottopone la magistratura al potere politico mentre israele accoglie sovranisti e neonazisti di mezzo mondo. Da LePen a Orbán, da Vox a Wilders. E ora Tel Aviv apre anche ai tedeschi di Afd

https://ilmanifesto.it/la-giustizia-di-netanyahu-e-labbraccio-allultradestra

“«Abbiamo reso di nuovo cool essere pro-Israele». Parola di Matt Schlapp, presidente dell’American Conservative Union, l’organizzazione che gestisce la Conservative Political Action Conference statunitense. Uno che appena il mese scorso discuteva con Fratelli d’Italia per portare la sua convention a queste latitudini, dopo averla condotta in tournée nell’Ungheria di Orbán.

Da un po’ di tempo la Cpac, inaugurata nel 1974 da Ronald Reagan, è diventata un punto di riferimento delle ultradestre globali e delle loro motoseghe. Tanto a destra da suscitare un putiferio quando […]” –> continua qui: https://ilmanifesto.it/la-giustizia-di-netanyahu-e-labbraccio-allultradestra

suprematismo bianco in edicola

dal “manifesto”

“Per l’estate 2025 il gruppo editoriale di Maurizio Belpietro ha deciso di portare sotto gli ombrelloni degli italiani non la ristampa di un grande serie di romanzi gialli, tantomeno un instant book sui temi del momento, ma di lanciare in edicola un misconosciuto romanzo degli anni Settanta che è un cult per l’estrema destra razzista di tutto il mondo.
[…]
In Italia fino a ieri chi voleva leggerlo poteva acquistarlo presso le Edizioni di Ar di Franco Freda, in buona compagnia con i grandi classici del nazismo e la più varia pubblicistica neofascista (gli intenditori possono pescare anche una raccolta di articoli dell’attuale direttore della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco). Oggi può comprarlo dal giornalaio, pubblicizzato con il grido «un capolavoro politicamente scorretto che ha previsto il fenomeno dell’immigrazione di massa»”.

di che si tratta?
l’articolo di Valerio Renzi qui:
https://ilmanifesto.it/sostituzione-etnica-il-libro-cult-della-destra-in-edicola

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“palestina, l’isola che non c’è” – editoriale di alberto negri sul ‘manifesto’


https://ilmanifesto.it/palestina-lisola-che-non-ce

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Alessandro Portelli, sui numeri del genocidio a Gaza (articolo di oggi sul ‘manifesto’)

Alessandro Portelli

Il 12 maggio 1996, a un intervistatore televisivo che le chiedeva se mezzo milione di bambini morti in Iraq fossero un prezzo che valeva la pena pagare, Madeleine Albright – ambasciatrice degli Stati uniti all’Onu e segretaria di stato durante la guerra in Iraq – rispose: «È una scelta difficile ma pensiamo che fosse un prezzo che valeva la pena».

Il 10 agosto scorso, Kamala Harris – prossima, speriamo, presidente degli Stati uniti – ha detto che i civili uccisi a Gaza sono «far too many», davvero troppi. In modo più confuso e ambiguo, anche il presidente uscente Joe Biden ha detto la stessa cosa nel suo discorso alla convention democratica a Chicago. Continua a leggere