i #poeti hanno occhio a non cascare giù dal #palco
https://noblogo.org/differx/occhio-al-palco-e-montato-bene
(una notilla di qualche giorno fa)
i #poeti hanno occhio a non cascare giù dal #palco
https://noblogo.org/differx/occhio-al-palco-e-montato-bene
(una notilla di qualche giorno fa)
Questo post è del 2022, ma era rimasto in bozze qui su differx/noblogs. Lo dono oro al collettivo scandalo e alla generale riprovazione:
Che la poesia italiana contemporanea inizi nel 1968, che il 1961 non sia nemmeno preso in considerazione; che si riesca a non menzionare nemmeno per errore (né persino come errore) la neoavanguardia; che gli anni Settanta debbano essere liquidati come drogati sbarazzini e suicidarii tacendo uscite notevoli tanto presso Feltrinelli che presso altri editori; che Mondadori debba essere presa sul serio quale Specchio di virtù invece che (come di fatto è diventata da decenni) un locus amoenus di pastorellerie della domenica, mi sembrano elementi su cui allibire più che riflettere.
E cosa dice la didascalia su YouTube?
Ecco (sottolineature mie):
Quando si parla di poesia contemporanea, individuare un canone, delle filiere, una gerarchia è difficile. I poeti sono molti, scrivono tutto e il contrario di tutto. Abbiamo cercato di fare il punto con Andrea Afribo, docente del dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’università di Padova
Servizio di Monica Panetto
Riprese, montaggio e animazioni di Elisa Speronello
se uno vuole un esempio del disastro estetico in italia, applicabile pari pari alla poesia, può vedere questo video: https://www.facebook.com/share/r/1BYuFRN2Cn/
una fatica della madonna, quintali di materiale da togliere, per arrivare al kitsch. ma non faceva prima, questo apprezzato scultore, a comprare qualcosa del genere dai cinesi?
ma non fanno prima, i poeti italiani, a dedicarsi alle coreografie della tv di stato?
su itpoetry.org, una pagina per #CorradoCosta : https://itpoetry.org/authors/costa-corrado/
da un’idea di sito/wunderkammer di Luigi Ballerini e Fabrizio Bondi
che verrà presentata online il 15 ottobre:
https://slowforward.net/2025/10/11/15-ottobre-october-15th-an-online-meeting-about-a-wunderkammer-of-contemporary-italian-poetry/
#poesiaitaliana #poesiaitalianacontemporanea #traduzione
Video 2023 di Pasquale Polidori sul libro di Marco Giovenale, Vero metodo per la cernita dei poeti (Edizioni Volatili, 2023, con partiture visive di Giuditta Chiaraluce).
Il post di PP:
https://www.facebook.com/watch/?v=5971590182969913&rdid=lIbiFQgeWBzxsAea
Utilissimo e pratico questo libretto da imparare a memoria. (Poi in casa ci sono: la salvia, la fragola, il timo, il rosmarino e la salvia symbol.)
Oggi come tutti gli anni si inaugura il nuovo 1957 della poesia italiana: buon eterno ritorno!
Eccoci di nuovo nell’invariabile 1957 della poesia italiana, con Pasolini da una parte e Sanguineti dall’altra. Carosello qui: https://t.ly/C10y
(In verità alcuni autori continuano a scrivere come nel 1911 o come negli anni Trenta, ma il celebre principio illuminista noto come “tolleranza del monnezzone” ci spinge felicemente a mettere anche costoro nello scatolo con su scritto “Poesia”, maiuscolo)
#poesiaitaliana
#poesiaitalianacontemporanea
#pasolini
#sanguineti

1) ma i poeti civilissimi e assai generazionali? l’impegno? dove stanno? non necessariamente in poesia, anche solo in piazza o su facebook. chissà. si saranno accorti che è in corso un genocidio? fino a poche settimane fa incartavano o guardavano incartare la doggy bag dei punti allo StregaPoesia. staranno partecipando ad altri premi?
2) ma si parla ancora del male del colonialismo, vero? cioè: ci sono gli studi decoloniali, post-coloniali, sì? e resta vero che gli imperi fanno danni in primis attraverso occupazione e colonizzazione, sì? ecco, per dire… riflettevo così perché i coloni israeliani, mi sembra di capire, si chiamano coloni.


OGGI venerdì, 20 ottobre 2023, alle ore 18:00 – online – in diretta StreamYard sulla pagina FB del CentroScritture si presentano i corsi e le attività della nuova stagione 2023-24, con i primi moduli in partenza il 24 ottobre 2023 per concludersi a giugno 2024.
I curatori racconteranno la storia, la filosofia, le iniziative e il funzionamento del CentroScritture, prima piattaforma interamente dedicata alle scritture poetiche contemporanee.
Oltre alla programmazione didattica, si parlerà dei seminari, gli eventi, le edizioni e i progetti, a comporre il quadro delle attività ormai consolidate in anni di lavoro.
La registrazione resterà disponibile, oltre che sulla pagina Facebook, sul sito e sul canale YouTube.
Insieme al curatore dell’iniziativa, Valerio Massaroni, saranno presenti il coordinatore e docente Marco Giovenale e alcuni allievi, che riporteranno la loro esperienza.
Evento libero e aperto a tutti.
www.centroscritture.it
Questo venerdì, 20 ottobre 2023, alle ore 18:00 – online – in diretta StreamYard sulla pagina FB del CentroScritture si presenteranno i corsi e le attività della nuova stagione 2023-24, con i primi moduli in partenza il 24 ottobre 2023 per concludersi a giugno 2024.
I curatori racconteranno la storia, la filosofia, le iniziative e il funzionamento del CentroScritture, prima piattaforma interamente dedicata alle scritture poetiche contemporanee.
Oltre alla programmazione didattica, si parlerà dei seminari, gli eventi, le edizioni e i progetti, a comporre il quadro delle attività ormai consolidate in anni di lavoro.
La registrazione resterà disponibile, oltre che sulla pagina Facebook, sul sito e sul canale YouTube.
Insieme al curatore dell’iniziativa, Valerio Massaroni, saranno presenti il coordinatore e docente Marco Giovenale e alcuni allievi, che riporteranno la loro esperienza.
Evento libero e aperto a tutti.
www.centroscritture.it
Passati in rassegna i libri di poesia e prosa breve italiana usciti fra il settembre ’17 e l’agosto ’18, occorre intensificare quel che scrive Gianluigi Simonetti nel suo recente La letteratura circostante: non solo pubblicare per la «Bianca» Einaudi o lo «Specchio» Mondadori «non significa più nulla di per sé»: pubblicarvi si avvicina ad essere un chiaro predittore negativo, per lo meno di certe virtù etico-estetiche generali (o di certi «miti modernisti», per metterla con Rosalind Krauss): originalità, respiro, coraggio. Quanto alla «Bianca», vi è sovrarappresentata la poesia di importanti narratori (Bajani, Fois, Scarpa), che forse si crede, o anche è, più vendibile di quella dei poeti-poeti, ma difficilmente supera il buon parergon; altrettanto presente una poesia femminil-autenticistica che si avvia baldanzosa verso la paraletteratura (Rosadini, Dapunt, Airaghi) e si candida così a un distinto sottogenere merceologico; qualche vecchio trombone non manca mai; spicca, nell’arco preciso che consideriamo – altri autori eccellenti escono subito appresso – solamente la nuova tappa di una ricerca coerente e viva, quella di Enrico Testa (Cairn, 2018). Lo «Specchio» non va meglio: fra imbarazzanti novità stavolta maschili (Pellegatta e Vitale) e qualche medietà, ospita una collezione certamente rilevante, quella di Frabotta (Tutte le poesie (1971-2017)) e un Majorino tardivo ma energico (La gioia di vivere, 2018). Sono queste ormai le due uniche collane italiane di grandi editori (anche se Garzanti ritorna ogni tanto alla poesia nella «Biblioteca della Spiga» – quest’anno con Buffoni, La linea del cielo; e Rizzoli ospita il versificio di Guido Catalano, il cui slogan è «formato tascabile, prezzo concorrenziale, senza rinunciare al gusto!»); tutt’attorno un vivace Salon des refusés che ogni giorno di più si fanno orgogliosamente refusants. Quasi solo qui, in varie ambiziose collane, che di piccolo hanno solo il fatturato e il potere commerciale dei benemeriti editori, è dato trovare le migliori novità di quest’anno, con la scomodità – attenuata dal reperimento in rete, accentuata dall’inesistente pubblicità – di doversele andare a capare con specifica tigna e senza guide, fatta salva la propria bolla social e tre o quattro buoni siti.