Archivi categoria: ricostruzioni

la matematica del genocidio in modalità ytalya

notizia su fb: qui

annotazione mia:

evidentemente per l’ytalya 2p < 2c

ovvero 2 palestinesi uccisi valgono meno di 2 carabinieri minacciati.

anzi, diciamo che 200.000p < 2c

ovvero 200mila (stima prudentissima) palestinesi vittime di genocidio valgono meno, per l’ytalya, di 2 carabinieri minacciati.

Luca Celada sulla situazione in USA (dalla newsletter del lunedì del ‘manifesto’)

Luca Celada

Nell’ottobre del 2024, ricordava mercoledì sul Guardian Claire Finkelstein, il Centro per l’etica e lo stato di diritto dell’Università del Pennsylvania (Cerl), ha simulato con una commissione di accademici e ufficiali militari gli eventi che potrebbero portare a una guerra civile in Usa. Continua a leggere

Leoncavallo: “a cinque mesi dallo sgombero”

Leonka, da fb

A CINQUE MESI DALLO SGOMBERO

Siamo rientrat@ in via Watteau per mettere in salvo l’archivio storico che, a causa dell’abbandono dell’area e dell’incuria, rischia di deteriorarsi. Sarà, temporaneamente, ospitato dall’Archivio del Lavoro della CGIL, che ringraziamo per il supporto.

L’area di via Watteau è passata in cinque mesi da spazio vivo, culturale e politico ad area militare e quindi al vuoto. Videocamere e sensori “proteggono” il perimetro, ma all’interno avanzano degrado e silenzio.

La proprietà ha abbandonato l’area. Non è stato fatto alcun lavoro. Alcuna pulizia. Nulla, nemmeno un sacchetto della spazzatura è stato spostato.

Da cinque mesi vige la logica del vuoto, dell’incuria, del deserto.

Di questo dovrebbe rispondere il governo che ha voluto sgomberare il Leoncavallo.

Di questo dovrebbe dire qualcosa la proprietà che invece resta in silenzio anche davanti alle parole del Sindaco di Milano sul futuro dell’area.

Su questo la stessa cittadinanza che si indigna istericamente in nome del decoro dovrebbe e potrebbe dire qualcosa, perché la responsabilità sociale e civile di un’area è un tema che non può essere sepolto sotto la logica dell’interesse del privato.

Sono passati cinque mesi dal 21 agosto, dallo sgombero del Leoncavallo, e sul futuro di via Watteau 7 non c’è idea se non la nostra e quella della città, ovvero che “via Watteau è il Leoncavallo”.

A cinque mesi dallo sgombero si chiude per noi anche la partita di via San Dionigi.

Ciò che resta, invece, è la volontà del Leoncavallo di non rimanere senza casa e di trovare una soluzione permanente e sicura che permetta di riprendere i lavori di creazione di uno spazio pubblico autogestito, ricco di cultura e alternative: uno spazio che possa anche essere stampella tramite mutuo soccorso e solidarietà attiva.

Per noi e per la città che abbiamo visto in piazza il 6 settembre è in via Watteau.

chris gunness: it’s an actual genocide

  • Former UNRWA Chief spokesman Chris Gunness Powerful Speech to the UN

Richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele

Firma e fai firmare questa iniziativa dei cittadini europei: https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home

Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. [1]
Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e… … non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].

Ciononostante, l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l’UE e quello stato.

I cittadini dell’UE non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità.

Si invita pertanto la Commissione a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele.

_____________________________

[1] Servizio europeo per l’azione esterna, nota dell’Ufficio del rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da

[2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 https://www.icj-cij.org/node/203447


Pagina web dell’iniziativa nel registro della Commissione europea: https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000005

Sito web della proposta d’iniziativa dei cittadini: https://www.justiceforpalestine.eu/

da fanpage.it: Più di 300 gazawi trasferiti in Sudafrica da una ong fantasma: sono iniziate le deportazioni da Gaza?

Tra ottobre e novembre più di trecento gazawi sono stati trasferiti da Gaza in Sudafrica, dietro le deportazioni c’è la sedicente Ong Al Majd Europe basata a Sheikh Jarrah. Fanpage.it si è recata in loco per ricostruire l’accaduto

A cura di Lidia Ginestra Giuffrida

Due voli, più di 300 persone, una destinazione: Johannesburg. Sono partiti da Israele carichi di gazawi e atterrati uno lo scorso 28 ottobre e l’altro il 13 novembre in Sudafrica. Si tratta di evacuazioni organizzate da una Ong chiamata Al Majd Europe, che come ricostruito da Al Jazeera, in cambio di ingenti somme di denaro avrebbe fatto uscire 329 gazawi dalla Striscia verso “un paese europeo più sicuro”.

Nel paese europeo però i gazawi non sono mai arrivati, perché quei due voli sono atterrati a Johannesburg. Nessuna delle persone deportate, come hanno raccontato alle autorità una volta atterrati in Sudafrica, sapeva dove stava andando ne aveva con sé documenti di viaggio. Secondo alcune inchieste, tra cui di nuovo quella di Al Jazeera, questi voli potrebbero essere parte di un piano di sfollamento forzato dei gazawi, organizzato direttamente dal governo israeliano.

Fanpage.it ha cercato di ricostruire quanto avvenuto su quei due voli e cosa c’è dietro Al Majd Europe:

continua su: https://www.fanpage.it/esteri/piu-di-300-gazawi-trasferiti-in-sudafrica-da-una-ong-fantasma-sono-iniziate-le-deportazioni-da-gaza/

Leon Wystrychowski: the Lemkin Institute for the Prevention of Genocide condemns the persistent efforts by several high-profile German civil society organizations to deny the ongoing genocide in Gaza and to disseminate disinformation and denialist narratives

src: Middle East Monitor

The internationally recognised Lemkin Institute for the Prevention of Genocide has issued severe criticism of Germany. In a statement dated 13th January 2026, it “condemns the persistent efforts by several high-profile German civil society organizations to deny the ongoing genocide in Gaza and to disseminate disinformation and denialist narratives among German political decision-makers.” At the same time, the Institute accuses major German media corporations of having become “the Israeli government’s most loyal mouthpiece”. German policymakers are likewise criticised for turning away from the “international legal order” – an order “that was created in large part due to the horrors it produced”. This refers to Nazi crimes, including the Holocaust against European Jews, the genocide of the Sinti and Roma, and the war of annihilation against the Soviet Union.
The Institute denounces the fact that, in Germany, the reality continues to be denied that Israel has been responsible for a genocide in the Gaza Strip lasting at least two years since 7th October 2023. This criticism is directed not only at governing parties and senior political figures, but also at Germany’s leading media outlets: “Germany’s largest media outlets have abandoned their journalistic responsibilities, threatening critical voices and effectively becoming the Israeli government’s most loyal mouthpiece.”
According to the report, this systematic denial of genocide is driven primarily by political pressure from above as well as by Israeli lobbying and disinformation efforts. The latter are attributed in particular to the Middle East Peace Forum (NAFFO), the Europe Israel Press Association (EIPA), the German-Israeli Society (DIG), and the European Leadership Network (ELNET), including its Forum of Strategic Dialogue (FSD).”

#Opinion by Leon Wystrychowski
https://www.middleeastmonitor.com/20260117-genocide-research-institute-levels-accusations-against-germany/