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La chiusura di Al Jazeera in israele / Giorgio Mascitelli. 2024

La chiusura di Al Jazeera in Israele da parte del governo israeliano è un provvedimento ovvio entro quella logica di potere che guida l’operazione di Gaza, in quanto Al Jazeera è la principale documentatrice delle atrocità commesse dagli israeliani e ha impedito con la sua attività che l’apparato mediatico occidentale ne tacesse; tardivo perché ormai nel mondo è del tutto chiaro quale sia la natura della rappresaglia israeliana contro la popolazione palestinese tenuta prigioniera a Gaza; maldestro perché mette in crisi la narrazione dell’Israele democratica nell’Occidente democratico dal momento che tutte le decisioni sono state prese da un governo di unità nazionale con l’avvallo degli Stati Uniti e dei principali paesi europei. Questo provvedimento è sintomatico di quello che potremmo chiamare la crisi del linguaggio orwelliano del potere americano: come noto, in 1984 il potere che promuove la guerra e l’odio parla sempre di pace e di amore. Ora la falsità di questo linguaggio emerge a occhio nudo, non occorre essere tra i pochi che analizzano in profondità le cose, ma è la narrazione stessa a non potere essere più credibile, Questa a sua volta significa che il potere non ha più spazio di manovra e di mediazione per costruire consenso e diffondere menzogne credibili, ma può reggersi soltanto sul terrore.

presenza accresciuta

Avviso ai naviganti: per ragioni politiche abbastanza evidenti, spero nel tempo di stare molto più qui su noblogs e mastodon che su altre piattaforme, nonostante debba dire che wordpress rimane la piattaforma a mio avviso migliore, e quindi è del tutto impensabile che io lasci slowforward.net, che resta il mio sito principale. Questo, differx.noblogs.org, è però il suo gemello eterozigote, con parecchia indipendenza…

“OGGETTISTICA” su Fahrenheit (Rai RadioTre) oggi h. 16:55 e 17:00

Un brano da OGGETTISTICA oggi a RadioTre Fahrenheit, intorno alle 16:55, e un’intervista sul libro, a cura di Tommaso Giartosio, alle 17:00.

Qui la pagina di TIC Edizioni:
https://ticedizioni.com/products/oggettistica-marco-giovenale

Thx to Graziano Graziani per la cura della registrazione dei brani.

 

Roma, 13 maggio / Napoli, 14 maggio: convegno interateneo “Giornate della Nakba: diritti, informazione, attualità”

programma completo delle due giornate:

Programma del convegno interateneo (Roma e Napoli) "Giornate della Nakba: diritti, informazioni, attualità"

Nella locandina i link Zoom per assistere agli incontri da remoto

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La locandina su altri siti:
https://assoitaliapalestina.it/eventi/convegno-interateneo-giornate-della-nakba-napoli-seconda-giornata/

https://www.assopacepalestina.org/2024/04/26/13-e-14-maggio-convegno-inter-ateneo-universita-la-sapienza-di-roma-e-universita-lorientale-di-napoli-giornate-della-nakba/

https://tempi-moderni.net/2024/04/24/convegno-giornate-della-nakba-diritti-informazione-attualit%C3%A0-13-14-maggio

roma, 13 maggio / napoli, 14 maggio: convegno interateneo “giornate della nakba”

premesse e conseguenze (e riparazioni) di un genocidio

se le premesse remote sono le menzogne che si leggono qui sotto evidenziate in rosso, si capisce bene come il sionismo abbia praticato e pratichi, e giustifichi, l’apartheid, la pulizia etnica e infine il genocidio dei Palestinesi:
                 

«Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono.» (Golda Meir, dichiarazione a The Sunday Times, 15 giugno 1969)

«Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.» (Golda Meir, 8 marzo 1969)

«A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dire come pensano di prendersi questa responsabilità, se sono interessati allo stato d’Israele. È bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada» (Golda Meir, 1961, discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961)

«Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità» (Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971)

il genocidio inizia con l’abbassamento e la negazione dell’altro, e/o con l’auto-conferimento di un ruolo speciale nella storia, anzi sopra e oltre la storia.

spesso in questo innalzamento viene chiamato in causa un dio.

per israele i due vizi, addirittura, si sommano.

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mumia abu jamal agli studenti in lotta

Il prigioniero politico Mumia Abu-Jamal parla all’occupazione CUNY durante una telefonata dal carcere e li esorta a chiedere di più:  “Non è sufficiente chiedere un cessate il fuoco. Che ne dite di questo? Chiedete che cessi l’occupazione! Cessate l’occupazione! Lasciate che questo sia il vostro appello alla battaglia, perché questo è l’appello della storia, di cui tutti voi fate parte. Siete parte di qualcosa di magnanimo, magnifico e che cambia l’anima, la mente, la storia.

Non lasciate andare questo momento. Rendetelo più grande, più massiccio, più potente. Fatelo riecheggiare tra le stelle”.  Ha aggiunto: “Non inchinatevi a coloro che vogliono che voi tacciate. È tempo, proprio ora, questo giorno, questo mese, questo momento, di essere ascoltati. E scuotete la terra affinché il popolo di Gaza, il popolo di Rafah, il popolo della Cisgiordania, il popolo della Palestina, possono sentire la tua solidarietà con loro.”

La folla ha cantato: “Mattone dopo mattone, muro dopo muro, liberate Mumia Abu Jamal!”

Mumia, giornalista ed ex Pantera Nera, è uno dei prigionieri politici più longevi negli Stati Uniti, essendo detenuto da 42 anni. Ha compiuto 70 anni pochi giorni fa.