Archivi categoria: ricostruzioni

Comunicazione multilingue del CRED (Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia) a proposito del 27 gennaio

Il Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia (CRED) celebra il 27 gennaio, giornata della memoria e ottantunesimo anniversario della distruzione del Lager nazifascista di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa vittoriosa. Oggi come ieri siamo contro ogni forma di razzismo e di fascismo e contro ogni genocidio. Respingiamo la vergognosa campagna degli eredi di Hitler e Mussolini e di chiunque altro voglia oggi equiparare antisemitismo, che è una forma di razzismo, e antisionismo che è una legittima critica politica a uno Stato, Israele, che continua a violare ogni tipo di norma internazionale.

The Center for Research and Elaboration for Democracy (CRED marks January 27, the Day of Remembrance and the eighty-first anniversary of the liberation and destruction of the Nazi-Fascist Auschwitz camp by the victorious Red Army. Today, as yesterday, we stand uncompromisingly against all forms of racism and fascism, and against every genocide, wherever and by whomever it is committed. We firmly reject the obscene and revisionist campaign promoted by the heirs of Hitler and Mussolini, and by all those who today attempt to cynically equate antisemitism—an abhorrent and criminal form of racism—with anti-Zionism, which is instead a legitimate and necessary political critique of the State of Israel, a state that persistently and systematically violates international law, human rights, and the most basic principles of justice.
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il controllo suprematista sulle idee comincia dalla scuola

“Azione Studentesca” pensa ai professori di sinistra:

C’è una scuola a Pordenone dove si chiede agli studenti di attivarsi per individuare e schedare gli insegnanti di sinistra. L’iniziativa è partita da un gruppo di ragazzi di Azione studentesca, legati ad ambienti di estrema destra […] —continua su fanpage: https://www.fanpage.it/politica/hai-prof-che-fanno-propaganda-di-sinistra-il-manifesto-di-azione-studentesca-in-un-liceo-di-pordenone/ Continua a leggere

e mo pure ‘a community [post di gennaio 2026 rinnegato il 25 luglio 2026]

bandisco & rinnego assai felicemente et energicamente il post che segue.

occorre degooglizzarsi, altro che community


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la matematica del genocidio in modalità ytalya

notizia su fb: qui

annotazione mia:

evidentemente per l’ytalya 2p < 2c

ovvero 2 palestinesi uccisi valgono meno di 2 carabinieri minacciati.

anzi, diciamo che 200.000p < 2c

ovvero 200mila (stima prudentissima) palestinesi vittime di genocidio valgono meno, per l’ytalya, di 2 carabinieri minacciati.

Luca Celada sulla situazione in USA (dalla newsletter del lunedì del ‘manifesto’)

Luca Celada

Nell’ottobre del 2024, ricordava mercoledì sul Guardian Claire Finkelstein, il Centro per l’etica e lo stato di diritto dell’Università del Pennsylvania (Cerl), ha simulato con una commissione di accademici e ufficiali militari gli eventi che potrebbero portare a una guerra civile in Usa. Continua a leggere

Leoncavallo: “a cinque mesi dallo sgombero”

Leonka, da fb

A CINQUE MESI DALLO SGOMBERO

Siamo rientrat@ in via Watteau per mettere in salvo l’archivio storico che, a causa dell’abbandono dell’area e dell’incuria, rischia di deteriorarsi. Sarà, temporaneamente, ospitato dall’Archivio del Lavoro della CGIL, che ringraziamo per il supporto.

L’area di via Watteau è passata in cinque mesi da spazio vivo, culturale e politico ad area militare e quindi al vuoto. Videocamere e sensori “proteggono” il perimetro, ma all’interno avanzano degrado e silenzio.

La proprietà ha abbandonato l’area. Non è stato fatto alcun lavoro. Alcuna pulizia. Nulla, nemmeno un sacchetto della spazzatura è stato spostato.

Da cinque mesi vige la logica del vuoto, dell’incuria, del deserto.

Di questo dovrebbe rispondere il governo che ha voluto sgomberare il Leoncavallo.

Di questo dovrebbe dire qualcosa la proprietà che invece resta in silenzio anche davanti alle parole del Sindaco di Milano sul futuro dell’area.

Su questo la stessa cittadinanza che si indigna istericamente in nome del decoro dovrebbe e potrebbe dire qualcosa, perché la responsabilità sociale e civile di un’area è un tema che non può essere sepolto sotto la logica dell’interesse del privato.

Sono passati cinque mesi dal 21 agosto, dallo sgombero del Leoncavallo, e sul futuro di via Watteau 7 non c’è idea se non la nostra e quella della città, ovvero che “via Watteau è il Leoncavallo”.

A cinque mesi dallo sgombero si chiude per noi anche la partita di via San Dionigi.

Ciò che resta, invece, è la volontà del Leoncavallo di non rimanere senza casa e di trovare una soluzione permanente e sicura che permetta di riprendere i lavori di creazione di uno spazio pubblico autogestito, ricco di cultura e alternative: uno spazio che possa anche essere stampella tramite mutuo soccorso e solidarietà attiva.

Per noi e per la città che abbiamo visto in piazza il 6 settembre è in via Watteau.