Archivi categoria: segnalazioni e avvistamenti

Un post di Gianluigi Tiddia sulla rete che non esiste più, e su quella con cui abbiamo a che fare

dal blog di Gianluigi Tiddia:

Kaley aveva sei anni quando ha aperto YouTube per la prima volta. Quattordici anni dopo, un tribunale di Los Angeles ha stabilito che quell’architettura di prodotto aveva causato danni reali, condannando Meta e Google per aver progettato deliberatamente piattaforme che creano dipendenza. E anche se i ricorsi sono già annunciati, il precedente legale da oggi esiste. […] I social network nascono, almeno nella narrazione ufficiale, come strumenti di connessione. Facebook nel 2004 era una bacheca universitaria. YouTube nel 2005 era un posto dove caricare video amatoriali. Instagram nel 2010 era un’app per condividere fotografie con un filtro vintage. L’idea di fondo era orizzontale: le persone si connettono, si trovano, si parlano […] Quel modello aveva però un problema strutturale: non produceva abbastanza denaro. […] Il punto di non ritorno arriva quando le piattaforme scoprono che le emozioni forti trattengono più delle emozioni piacevoli. La rabbia, l’indignazione, l’ansia da confronto sociale […]

Shoshana Zuboff chiama questo meccanismo capitalismo della sorveglianza: l’esperienza umana trattata come materia prima gratuita, estratta e venduta sotto forma di previsioni comportamentali. La descrizione tecnica di come funziona il sistema, molto più che una metafora. […]

A rendere lo scenario (se possibile) più urgente è l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi di oggi non sono quelli del 2015: […]

Chi ha iniziato a frequentare internet negli anni Novanta o nei primi anni Duemila porta con sé un’immagine che non corrisponde più a nulla di esistente. La rete che avevamo in testa era un luogo aperto, orizzontale, tendenzialmente democratico, dove l’informazione circolava senza filtri e le persone si connettevano liberamente. Un posto dove il potere si distribuiva invece di concentrarsi. Molti di noi ci hanno creduto davvero, e quella convinzione ha plasmato il modo in cui noi “vecchi” guardiamo ancora oggi a quello che succede online, compresi i ragazzi che ci vivono dentro.

Il problema è che stiamo usando una mappa vecchia per leggere un territorio che non esiste più.

La rete di oggi ha poco a che fare con quella che avevamo immaginato. [La rete di oggi è] Un sistema di infrastrutture private, ciascuna con le proprie regole opache, i propri algoritmi, i propri incentivi economici. Uno spazio strutturato come una serie di centri commerciali in cui l’accesso è gratuito perché, come ha detto qualcuno più capace di me, il prodotto sei tu. Le conversazioni non fluiscono liberamente: vengono filtrate, amplificate o soppresse in base a criteri che le aziende non rendono pubblici e che cambiano senza preavviso.

La promessa della connessione si è trasformata in un sistema di sorveglianza continua dell’attenzione. […]

 

Per leggere l’intero testo, cliccare su: Il giorno in cui la dipendenza digitale è diventata reato (tra Meta, Google, piattaforme e persone)

A Padova, domani, 19 marzo: Eredità in movimento: il femminismo dagli anni Settanta ad oggi

“In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, la Biblioteca di Scienze politiche ospita giovedì 19 marzo, l’incontro Eredità in movimento, il femminismo dagli anni Settanta ad oggi.
L’evento (a prenotazione obbligatoria) è strutturato come una tavola rotonda aperta al confronto, ed è condotto da Anna Minotti, laureata all’Università di Padova, dipartimento SPGI, con una tesi magistrale sul confronto fra femministe degli anni Settanta e quelle di oggi.
Lo scopo è proporre una lettura genealogica dei femminismi italiani dagli anni Settanta ai nostri giorni, che superando la narrazione per “ondate” metta in luce trasformazioni, discontinuità e conflitti attraverso cui […]” continua qui
https://ilbolive.unipd.it/it/eventi/eredita-movimento-femminismo-dagli-anni-settanta

19 marzo: Per un governo che attui la Costituzione

19 marzo, per un governo che attui la Costituzione

Per accreditarsi all’evento del 19 marzo alla Camera dei deputati, compilare il seguente modulo e inviarlo.

Il nominativo sarà registrato correttamente al momento dell’invio; non verrà inviata un’email di conferma.

https://docs.google.com/forms/d/1iEr1s2ykkRUKa-NkUjoCixWlCGKUNLNF7c82xw-pzgQ/edit

sabato 21 marzo, “misticanza” @ studio campo boario

→ un caos collettivo di voci e incontri
→ dalle 10 di mattina alle 22, sabato 21 marzo
/// a Roma, allo Studio Campo Boario
/// incluso un mercatino di libri, autoproduzioni,
/// collane con e senza isbn:

https://mobilizon.it/events/955a66de-f54c-4bd2-993b-e060f7c837d2

siàteci

From: Mireia Vendrell, Samantha-Kaye Johnston, “Scaffolding critical thinking with generative AI: Design principles for integrating large language models in higher education”

From the Introduction:

Generative AI tools such as GPT-4 and DeepSeek R1 have moved rapidly from experimental novelties to everyday academic companions. A recent global survey reports that 86% of university students now use AI in their studies, with more than half engaging with these tools weekly, primarily to summarise documents, check grammar, paraphrase, and generate first drafts (Digital Education Council, 2024). While often perceived as convenient (though this perception is contested; see Selwyn, 2025), these tools are not designed with educational goals in mind. Large Language Models (LLMs) generate responses using probabilistic language modeling, predicting likely word sequences from training data, rather than through conceptual understanding or reasoning. This distinction has significant pedagogical implications. Without careful integration, widespread adoption risks cognitive offloading, diminished metacognitive engagement, and weakened epistemic agency, which we define as the learner’s capacity to critically evaluate, justify, and take ownership of knowledge.
This paper advances the position that LLMs are not educationally neutral; their effects are contingent rather than fixed. While emerging research has documented both beneficial and harmful outcomes (e.g., Deng et al., 2024Gerlich, 2025), their ultimate impact depends on how they are designed, including what they afford, obscure, or prioritise, and on the pedagogical context in which they are implemented. These factors jointly influence how they are used, what forms of learning they support or constrain, and whose epistemic values they reflect or exclude. In response to this complexity, we propose a normative, design-oriented pedagogical framework for the intentional integration of LLMs into higher education, with the specific goal of fostering critical thinking. Rather than banning or embracing these tools wholesale, we argue that educators must cultivate learning environments in which students engage critically with AI, using it to extend their reasoning rather than to replace it.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666920X26000342

 

a milano fino al 21 marzo: mupa – il museo del patriarcato

mupa_ il museo del patriarcato_ fino al 21 marzo a milano

Fino al 21 marzo a Milano è visitabile il MUPA – Museo del Patriarcato.

Attraverso opere, reperti e testimonianze, la mostra ci invita a osservare con sguardo critico i comportamenti, le abitudini e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività marginalizzate per la propria identità di genere.

Giuseppe Allegri sui vari decreti “sicurezza” allineati dal governo nel tempo

La stretta. Il Governo ha colpito con provvedimenti anche i nonviolenti che si battono per l’ambiente. Per contestualizzare l’ultimo decreto «sicurezza» (adottato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026), è bene ricordare che si tratta solo dell’ultimo di una serie impressionante di «Decreti sicurezza» proposti e adottati dal governo Meloni.
Per leggere cliccare su

https://ilmanifesto.it/tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza

https://www.academia.edu/164870663/G_Allegri_Tutti_i_decreti_sicurezza_della_maggioranza_il_manifesto_7_febbraio_2026_p_3

Versione pdf:
https://differx.noblogs.org/files/2026/03/Giuseppe-Allegri_-Tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza_-7-feb-2026-sul-MANIFESTO.pdf

Su ‘ibridamenti’ Stefano Spataro recensisce “Assalto alle piattaforme”, di Kenobit

da leggere e diffondere: la recensione di Stefano Spataro a Kenobit, Assalto alle piattaforme:

Kenobit, Assalto alle piattaforme

/// per riprendere il discorso mai interrotto sui (e contro i) social generalisti e le piattaforme proprietarie.

/// guardandomi in giro, vedo come per molti sia complicato prendere veramente coscienza di quanto è centrale, centralissima, la questione della proprietà dei mezzi di produzione digitali. comincia a essere una priorità assoluta, nel contesto presente di controllo capillare, totale, della rete e sulla rete.


#fediverso #kenobit #social #socialgeneralisti #piattaformeproprietarie

newsletter di ‘ahida’ (8 mar. 2026), gli ultimi sette giorni

The other side of the moon # 5. Cina e Vietnam: dall’internazionalismo proletario al nazionalismo pragmatico, passando per la guerra
di Romeo Orlandi


graphic journalism
Buon Vento
di Giuseppe (Beppi) Zambon e Paolo De Marchi


Ombre Rosse # 1: La passione per il cinema; O agente segreto
di Marco Rigamo


L’intesa mondiale per la sicurezza. Un’iniziativa con Leonardo Bianchi
a cura della redazione del comparto fascismi


Risonanze Sonore # 4 : Gaza Is The Moral Compass
di Franco Oriolo


Cuba sta per essere strangolata?
di Rob Lucas


Il racconto del Boomernauta. Parte Seconda: TAM e Rivoluzione Multispecie e Ricchi e Poveri
di Giorgio Griziotti

Preparatevi per il 21

il 21 marzo è come sempre la Giornata Mondiale delle Giornate Mondiali dell’immortale poesia della Poesia. tenetevi tuned, pronti e parati per una parata di diversità, a Roma, lirici inclusi, con tanto di giardino e cinemino, suq del cartaceo e probabilmente qualche tarallo con la misticanza. nei prossimi giorni maggiori spot & info.

have joy.