Archivi categoria: Resistenza

Bollettini ECN Milano, 1991-1995

bollettini ecn milano 1991-1995

 

Bollettini ECN Milano
by snd@ecn.org
https://archive.org/details/bollettini-ecn-milano/1991_00_00_presentazione_del_progetto_ecn/

La raccolta dei “bollettini informativi” prodotti dal collettivo “ECN Milano”, European Counter Network – Nodo di Milano, nel periodo dal 1991 al 1995: cinque anni di cronache e dibattito dal movimento antagonista.

MEE – Middle East Monitor: “israeli fighter jets struck medical warehouses near a hospital in the central Gaza Strip early Saturday”

MEE @ fb
(article here):

Israeli fighter jets struck medical warehouses near a hospital in the central Gaza Strip early Saturday, destroying at least half of the facilities and extensively damaging nearby tents sheltering displaced Palestinians, witnesses said.
Witnesses told Anadolu that the Israeli army targeted the warehouses next to Al-Aqsa Martyrs Hospital in Deir al-Balah, completely destroying two of them and the critical medical supplies within and setting fire to dozens of tents erected nearby.
The attack caused fear and panic among patients, displaced people, and residents in the vicinity of the hospital, they added.
There were no immediate reports of casualties.

A view of the area following an Israeli airstrike targeting the medicine warehouse at Al-Aqsa Martyrs Hospital and the surrounding tent camp in Deir al-Balah, Gaza, Palestine on August 01, 2026. [Moiz Salhi – Anadolu Agency]

A view of the area following an Israeli airstrike targeting the medicine warehouse at Al-Aqsa Martyrs Hospital and the surrounding tent camp in Deir al-Balah, Gaza, Palestine on August 01, 2026. [Moiz Salhi – Anadolu Agency]

According to the witnesses, the Israeli army issued an evacuation warning for the area only minutes before the strike.
The Gaza Health Ministry condemned what it called a “direct and systematic” Israeli attack on the warehouses, adding: “The destructive force of the missiles used completely erased two of the four warehouses at the targeted site and caused extensive damage to the other two.”
The strike also severely damaged the hospital’s adjacent outpatient clinic building and destroyed vital quantities of medical consumables and supplies directly linked to saving patients’ lives, it added in a statement.
According to the ministry, the early morning attack caused widespread panic among patients, their companions, and medical personnel.
It accused Israel of continuing to destroy what remains of Gaza’s health system while restricting the entry of medicines and medical supplies and preventing thousands of patients and injured people from traveling abroad for treatment.
The ministry called on the international community and UN, human rights, and humanitarian groups to intervene immediately, halt Israeli attacks, and protect medical facilities and personnel.

Scusate se sulla “Pax Silica” ho – come su tutto ultimamente – qualche perplessità

RaiNews: “L’Italia firma a Brindisi la dichiarazione della ‘Pax Silica’ con gli Stati Uniti. Iniziativa di cooperazione tra partner internazionali e settore privato nelle catene di approvvigionamento per le tecnologie avanzate”
(29 lug. 2026, https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/07/litalia-firma-a-brindisi-la-dichiarazione-della-pax-silica-con-gli-stati-uniti-e722cea4-9fc2-4eb4-8cad-e3cf9dc29180.html).

Il Sole24ore: “Il campo di interesse è in particolare quello dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dei minerali critici necessari al loro sviluppo. L’obiettivo è quello di promuovere un ecosistema favorevole all’avanzamento di questi comparti e ridurre le dipendenze da singoli Paesi esportatori come la Cina. Firmeranno la dichiarazione l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro degli Esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta. La cerimonia di firma vedrà inoltre la partecipazione delle istituzioni di Brindisi e della Regione Puglia”
(31 lug. 2026, https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa).

Pensandoci un attimo su, metto qui poche righe di riflessione.

Tra i vari motivi per cui mi sembra noi ci si debba lievemente preoccupare di questa ormai firmata “pax” (quando gli americani parlano di pace, metti mano ai cannoni), elencherei:

– il fatto che la controparte anzi la detentrice del ruolo dominante è l’amministrazione Trump, e il promoter italiano è Tajani (già queste due cose dovrebbero bastare);

– l’immaginabile rafforzamento della posizione USA – già vertice – nella direzione della (=”decisionalità” sulla) rete globale di implementazione delle tecnologie IA, dall’estrazione di minerali alla diffusione/costruzione di datacenter energivori, fino (aggiungerei io, malfidato) all’appoggio economico per lo sviluppo di software;

– il fatto che sia il settore privato, e non gli Stati (ma con l’imprinting del dirigismo USA), a essere al centro del discorso;

– il non secondario obiettivo USA di indebolire anche su questo fronte il potere di contrattazione generale dell’Unione Europea, la sua possibilità di esercitare effettivamente – nel campo dell’IA e non solo – una forza da “vera leva geopolitica” (“L’Europa, pur lontana dalla leadership americana nel software e dai volumi produttivi asiatici, resta un elemento indispensabile in diversi segmenti industriali. La questione, emersa anche nei mesi scorsi, è che il continente deve ancora trasformare questo peso tecnologico e manifatturiero in una vera leva geopolitica”, https://www.linkiesta.it/2026/07/pax-silica-italia-usa-meloni-trump/);

– la natura già ora militare (e, in prospettiva finanziaria, giocoforza guerrafondaia) del comparto tecnologico legato all’IA;

– il fatto che se, con la pax, la filiera di approvvigionamento di materiali per tecnologie IA è sparsa, decentrata, non in mano a pochi attori, è di conseguenza più difficile chiudere un rubinetto per far finire una guerra o mettere in difficoltà gli USA (e il mondo), come invece ci insegna la vicenda del controllo iraniano su Hormuz (=come sempre, gli Stati Uniti pervertono il linguaggio: la loro “pax” può serenamente contribuire non all’interruzione ma alla continuazione di una eventuale guerra: yankee noti esportatori di democrazia, esportatori di pax=war);

– il fatto che (cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa) la funzione anti-Cina della pax ci suggerisce probabilmente di porci una domanda da quiz televisivo, che formulerei a partire da una constatazione di John Mearsheimer: “chi ha determinato la morte o direttamente ucciso 38 milioni di persone nel mondo nel corso degli ultimi ottant’anni? la Cina o gli USA”; la risposta è: gli USA; beh, questa cosa – senza con questo parteggiare per la Cina – la considererei;

– il fatto che da diversi decenni parlare di Stati Uniti è pressoché identico a parlare di israele, un posto dove l’intelligenza artificiale ha una posizione di rilievo nelle tecnologie genocidarie.

2 censure sul genocidio in meno di 24 ore

2 #censure di post su #Gaza in meno di 24 ore da parte di #facebook , che lavora come sempre da occhiuta scorta mediatica al #genocidio
così come ha sempre fatto, almeno da ottobre 2023 in poi.

prima censura:
https://mastodon.uno/@differx/117008246940981503

seconda censura:
https://mastodon.uno/@differx/117013364440934510

sempre più sensato e opportuno passare a #mastodon , #friendica , creare gruppi con/su #mobilizon , e fare post su blog e siti esterni ai media generalisti e proprietari

suggerimenti? qui: https://devol.it/

Un articolo da rileggere e diffondere: Francesca Fornario (FQ), “Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen”

[…]
I soldati israeliani hanno pisciato nelle culle, cagato nelle pentole, bruciato i libri, distrutto le foto del matrimonio appese al muro della casa degli sposi, fatto i selfie sculettando con la biancheria intima della sposa rubata dai cassetti sopra alla mimetica, fatto il video per mandarlo alla fidanzata, fatto il video per aumentare i follower ma non si può dire che è genocidio e comunque “Harry e Meghan con i figli Archie e Lilibet hanno incontrato re Carlo III ad Highgrove, residenza privata del sovrano nelle Cotswolds”.

I soldati israeliani hanno fatto sbranare dai cani un ragazzo disabile e lo hanno lasciato morire dissanguato trascinando via la madre che li implorava di aiutarlo ma non si può dire che è genocidio e comunque “Belen guida il motoscafo in topless, con una mano regge lo sterzo e con l’altra si copre”.

I soldati israeliani hanno tenuto i punti giocando al tiro a segno. Un giorno bisognava colpire i bambini alla testa, un giorno i testicoli, un giorno la rotula ma non si pò dire che è genocidio e comunque Massimo Recalcati psicanalizza Michele Mari che ha vinto il premio Strega (e nessuno dei due dice che è genocidio).
[…]

l’intero testo qui:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/16/genocidio-gaza-crimini-israeliani-silenzio-media-notizie/8449070/

Inserimenti recenti nel DBS – Dizionario Biografico dei Sovversivi

DIZIONARIO BIOGRAFICO DEI SOVVERSIVI: inserimenti recenti
Continua, lento ma inesorabile, il lavoro di inserimento nel Dizionario DBS. Moltissime schede sono in lavorazione; quelle già inserite sono oggetto di continue revisioni e integrazioni. Invitiamo a visitarlo e farlo visitare, un lavoro unico per omaggiare migliaia di oscuri, spesso sconosciuti, anonimi militanti della lotta di classe in Italia.

Di seguito gli ultimi inserimenti: Continua a leggere

The EU is about to sell our most sensitive data to the US for visa-free travel

[…]
The scheme implies systematic transfers of biometric data and other highly sensitive and subjective “indications of risk” based on European national databases to the US government, which has shown a blatant disregard for basic human rights in its harsh and inhumane treatment of migrants and visitors. In that regard, the draft text does nothing to protect from discrimination based on political opinions, which is worrying because the US is already cracking down political dissent, including its unlawful practice of screening travellers’ social media profiles.
[…]

full article here: https://edri.org/our-work/the-eu-is-about-to-sell-our-most-sensitive-data-to-the-us-for-visa-free-travel/

EU selling sensible data to the US

click to read

IMPORTANT:
the legal analysis: https://edri.org/wp-content/uploads/2026/07/EDRi-Legal-Analysis-EBSP-Draft-Agreement-July-2026.pdf

Amelia Stoduto: “Gli eventi ci hanno tolto gli incontri” – articolo su capibara.media

una panchina occupata da due
persone che parlano non genera scontrino

articolo assolutamente condivisibile e necessario, qui:
https://www.capibara.media/articoli/eventi-ci-hanno-tolto-incontri


sono assolutamente d’accordo con l’articolo e credo che una possibile (ipotesi di) soluzione sia … lasciare il cellulare spento. nel momento un gruppo di persone si incontra e si saluta è bene che il resto della passeggiata o chiacchierata avvenga a cellulare spento…

“L’ombra lunga: le maschere del fascismo nel terzo millennio”, raccolta di saggi, a cura di Geraldina Colotti

l'ombra lunga del fascismo nel terzo millennio

https://deimerangoli.it/shop/ombra-lunga/

Si può parlare ancora di fascismo nel XXI secolo? Come spiegare l’avanzata di forze di estrema destra pronte a svuotare dall’interno la cornice elettorale?
Il fascismo non è un cimelio del Novecento, ma la strategia reazionaria a cui ricorre il capitalismo in crisi sistemica per preservare il suo dominio nell’era della globalizzazione. In questo volume, trentasei intellettuali europei e latinoamericani uniscono le proprie voci per smantellare le narrazioni dominanti e analizzare la metamorfosi del neofascismo contemporaneo, collegando la genealogia storica del fenomeno alle sue moderne maschere tecno‐politiche: dalla censura silenziosa del “fascismo digitale” e della “dittatura algoritmica” alla violenza della “guerra cognitiva”. L’opera individua nel Venezuela contemporaneo – sotto assedio economico, mediatico e militare – il fronte aperto e il terreno di scontro cruciale di questa offensiva, mostrando come il controllo sociale agisca sulle coscienze facendo leva su paura e polarizzazione.

Un estratto:
https://deimerangoli.it/wp-content/uploads/2026/07/OmbraLunga_Anteprima.pdf

La lunga storia della violenza di Stato

Un testo utile e sintetico di Franco Astengo su articolo21.org:

La violenza di Stato non è semplicemente un virus importato dagli USA e il suo inizio, nell’Italia Repubblicana, non data a partire dal massacro della scuola Diaz (Genova 2001). Tralasciamo la storia del terrorismo (dal 1969 in avanti) irta di complicità, depistaggi, violazione della legalità e sorvoliamo anche sui diversi tentativi di colpo di stato e su Gladio.

Ci siamo concentrati invece sulla repressione delle lotte operaie e contadine attuata nell’immediato dopoguerra.

Riassumendo e […]
continua quihttps://www.articolo21.org/2026/07/violenza-di-stato-una-lunga-storia/

I Paesi Bassi vietano l’importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati

da un post de “L’Espresso” su fb (21 lug. 2026):

I Paesi Bassi vietano l’importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Seguono l’esempio di Irlanda, Belgio e Spagna e si muovono prima di un’Unione europea spaccata al proprio interno — come spesso accade — tra veti e controveti. Il divieto scatterà dal prossimo 22 settembre e, come si legge in un comunicato del ministero degli Esteri, si applicherà “all’importazione, all’acquisto e alla vendita di merci provenienti da insediamenti israeliani illegali situati nei territori palestinesi”.
“Con le misure proposte i Paesi Bassi ribadiscono il loro impegno a rispettare l’obbligo giuridico internazionale di non contribuire a questa situazione illegale”, ha spiegato il ministero. Israele occupa la Cisgiordania dal 1967: oltre 500mila coloni vivono in questo territorio, esclusa Gerusalemme Est, insieme a circa tre milioni di palestinesi. Tutti gli insediamenti sono considerati illegali dal diritto internazionale.
Il divieto — un decreto sanzionatorio temporaneo della durata di tre anni, annunciato a maggio dal governo del premier Rob Jetten — colpisce solo i beni degli insediamenti e del Golan siriano, lasciando intatto il commercio ordinario con Israele. Il nodo pratico, segnalato dallo stesso Consiglio di Stato olandese, è la tracciabilità: distinguere alla dogana un dattero coltivato in Cisgiordania da uno prodotto entro i confini israeliani resta complicato.
A pesare sulla decisione è anche l’inchiesta Importing Occupation, firmata dall’organizzazione legale Global Echo. Analizzando quasi seimila spedizioni agricole partite da Israele verso l’Europa tra il 2017 e il 2026, il centro ha rilevato che una consegna su cinque diretta nell’Ue conteneva merce coltivata negli insediamenti, quasi sempre venduta con l’etichetta “Prodotto di Israele”. I Paesi Bassi ne assorbono da soli circa un terzo, il volume più alto del continente, e da lì quasi la metà prosegue verso altri Stati membri: Amsterdam è, di fatto, la principale porta d’ingresso di questi prodotti nel mercato comunitario.