Archivi categoria: Resistenza

The president of the International Committee of the Red Cross (ICRC), Mirjana Spoljaric Egger says the destruction in Gaza represents a collapse of all international standards

The Red Cross: What we have seen in Gaza exceeds all legal, ethical, moral and humanitarian normsThe president of the International Committee of the Red Cross (ICRC), Mirjana Spoljaric Egger, has warned that the destruction in Gaza represents a collapse of all international standards. “What we have seen in Gaza exceeds all legal, ethical, moral and humanitarian norms,” she stated in an interview with Dutch newspaper NRC, this week.

Spoljaric Egger said that Gaza illustrates the rapid deterioration of international humanitarian law. “Gaza may have provided the most tangible evidence of the erosion of international law,” she explained. “I visited Gaza twice within twelve months. The hostilities never stopped. There was not a minute when you didn’t hear gunfire. When your body did not feel the shelling.”

Spoljaric Egger recalled that on her return visit, she no longer recognised the area: “I could no longer orient myself. The first time, individual buildings were attacked. Every neighbourhood was hit, but not completely destroyed. When I returned, nothing was left.”

During the interview, Spoljaric Egger described the killing of 15 ICRC colleagues in Gaza, whose ambulance was struck by Israeli fire. “It was difficult to look at the photos of that event. More than difficult, I couldn’t look at them; I’m devastated. Perhaps also because I saw my colleagues there working during the hostilities. This is something that should never have happened.”

On the legality of the military campaign, Spoljaric Egger said: “We cannot accept warfare that leads to this situation.”

When asked about Israel’s claim of acting in self-defence, she responded: “That is no excuse for breaking the law. You have the same situation in your national legal system. When someone murders a member of your family, that does not give you the right to kill their family members. That is simply not how it works. It is exactly the same principle.”

Red Cross President: ‘What we have seen in Gaza exceeds all legal, ethical, moral and humanitarian norms’

https://www.middleeastmonitor.com/20260209-red-cross-president-what-we-have-seen-in-gaza-exceeds-all-legal-ethical-moral-and-humanitarian-norms/


#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra #RedCross, 

Furto di terre in Cisgiordania. E, in Libano, è attivo il glifosato più morale del mondo

da un post di Renata Morresi su fb

In Cisgiordania l’annessione passa anche per gli atti amministrativi. Nuove misure rendono più facile l’acquisizione di terre palestinesi da parte dei coloni. Per esempio: sono stati aperti i registri catastali e, diversamente da prima, può avvenire la vendita diretta. Resi noti i nomi dei proprietari, le pressioni mirate diventano più semplici. Con o senza bastoni.

Poi, vengono estese le operazioni di controllo e demolizione anche nelle aree A e B, che dovrebbero essere sotto la gestione palestinese in base agli accordi di Oslo. Quegli accordi che Smotrich e Katz chiamano “ostacoli legali”. Ora, di fatto, svuotati. Ancora Smotrich: “seppellire l’idea di uno Stato palestinese”.

Nel sud del Libano intanto gli aerei israeliani hanno lanciato grandi quantità di erbicida, fino a 30 volte sopra il consentito, avvelenando i terreni agricoli e rendendo i luoghi inabitabili. L’inquinamento delle falde acquifere e il fosforo bianco sulle foreste sono altre pratiche attestate in zone del Libano e anche della Siria. Si tratta di un’altra forma di occupazione. Non colonizzazione fisica del territorio, bensì svuotamento delle possibilità di abitarlo. Una occupazione fatta dal nulla, ma ingegnerizzato.


#storiadelsionismo #sionismo #veleni #libano #gaza #genocidio #israhell

Rula Jebreal: “Ecco chi era Epstein”

Frammento audio estratto dall’intervista di Alessandro Di Battista a Rula Jebreal: https://www.facebook.com/reel/2003446550527453

#epstein #epsteinfiles #israele #ricatti #pedofili #stupri #mossad #trump

L’immacolatissimo genocida

se non volete vedere la bandierona dello stato genocida sventolare (come evidentissimamente fa) su epstein, sulla sua storia e le sue infamie, e quindi sui potenti di mezzo mondo, guardatevi serenamente il documentario in 4 puntate a lui dedicato. sta su Netflix, è del 2020, e il nome dello stato genocida non viene pronunciato nemmeno una singola volta. nemmeno in relazione al padre della maxwell. prodigio. a volte il bianchetto mentale, gli omissis e lo strabismo fanno veramente miracoli.

Lavinia Marchetti: “Anatomia del diniego. 20 strategie mentali per negare (consciamente o inconsciamente) un genocidio”

nel costante tentativo di spostare dai social generalisti ai blog e al fediverso le informazioni che contano e gli articoli di valore, riporto qui integralmente un importante testo di 

Lavinia Marchetti

ANATOMIA DEL DINIEGO: 20 STRATEGIE MENTALI PER NEGARE (CONSCIAMENTE O INCONSCIAMENTE) UN GENOCIDIO

1. La Verneinung Istituzionale (Negazione Freudiana)
Il soggetto enuncia il trauma nell’atto stesso di ripudiarlo. Dire “non è un genocidio” permette di evocare l’orrore senza assumersene il peso morale. Come il paziente che dice “quella donna nel sogno non è mia madre”, il negazionista nomina il crimine solo per esorcizzarlo, trasformando la parola in uno scudo anziché in una diagnosi. Basta mettere il NON assieme alla parola che si ripudia, nominandola la si esorcizza e la si nega (Es. Liliana Segre, Mieli, Mentana e altri migliaia)
2. Inversione dell’Onere dell’Indignazione
La colpa viene traslata dal carnefice all’osservatore. Chi denuncia il massacro viene accusato di “faziosità” o “odio ontologico”. La vittima scompare, sostituita dall’offesa che il testimone recherebbe alla sensibilità dell’accusato. L’analisi dei fatti viene così degradata a sintomo di un pregiudizio morale. (Es. attaccare sul personale Francesca Albanese senza attaccare i dati incontrovertibili che porta)
3. Eufemizzazione Progressiva (Degradazione Semantica)
Si opera una “bonifica” del linguaggio. Attraverso una scala discendente, il genocidio diventa massacro, poi conflitto, poi operazione di sicurezza, fino a giungere alla rassicurante “crisi umanitaria”. Sostituendo il nome del crimine con quello della sua conseguenza, si cancella l’agente e la sua intenzionalità.
4. Scotomizzazione Cognitiva dell’Immagine
Davanti all’evidenza visiva del corpo martoriato, la mente attiva un riflesso di rigetto. L’immagine non è più prova, ma “fabbricazione”. Il dolore dell’altro viene declassato a “Pallywood” o messinscena, trasformando l’empatia in cinismo epistemologico: “vedo, dunque dubito”.
5. Astrazione Tecno-Militare (De-identificazione)
L’essere umano viene dissolto nel gergo balistico. I bambini diventano “effetti collaterali”, le case “obiettivi sensibili”, le generazioni meri “target demografici”. Questo lessico asettico agisce come un antidolorifico: non si uccidono persone, si neutralizzano minacce. È la vittoria della geometria sulla carne.
6. Feticismo Documentale e Positivismo Giuridico
Si esige una “pistola fumante” che il diritto internazionale non richiede (come l’ordine scritto di sterminio). Ignorando che l’intento genocidario si deduce dalla sistematicità delle azioni, il negazionista si rifugia nel cavillo, sospendendo il giudizio etico in attesa di una firma che non arriverà mai. Nessuno scrive: facciamo un genocidio contro i palestinesi, anche se i ministri israeliani ci sono andati vicinissimi.
7. Procrastinazione Strategica del Giudizio
L’invocazione di “indagini indipendenti” e “tempi della giustizia” diventa un’arma per proteggere il massacro in corso. La verità viene proiettata in un futuro remoto, rendendola irrilevante per il presente. Il diritto, nato per proteggere, viene usato per garantire il tempo necessario allo sterminio.
8. Teoria della Simulazione Vittimaria
È il culmine della crudeltà: la vittima è accusata di auto-infliggersi il dolore per scopi propagandistici. Ogni grido è letto come una sceneggiatura. In questa cornice, il testimone non è solo inattendibile, è complice di una truffa globale ai danni della verità.
9. Ironia Diplomatica e Disprezzo d’Élite
Il diniego scende dall’alto sotto forma di sufficienza. I leader definiscono le accuse “oltraggiose” o “prive di fondamento” senza mai entrare nel merito dei fatti. L’istituzione deride le argomentazioni e le minimizza. La realtà viene espulsa dal dibattito attraverso il filtro del decoro diplomatico.
10. Sequestro della Memoria (Eccezionalismo Storico)
Si cristallizza il concetto di genocidio in un unico evento passato (la Shoah), rendendolo una categoria sacra e irripetibile. Qualsiasi altro sterminio viene considerato un’imitazione sbiadita o una bestemmia analogica. Il passato, invece di insegnare a riconoscere il presente, viene usato per nasconderlo.

Continua a leggere

corrotti e corruttori

condivido parola per parola l’annotazione di Marco Inguscio sugli “epstein files”. l’ho ripubblicata qui: https://poliverso.org/display/0477a01e-1269-835d-283c-b98987556709

e l’ho ovviamente segnalata in altri social [meno oscuranti(sti) di facebook, che a mio parere andrebbe piano piano abbandonato, o usato solo come piattaforma per link che portano altrove, nel fediverso o su blog indipendenti]

#epstein #epsteinfiles #corruzione #pedofilia #israhell #sionismo #superricchi #ceo #ultradestra #sovranismo

editorialino_20260204: ennesimo bombardamento israeliano, e vittime civili

audio di commento a https://www.fanpage.it/esteri/nove-morti-in-attacchi-israeliani-nella-notte-a-gaza-tra-le-vittime-anche-un-bambino-di-5-mesi/

(dove si dice che le criminali “idf” lamentano, senza vergognarsi, una “violazione del cessate il fuoco” da parte dei palestinesi! che viltà assoluta, da parte delle truppe sioniste che quello stesso cessate il fuoco lo hanno violato centinaia di volte, bombardando civili e distruggendo strutture essenziali alla sopravvivenza)

Attacchi israeliani nella notte a Gaza, 21 morti

cfr. anche https://www.instagram.com/reel/DUVeuhXCpbE/

intellettuali della carta vs intellettuali di carta

non bisogna essere necessariamente anarchici o particolarmente coinvolti in una militanza, credo, per rendersi conto di quello che succede a livello globale, quasi senza eccezioni. a partire dal genocidio in Palestina.

così ieri mi sembrava sensato annotare queste righe sul silenzio degli intellettuali in rete, in particolare sul mutismo di quelli che hanno a che fare con la carta stampata, scrittori poeti filosofi, ma non solo loro: https://noblogo.org/differx/un-numero-impressionante-di-intellettuali-e-poeti-italiani-sta-letteralmente

ovviamente non poche sono le eccezioni positive e più che positive (eccezioni non di adesso, a situazione precipitante, ma presenti & in attività da tempo). nei tag a questo post si possono leggere appena alcuni nomi di persone alle quali si deve essere grati per l’impegno e l’opposizione effettiva alla narrativa di regime.

la situazione, voglio dire, non è in assoluto deprimente e di deserto. diciamo che però, a mio giudizio, davanti a oltre due anni di genocidio ripreso e trasmesso in diretta su tutti veramente tutti i nostri cellulari, l’aspettativa da parte mia era nettamente più ottimistica, ed è frustrata.

delle due l’una: (1) o gli intellettuali che non si scuotono dal sonno non hanno un cellulare in tasca, o ce l’hanno e scrollano a caso, non sono sui social, non leggono gli appelli, non ascoltano le fonti indipendenti e non si informano dove teoricamente qualsiasi essere senziente dovrebbe informarsi per seriamente smarcarsi dal mainstream; oppure (2) hanno capito benissimo come stanno le cose ma glissano, e allora forse è meglio non avere niente a che fare con loro.

dal post “Neonazi di Stato”, di Valerio Renzi

un frammento da
https://sedestra.substack.com/p/neonazi-di-stato
l’articolo intero è anche all’indirizzo
https://www.ecn.org/antifa/article/7108/neonazi-di-stato

[…] Lo ha notato anche Brian Hansbury, che sulla sua newsletter Public Enlightenment si occupa di monitorare le attività online dell’estrema destra […]: “Due giorni dopo che uno dei loro agenti ha assassinato a sangue freddo un cittadino statunitense, l’ICE sta reclutando attivamente estremisti squilibrati: Proud Boys, neonazisti e sostenitori di stragisti. Non è un caso. Non è nemmeno un richiamo. È una palese dimostrazione di vera natura che non può essere ignorata o minimizzata”.
È evidente che l’ICE punta a reclutare cittadini ideologizzati, pronti a tutto ed estremisti. Non è un caso che le maglie per il reclutamento siano molto larghe, che in molti casi gli agenti sono stati inquadrati nell’agenzia nonostante non avessero i requisiti e i controlli non fossero terminati. Si tratta di una vera e propria milizia di parte all’interno del governo, un evidente e possibile elemento di destabilizzazione, che ha a disposizione i più sofisticati programmi di controllo offerti da Palantir, l’azienda di Peter Thiel, che sta costruendo un nuovo complesso militare-industriale. Se alle prossime presidenziali il candidato MAGA perdesse (i Repubblicani old style non sembrano essere neanche in gioco al momento) e poi gridasse ai brogli cosa accadrebbe? Cosa accadrebbe se i rivoltosi del 6 gennaio 2021 questa volta fossero pesantemente armati e inquadrati in un’agenzia governativa?
Uno degli atti di nascita del fascismo italiano come regime è stata la nascita della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, un vero e proprio corpo di polizia parallelo e fortemente ideologizzato, che garantiva una base all’interno dello Stato al regime, foraggiando con stipendi e benefit le camicie nere. […]

“La prossima fase del genocidio di Gaza è iniziata” (Ghada Ageel, in un post di D. Goracci)

da un post di Doriana Goracci su fb

La prossima fase del genocidio di Gaza è iniziata

Le recenti dichiarazioni dell’ex Segretario di Stato americano Mike Pompeo preannunciano la prossima fase del progetto genocida di Israele: la cancellazione.

Il corpo di Jamal, un bambino di nove anni, è paralizzato. Soffre di spasmi costanti, incontrollabili e violenti. Non riesce a dormire durante questi spasmi. E nemmeno sua madre. Per tenere sotto controllo gli spasmi, è necessario un farmaco chiamato baclofene. Rilassa i muscoli e ferma i tremori. Interrompere improvvisamente l’uso del baclofene può avere gravi conseguenze per la salute.

La madre di Jamal, mia cugina Shaima, mi ha scritto dalla tenda di famiglia nel campo profughi di al-Mawasi a Gaza una settimana fa. Era il settimo giorno che suo figlio non riceveva più i farmaci. I violenti spasmi neurologici che colpiscono gli arti di Jamal lo fanno urlare di dolore. Continua a leggere