Nel settembre del 1847, i soldati americani entrarono a Città del Messico e, l’anno successivo, con il Trattato di Guadalupe Hidalgo, il Messico perse la metà del suo territorio (l’odierno Texas, il Nuovo Messico, l’Utah, il Colorado, l’Arizona e la California) a favore del suo potente vicino, che traeva profitto dal cotone prodotto dagli schiavi e inviato alle fabbriche tessili di Manchester che guidavano la rivoluzione industriale oltreoceano. Continua a leggere
Archivi categoria: Resistenza
La newsletter di Autistici/Inventati, 11 gennaio 2026
autistici.org è la struttura antagonista che crea i servizi a cui appartiene anche noblogs, che ospita il blog che state leggendo. è molto importante sostenere, anche economicamente, il lavoro di chi mette a disposizione servizi e strumenti decentrati, solidali, indipendenti, rispettosi della privacy, liberi da ingerenze di aziende, spioni, venditori di fumo e ladri di arrosti, stati & chiese vari.
per questo, differx, insieme a slowforward.net, invita tutte e tutti a dare un contributo (e a pensare di sottrarre sempre più terreno alle piattaforme generaliste, mainstream). (anche attraverso il lavoro di devol, per esempio).
qui di séguito il link alla newsletter, con vari aggiornamenti sull’attività recente:
Newsletter Autistici/Inventati 01-2026
Gennaio 11th, 2026 by cavallette
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Newsletter Autistici/Inventati – gennaio 2026
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‘Umanità Nova’ (gen. 2026)
Con questo numero ritorna Umanità Nova / Anno 106 – 2026, n. 1 (18 gennaio 2026).
Dopo la consueta pausa di fine anno, Umanità Nova torna in edicola e nei circoli con un numero che fotografa senza sconti il presente: repressione, guerra, autoritarismo, ma anche lotte, internazionalismo e resistenza sociale.
Un numero che si apre con “Oltre le macerie”, perché non c’è tregua nella stretta militarista e liberticida, e che attraversa i conflitti in corso – dalla Palestina all’Iran, dagli Stati Uniti all’America Latina – ribadendo una linea chiara: contro ogni Stato, contro ogni guerra, a fianco dei popoli in lotta.
Umanità Nova continua. Senza padroni, senza guinzagli.
Leggete, diffondete, abbonatevi.
Zubin Mehta annulla tutti i suoi impegni in israele, in protesta contro i massacri
“Il direttore d’orchestra di fama mondiale Zubin Mehta (89) annulla tutti i suoi progetti e impegni artistici in Israele, affermando di non poter separare la musica dalla politica e di aver annullato tutti i suoi impegni a causa della sua opposizione al genocidio palestinese perpetrato dal criminale di guerra Netanyahu. Ha sottolineato che artisti e musicisti devono assumere una posizione morale sulle questioni importanti, soprattutto quando riguardano guerre e crimini contro i popoli, e che il silenzio o l’ignoranza non sono più un’opzione alla luce della distruzione totale a Gaza, delle migliaia di vittime e delle continue politiche di repressione e insediamento in Cisgiordania”.
da https://www.facebook.com/share/p/1H8CftJJsz/
nessi fra lo stragismo degli anni settanta e quello degli anni novanta
Sono passati ormai 30 anni da quando a Roma fallì l’attentato allo Stadio Olimpico, in cui, come dimostrato in varie sentenze, il 23 maggio 1993, il giorno della partita Roma-Udinese, hanno rischiato di morire centinaia di carabinieri e chissà quanti tifosi.
Un evento di cui hanno parlato decine di collaboratori di giustizia e che si inserisce in quella strategia di attacco allo Stato che Cosa nostra e ‘Ndrangheta misero in atto negli anni Novanta. Era tutto farina del sacco delle mafie o quella strategia si inseriva in un piano più grande? Esiste un filo nascosto che unisce questi eventi con altri fatti della storia del nostro Paese? Ne abbiamo parlato con Michelangelo Di Stefano, docente di intelligence dell’istituto italiano di criminologia e autore del libro: “Il treno del sole e i cinque anarchici. L’ombra di Gladio, ‘Ndrangheta stragista e Falange Armata”. Continua a leggere
Il rifiuto dell’italia neofascista di riconoscere lo Stato di Palestina
certe cose ricordiamocele e ripetiamole, è importante:
Il rifiuto dell’italia neofascista di riconoscere lo Stato di Palestina
(21 febbraio 2025)
#Palestina #StatodiPalestina #governoitaliano #governo #dirittointernazionale #criminicontrolumanita #sionismoitaliano #sionistiitaliani #neofascismo #governoneofascista
Never ever trust the United States
“You can’t trust anything that the United States says. The Russians have figured this out themselves. The Iranians know it and the North Koreans know it and the Chinese know it…”
—American political scientist John Mearsheimer
https://x.com/Partisan_12/status/2008067884799737882
Confondere e ingannare gli algoritmi: social e fediverso su ‘pod al popolo’
pod al popolo, #087: dislocazione di materiali – pour tromper l’algorithme
fare, insomma, la mossa del cavallo. spostare di lato i materiali. fuori vista per i radar dei social generalisti, ma raggiungibili da chi è veramente interessato.
‘manifestop’ 2025
la rassegna gratuita del “manifesto”, pagina speciale / retrospettiva con alcuni tra i contenuti più interessanti dell’anno appena concluso:
ritratto di anonimo / differx. 2025
un cattolico integralista, a suo tempo molto vicino al cavaliere e, politicamente, al braccio secolare dei cattolici di CL.
wannabe poeta, pessimo e peggio che pessimo, ha ovviamente pubblicato con il maggiore editore mainstream.
nemico di RR e della “sinistra letteraria” bolognese, ha fondato e diretto (e forse ancora dirige) un foro centrale che ovviamente gli assomiglia, è ben finanziato, ed è parte dell’accademia.
da sempre considerato (con mille ragioni) personaggio da evitare, ultimamente fa e promuove molte iniziative, anche col sostegno di buoni editori.
segno della consueta attitudine italiana a firmare patti lateranensi e amnistie per i fascisti
4 gennaio, napoli: “guerra ai diritti, guerra al diritto”, intervento di francesca albanese
Un’intervista a Lello Voce su Genova 2001
[…] non siamo usciti dal perimetro designato da un paio di coordinate che Genova ha contribuito a stabilizzare. In primo luogo, lo choc della violenza subita – con il trauma che è durato a lungo, attraverso l’eco dei rumori, gli incubi, la tosse, etc. – e soprattutto esibita come pubblico patibolo, come esempio per tutti. Il messaggio da recepire era «noi picchiamo chiunque», suore laiche comprese: persino chi, come me, ha fatto il Settantasette dopo Genova si guardava attentamente in giro, alle manifestazioni. Manifestazioni che hanno in effetti perso qualcosa della loro potenziale magnitudo, da Genova in avanti. E poi Genova è stata la fine di un sogno, statuita poi dal crollo delle Torri Gemelle – non tanto come «evento» che ha scalzato mediaticamente l’altro, ma come manifestazione di una lotta tra terrorismo e controterrorismo come lotta tra due tipi diversi di capitalismo. Come dice Mark Fisher, da quel momento in poi «il nostro sogno non ha più avuto un nome», anche perché il ragionamento che è invalso nell’uso subito dopo l’11 settembre è stato: «se lo fai sei come un terrorista». Ma chi: io, Casarini, le suore laiche, Carlo Giuliani? Chi? […]
qui:
https://www.machina-deriveapprodi.com/post/avevamo-soltanto-i-limoni
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il video:
https://www.youtube.com/watch?v=MBEYx40E3c4_


